La destra
Strage sfiorata a Modena: Salim El Koudri è italiano ma il governo Meloni si divide tra coraggio e leggi razziali
Tajani e Piantedosi escludono la matrice terrorista, poi, intimiditi dall’offensiva di Salvini, un po’ frenano. La Lega pensa a leggi razziali. In Fratelli d’Italia Donzelli è più prudente, Bignami si schiera con Salvini
News - di David Romoli
C’è una prima volta per tutto. È in effetti la prima volta che dalle file della destra italiana si levano voci chiare e almeno in partenza risolute in controtendenza rispetto all’eterna crociata contro gli immigrati. Domenica Tajani ha replicato a Salvini che chiedeva sfracelli ricordando che Salim El Koudri, l’uomo che era alla guida nella folle corsa di Modena, non è un clandestino e nemmeno uno straniero con permesso di soggiorno ma a tutti gli effetti un cittadino italiano. Sembra solo l’affermazione di un dato di fatto incontrovertibile, come effettivamente è. Ma nella parabola della destra italiana è quasi una rottura.
Medesimo discorso vale per il ministro degli Interni, inviato al Viminale su indicazione della Lega. Quando Piantedosi ha frenato l’ondata di illazioni che dipingevano El Koudri come un terrorista si è comportato come un ministro ragionevole e responsabile, peraltro attento più alla realtà e alla sicurezza che alla propaganda facile. Ma per la destra italiana, non da ieri ma da decenni, l’assunzione di una simile posizione è un fatto nuovo e persino una prova di coraggio politico. Infatti, ieri, sia Tajani che Piantedosi hanno sentito il bisogno di annacquare un po’ la loro linea.
- Salim El Koudri in carcere tra la richiesta di una Bibbia e la sua ‘versione’ su Modena: “Uscito di casa sapendo di morire”
- Salim El Koudri e l’attacco di Modena: il disturbo schizoide, la solitudine, le mail contro i “cristiani bastardi” all’Università
- Auto sulla folla a Modena, il conducente scappa e accoltella un passante prima di venire fermato: 4 feriti gravi
Il leader di Fi e ministro degli Esteri ha tuonato che “gli immigrati non italiani che delinquono devono essere espulsi”. Ben sapendo peraltro che non è questo il caso. Piantedosi ha assicurato che “eravamo, siamo ancora un po’ preoccupati per la giusta collocazione del fatto anche se è del tutto evidente che la tragicità rimane quale che sia la motivazione”. Al netto dell’enunciazione dell’ovvio è uno spiraglio, pur se stretto, aperto a chi insiste sulla natura comunque terrorista della vicenda, che sarebbe tale persino a prescindere dalle intenzioni di El Koudri ma garantita dalla nazionalità dei suoi genitori marocchini.
In parte Tajani e Piantedosi frenano, ma non più che tanto, per evitare di restituire l’immagine di una destra spaccata proprio sul tema al quale deve gran parte delle proprie fortune da decenni. Ma in parte anche per la scoperta di quelle mail nelle quali il futuro attentatore se la prendeva con i “bastardi cristiani”. Sono mail vecchie di quattro anni e somigliano più a uno sfogo intemperante, forse psicolabile, che a una minaccia terrorista. Ma ce n’è a sufficienza perché Salvini torni alla carica: “Italianissimo, laureato e perfettamente integrato, non vi pare? Chissà se qualcuno tenterà ancora di minimizzare l’attentato di Modena. Vediamo se tv e stampa di sinistra censureranno anche queste parole d’amore”. Conclude rilanciando, per l’ennesima volta in poche ore la ricetta leghista: “Avanti con il pdl della Lega per la revoca della cittadinanza e del permesso di soggiorno per reati gravi”.
La revoca della cittadinanza proposta dalla Lega è forse l’enormità più clamorosa fra le tante proposte balzane messe in campo dal Carroccio in questi anni nella sua forsennata rincorsa a destra. Una simile legge implicherebbe una netta distinzione tra i veri “cittadini italiani” e quelli di serie b. Andrebbe vicina alla leggi razziali. Sconfinerebbe. Persino Donzelli frena: “È un tema delicato anche dal punto di vista pratico. Per il momento riteniamo che l’attuale legge sulla cittadinanza sia un buon equilibrio e certo non accoglieremo le proposte della sinistra che regalerebbe la cittadinanza dopo 2 o 5 anni”. Il partito della premier, insomma, si pone nel mezzo, frenando sia le intemperanze xenofobe di Salvini che la nuova legge sulla cittadinanza che propone Fi.
Del resto la stessa premier è stata ben attenta a evitare parole di troppo sulla matrice politica dell’attentato o sulla cittadinanza dell’attentatore. Solo che quelle posizioni estreme nel partito della premier hanno in realtà pieno diritto di cittadinanza. Basta considerare le parole di Galeazzo Bignami, cioè di un altissimo uffi ciale, presidente dei deputati tricolori e fedelissimo di Giorgia: “El Koudri non è un italiano. È un immigrato di seconda generazione. Certo che è folle ma deve pagare a casa sua, che per quanto mi riguarda non è l’Italia ma il Marocco”. Posizione che nella sostanza è identica a quella della Lega e forse anche più torva, perché nega in radice la possibilità che una persona nata e cresciuta in Italia da genitori extracomunitari possa mai essere considerata davvero italiana. Qualche voce dissonante stavolta c’è stata. Ma nel complesso la destra italiana è molto lontana dal cambiare strada.