Lo spettacolo

Lu santu jullare Francesco a Perugia

Cultura - di Angela Nocioni

19 Maggio 2026 alle 14:19

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Lu santu jullare Francesco a Perugia

Due anniversari, gli ottocento anni dalla morte di Francesco d’Assisi e un secolo dalla nascita di Dario Fo. Li celebra una coproduzione del Teatro stabile dell’Umbria e del Teatro Gobetti di Torino.
Lo spettacolo in scena in prima nazionale questi venerdì e sabato al Teatro di Solomeo e poi dal 4 ottobre al primo novembre al Teatro Gobetti di Torino è Lu Santo Jullàre Françesco, scritto sul modello del celebre Mistero buffo, alterna giullarate a introduzioni in cui la vita di Francesco diventa uno specchio rovente per interrogare il presente. In scena l’attore si affida solo alla potenza esplosiva della gestualità, della voce e del corpo. La lingua è una mescolanza di lombardo-veneto, napoletano, volgare del centro Italia e grammelot, quella lingua universale e senza patria inventata da Fo. Unico attore in scena è Matthias Martelli, già protagonista di un fortunatissimo Mistero buffo con la regia di Eugenio Allegri.

Il suo è un Francesco contemporaneo, folle.
Dichiara Matthias Martelli: «Fo ha scritto due versioni di Lu Santo Jullàre Françesco: la prima nel 1999 in lombardo-veneto (la lingua madre del suo Mistero buffo) con una giullarata in napoletanesco; la seconda nel 2014 interamente in un volgare del centro Italia, che mescola umbro, toscano e marchigiano con alcune inflessioni settentrionali. Nella mia nuova edizione, le due versioni vengono fuse in un unico spettro linguistico: Francesco è il Santo d’Italia, quindi ho voluto mescolare drammaturgicamente le due edizioni, toccando metaforicamente l’intera penisola. Ci saranno quindi una giullarata in lombardo-veneto, una in napoletanesco, due in volgare del centro Italia.

Le introduzioni attingono al testo di Fo per poi essere modificate e attualizzate, esattamente come Fo stesso faceva partendo dalla lezione dei giullari medievali: il testo non è un monumento da conservare sotto vetro, ma un organismo vivente da abitare e interrogare per restituirne la verità più profonda.»

19 Maggio 2026

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