Cambi nella programmazione

Perché non ci sono trasmissioni in tv e radio oggi: lo sciopero dei giornalisti per il contratto nazionale

La terza mobilitazione: "Il contratto stipulato con gli editori della Fieg per regolare il lavoro dei giornalisti dipendenti è scaduto da 10 anni, anni in cui gli editori hanno goduto di aiuti pubblici, mentre i nostri stipendi sono stati erosi dall’inflazione. Non esiste alcuna regola per l’uso dell’intelligenza artificiale e per il giusto riconoscimento economico agli autori dei contenuti ceduti agli Over the top"

News - di Redazione Web

16 Aprile 2026 alle 12:28

Condividi l'articolo

FOTO DA PIXABAY
FOTO DA PIXABAY

Per la terza volta giornalisti e giornaliste italiani scioperano per chiedere il rinnovo del Contratto di lavoro. La mobilitazione è stata indetta dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e proclamata per protestare contro il rinnovo del contratto di lavoro Fnsi-Fieg, scaduto da dieci anni, e per l’equo compenso rivolto ai lavoratori autonomi.

“Le giornaliste e i giornalisti italiani scioperano, oggi, per la terza volta. Non lo facciamo a cuor leggero, ma riteniamo che sia necessario informare i lettori, la società e la politica di ciò che sta accadendo nel nostro settore, tanto fondamentale per la democrazia quanto fragile. Il contratto stipulato con gli editori della Fieg per regolare il lavoro dei giornalisti dipendenti è scaduto da 10 anni, anni in cui gli editori hanno goduto di aiuti pubblici, mentre i nostri stipendi sono stati erosi dall’inflazione. Non esiste alcuna regola per l’uso dell’intelligenza artificiale e per il giusto riconoscimento economico agli autori dei contenuti ceduti agli Over the top. E va anche peggio alle migliaia di colleghe e colleghi collaboratori e a partita Iva che da anni attendono la determinazione dell’equo compenso e che per questo motivo hanno redditi che sono sotto la soglia di povertà”.

“Gli editori si sono garantiti tagli del costo del lavoro ricorrendo a pratiche di dumping contrattuale attraverso l’uso smodato del lavoro precario. Con il nostro lavoro e i nostri sacrifici quotidiani, siamo gli azionisti di maggioranza di molte aziende editoriali. Per la Federazione nazionale della Stampa italiana dignità e futuro dell’informazione passano attraverso il rinnovo contrattuale, il recupero salariale e la difesa dei diritti che non sono privilegi, ma il modo con cui possiamo resistere alle minacce, dentro e fuori dalle redazioni. La dignità del nostro lavoro incide pesantemente sulla qualità dell’informazione che arriva a voi cittadini. Per questo riteniamo anche che il settore debba essere finanziato di più e meglio, che i finanziamenti non possano produrre la distruzione e l’appiattimento dell’informazione, ma riportare ricavi alle testate. Noi giornalisti siamo pronti a parlarne e a confrontarci. Ma gli editori?”.

Scaduto da oltre 10 anni – si legge in una nota di Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai – il contratto di lavoro deve essere rinnovato per rispondere alle nuove modalità dell’informazione giornalistica e dare risposte sul fronte dei salari che scontano una perdita consistente del potere di acquisto falcidiato dall’inflazione. L’Usigrai aderisce a questa terza giornata di sciopero delle giornaliste e dei giornalisti italiani e sostiene l’azione della Fnsi per continuare con più forza la mobilitazione delle redazioni a garanzia del ruolo dell’informazione professionale nel nostro Paese”.

“Il contratto giornalistico si fonda su due principi costituzionali: la giusta retribuzione e la libertà di stampa – si legge in una nota UniRai Figec – Le giornaliste e i giornalisti di Unirai-Figec esprimono preoccupazione per il futuro della professione: con questa terza giornata di sciopero, il sindacato sostiene l’urgenza di negoziare un contratto che garantisca clausole economiche dignitose e l’indipendenza dei giornalisti. Il peso della contrattazione non può ricadere solo sui lavoratori. Unirai-Figec ribadisce anche la necessità di rinegoziare il contratto integrativo Rai, scaduto da 12 anni. La zona grigia dei contratti atipici minaccia l’autonomia professionale. A tutti siano garantite condizioni economiche eque e garanzie di crescita. In Rai, nuovi percorsi di stabilizzazione per i precari, una selezione esterna e, nel rispetto delle pari opportunità, più spazio ai vertici per le donne. Non c’è libertà senza un contratto forte”.

La programmazione televisiva subirà dunque delle variazioni: Radio1, Radio2 e Radio3 avranno due edizioni del Gr della durata di 6 minuti ciascuna così come Tg1, Tg2, Tg3 e Rainews 24, che avranno un’edizione inferiore per durata ai dieci minuti. Le testate regionali avranno un’edizione di cinque minuti. RaiNews24 aggiornerà il suo sito con le notizie del giorno alle 9:00 e alle 19:00. Anche altre emittenti hanno adottato delle modifiche alla loro programmazione. I quotidiani cartacei domani non saranno in edicola e i siti online dei giornali non saranno aggiornati fino a domani.

16 Aprile 2026

Condividi l'articolo