Il voto

Ungheria, è finita l’era di Orbán: Magyar vince le elezioni, batosta al sovranismo anti-europeista e filorusso

L'ascesa vertiginosa del piccolo partito Tisza, che ha ottenuto la "supermaggioranza" di due terzi. Meloni e Salvini avevano sostenuto il primo ministro in uno spot elettorale. Salis: "Ungheria e Ue saranno posti migliori, a mai più rivederci"

Esteri - di Redazione Web

13 Aprile 2026 alle 09:56

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Peter Magyar, leader of the opposition Tisza party, waves the Hungarian flag following the announcement of the partial results of the parliamentary election, in Budapest, Hungary, Sunday, April 12, 2026. (AP Photo/Denes Erdos)
Peter Magyar, leader of the opposition Tisza party, waves the Hungarian flag following the announcement of the partial results of the parliamentary election, in Budapest, Hungary, Sunday, April 12, 2026. (AP Photo/Denes Erdos)

È la fine di un’era per l’Ungheria, la fine dell’era di Viktor Orbán al potere, il primo ministro sconfitto sonoramente alle elezioni che hanno rinnovato il Parlamento. Sconfitta ancora più dura in quanto maturata alla luce di un’affluenza altissima, al di sopra delle aspettative: oltre il 78% degli aventi diritto si è recato alle urne. Péter Magyar ha sfilato con in mano la bandiera dell’Ungheria, in mezzo a migliaia di persone scese in piazza a festeggiare nella capitale Budapest. Orbán è stato a lungo un punto di riferimento dei sovranisti di destra al potere, spesso in contrasto con le politiche dell’Unione Europea.

Magyar ha ottenuto quella che è stata definita una “supermaggioranza” di due terzi dei seggi, utile a ad approvare le leggi più importanti. Il parlamento ungherese conta 199 seggi. Tisza, il partito di Magyar, ha ottenuto 138 seggi. A Fidesz, il partito conservatore e populista di Orbán, appena 55. Orbán non aveva mai perso. Sei seggi al partito di estrema destra Movimento Nostra Patria. Tisza è un movimento conservatore, protagonista di una scalata vertiginosa in appena due anni: Magyar è cresciuto all’interno di Fidesz, dal quale è fuoriuscito alcuni ripetuti scandali di corruzione esplosi all’interno del governo.

“Ce l’abbiamo fatta, insieme abbiamo liberato l’Ungheria”, ha detto in piazza Magyar. “Ci siamo sbarazzati del regime di Orbán. Tisza non si è limitato a vincere le elezioni: tutti gli indizi puntano a una solida maggioranza di due terzi all’Assemblea nazionale. Ciò significa un trasferimento di potere pacifico ed efficiente. La nostra vittoria forse non sarà visibile dalla luna, ma è visibile ovunque in Ungheria”, ha aggiunto Magyar citando il discorso di Orbán in occasione della sua ultima vittoria alle elezioni politiche nell’aprile del 2022 dove appunto aveva dichiarato di aver ottenuto “una vittoria così grande che si può vedere dalla luna”.

Non sono mancate neanche in questa occasione accuse di brogli, da una parte e dall’altra, a seggi ancora aperti. Quando l’esito e lo scarto sono apparsi chiari, il primo ministro uscente ha ammesso i risultati “dolorosi ma chiari” e ha telefonato a Magyar per fargli le sue congratulazioni. “Ruszkik, haza” lo slogan della rivolta ungherese del 1956 repressa nel sangue dall’Armata Rossa dell’Unione Sovietica intonato dalla piazza: “russi, andate a casa”. Magyar ha annunciato che il suo primo viaggio all’estero sarà a Varsavia, in Polonia, il secondo a Bruxelles per chiedere di “sbloccare i fondi Ue”. Ha chiesto al presidente ungherese, Tamas Sulyok, vicino a Fidesz, di “conferirgli il mandato per formare il governo il prima possibile” per poi “dimettersi”.

“Congratulazioni per la chiara vittoria elettorale a Peter Magyar, al quale il governo italiano augura buon lavoro. Ringrazio il mio amico Viktor Orban per l’intensa collaborazione di questi anni, e so che anche dall’opposizione continuerà a servire la sua Nazione – ha scritto su X la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni – Italia e Ungheria sono nazioni legate da un profondo legame di amicizia e sono certa che continueremo a collaborare con spirito costruttivo nell’interesse dei nostri popoli e delle comuni sfide a livello europeo e internazionale”.

 

Fidesz era arrivato al potere nel 2010, aveva imposto all’Ungheria un governo al limite dell’autoritario, con un controllo sulle istituzioni e sui mezzi di comunicazione ungheresi, ha accentrato il potere ed estero il controllo sul sistema giudiziario. “L’Ungheria sarà un alleato forte della Ue e della Nato”, ha chiarito subito Magyar. Con Orbán al potere, Budapest aveva spesso bloccato aiuti e finanziamenti all’Ucraina, ostacolato alcune politiche dell’Unione Europea e stretto rapporti con la Russia di Vladimir Putin. La premier italiana Meloni e il vice primo ministro e segretario della Lega Matteo Salvini erano comparsi in uno spot promozionale della sua campagna elettorale. Pochi giorni prima del voto il vice presidente degli Stati Uniti, JD Vance, era andato in visita a Budapest.

“L’Ungheria ha scelto l’Europa. L’Europa ha sempre scelto l’Ungheria. Un Paese riprende il suo cammino europeo. L’Unione si rafforza”, ha scritto su X la Presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen in un tweet. Esulta anche il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky che si è congratulato per la “schiacciante vittoria” e ribadito “siamo pronti per incontri e lavoro congiunto costruttivo a beneficio di entrambe le nazioni, nonché per la pace, la sicurezza e la stabilità in Europa”. Esultanza anche da parte dell’Europarlamentare Ilaria Salis, eletta dopo la detenzione il processo in Ungheria. “Non una vittoria della sinistra, ma almeno una pesantissima sconfitta dell’estrema destra globale e – speriamo – la fine del regime. L’Ungheria e l’Europa saranno posti migliori senza Orbán. Spiace per Meloni e Salvini. A mai più rivederci”.

 

 

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13 Aprile 2026

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