Accuse al governo Meloni

Trasporto su gomma in ginocchio per il caro carburante, le associazioni minacciano il blocco: “Fermiamo i tir”

Economia - di Redazione

13 Aprile 2026 alle 12:57

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Trasporto su gomma in ginocchio per il caro carburante, le associazioni minacciano il blocco: “Fermiamo i tir”

Non c’è solo il trasporto aereo a rischiare di fermarsi questa estate, almeno in parte, se il blocco dello stretto di Hormuz come conseguenza dell’offensiva di Stati Uniti ed Israele contro l’Iran proseguirà.

Conseguenze critiche per il “sistema Italia” si prospettano anche nel trasporto su gomma, autentico crocevia per la circolazione delle merci lungo il Paese. Lo annuncia con parole allarmanti l’Unatras, il coordinamento unitario delle associazioni nazionali di settore: l’intera categoria dell’autotrasporto “è orientata verso il blocco dei servizi di trasporto su strada”, una posizione che avrebbe trovato d’accordo tutte le varie componenti dell’associazione, dalle piccole alle grandi imprese.

In particolare la data segnata col circoletto rosso sul calendario è quella di venerdì 17 aprile: è tra pochi giorni infatti che il comitato esecutivo nazionale di Unatras sarà chiamato a pronunciarsi sul fermo dei servizi e, in caso, avviare le procedure previste per il blocco.

Nel mirino delle imprese del settore ci sono da una parte i clienti, con “l’atteggiamento irresponsabile della committenza” che a loro “determina una riduzione fino a 40 centesimi al litro” dei loro compensi, ma soprattutto il governo Meloni. L’Unatras denuncia infatti la “mancanza di attenzione da parte del governo”, nonostante le parole del ministro delle Imprese Adolfo Urso che almeno a parole si è speso annunciando misure a favore del settore, ma con le imprese che in realtà sottolineano come al momento non si è a conoscenza di “alcun provvedimento concreto” in arrivo da Palazzo Chigi o dal ministero.

Da qui il rischio di una paralisi del trasporto su gomma, possibilità già avanzata lo scorso 8 aprile sempre dall’Unatras quando denunciava la situazione “prossima al collasso del settore a causa del caro gasolio. Senza risposte concrete da parte del governo, ammoniva l’associazione, “sarà inevitabile il fermo nazionale dei servizi”: gli aumenti dei costi del gasolio, erano i conti delle associazioni, vale infatti un aggravio “fino a 9mila euro annui di extracosti per veicolo pesante, mettendo fuori mercato migliaia di aziende italiane”.

Il taglio delle accise da 20 centesimi al litro, approvato dal governo Meloni e già prorogato una volta, per l’Unatras non è sufficiente a tenere in piedi il settore di fronte ad una crisi energetica globale di queste dimensioni, anche perché di fatto quel risparmio “è già stato assorbito dal continuo aumento del prezzo industriale”. Quali le soluzioni? Secondo le associazioni di settore “è indispensabile attuare provvedimenti immediati che consentano di mantenere gli strumenti di compensazione e ristoro per gli operatori del trasporto professionale, che hanno investito in sicurezza e tutela ambientale”. L’appello all’esecutivo è dunque quello di emanare un decreto attuativo del credito d’imposta di 100 milioni e l’approvazione di ristori per il settore.

di: Redazione - 13 Aprile 2026

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