A 68 anni

È morto Afrika Bambaataa: addio al dj e rapper, tra i padri fondatori dell’hip hop e della Zulu Nation

Protagonista della scena che ha rivoluzionato la musica mondiale, innovò il genere con il suo uso di sintetizzatori e vocoder. A capo di una gang, era malato di cancro. Le controverse accuse di abusi

Cultura - di Redazione Web

10 Aprile 2026 alle 11:00

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Inside of the Boogie Down Grind in the Bronx in New York on Monday, July 24, 2023, in New York. Hip-hop rose from the ashes of a borough ablaze with poverty, urban decay and gang violence. From breaking to graffiti “writing” to MC-ing or rapping, the block parties and various elements of hip-hop served as an outlet for creativity and an escape from the hardships of daily life. The movement expanded beyond the Bronx, across New York City and to different parts of the country. Today, it is a multi-billion-dollar global industry built off of the authenticity of struggling through poverty and urban blight, but the borough where it all began has yet to benefit in any meaningful way from the industry. (AP Photo/Brittainy Newman)
Inside of the Boogie Down Grind in the Bronx in New York on Monday, July 24, 2023, in New York. Hip-hop rose from the ashes of a borough ablaze with poverty, urban decay and gang violence. From breaking to graffiti “writing” to MC-ing or rapping, the block parties and various elements of hip-hop served as an outlet for creativity and an escape from the hardships of daily life. The movement expanded beyond the Bronx, across New York City and to different parts of the country. Today, it is a multi-billion-dollar global industry built off of the authenticity of struggling through poverty and urban blight, but the borough where it all began has yet to benefit in any meaningful way from the industry. (AP Photo/Brittainy Newman)

Al Bronx, all’utopia afroamericana, al genere che avrebbe suonato e che avrebbe costruito una comunità. Addio a uno dei fondatori dell’hip hop con Kool Herc, Grandmaster Flash, Rock La Rock e Grandmaster Caz, Afrika Bambaataa, nome d’arte di Lance Taylor, aveva 68 anni. Era malato di cancro. Fondamentale allo sviluppo del sound il suo contributo con un uso innovativo di sintetizzatori e vocoder, ha fatto parte di quel movimento di grandi artisti e di una scena che ha propiziato la nascita dell’hip hop, e a cascata di molti altri, fino all’esplosione a livello mondiale.

Afrika Bambaataa era nato nell’aprile del 1957. A capo di una gang del Bronx, Black Spades, sosteneva che la musica avrebbe potuto placare le divisioni tra i gruppi criminali e costruire una comunità ispirata a una sorta di ideale africano. Fondò così la Universal Zulu Nation, un movimento che si ispirava agli ideali di pace, unità e creatività ancora tutt’oggi attivo. Il suo nome resta comunque impresso soprattutto nella storia della musica con altri grandi nomi che hanno contribuito a cambiare l’uso di alcuni strumenti e a definire le caratteristiche tecniche di più di un genere.

 

Sabato 11 agosto 1973: Kool Herc, pseudonimo del dj nato in Giamaica Clive Campbell, organizzò una festa nel palazzo in cui viveva nel Bronx, a New York, a nord di Manhattan, abitato principalmente da afroamericani. Circa 300 persone parteciparono al Back to School Jam. Kool Herc si era inventato la tecnica della “merry-go-round” – la giostra – che non interrompeva mai la musica utilizzando due giradischi attaccati allo stesso mixer. Selezionava la parte ritmica, individuò i cosiddetti “break” che sarebbero diventati i famosi campionamenti sui quali si sarebbe costruita la base musicale dell’hip hop e del rap. L’11 agosto è stato nominato dal Congresso degli USA come l’Hip Hop Celebration Day.

All’intuizione di Kool Herc si aggiunsero le parole di Coke La Rock, secondo molti il primo mc della storia, ad accompagnare la musica: rappresentavano il duo di base degli Herculords. Grandmaster Flash, pseudonimo del dj delle Barbados Joseph Saddler, perfezionò il “merry-go-round” battezzando la sua tecnica “quick mix” con due dischi uguali sui due giradischi. All’esplosione del genere, secondo il mito della nascita dell’hip hop, contribuì anche il grande blackout che colpì New York la notte tra il 13 e il 14 luglio del 1977: in molti approfittarono per assaltare negozi, tra cui quelli che vendevano attrezzatura per mettere musica che, grazie a questi stili, i dj avevano cominciato letteralmente a suonare come fossero strumenti musicali.

 

Afrika Bambaataa si è accompagnato spesso al gruppo di cantanti Soul Sonic Force, alcune sue canzoni come Planet Rock, Reckless, Looking for the Perfect Beat e Zulu Nation Throwdown hanno definito il genere electro-funk e influenzato rap, house e techno. Divenne subito famoso, aspetto che gli permise di conoscere e frequentare produttori e musicisti bianchi di Manhattan. La sua idea di comunità e unità tramite la musica era esplicitata in particolare nei cosiddetti “block parties”, feste di quartiere che la Zulu Nation organizzava nel Bronx.

A dieci anni fa risalgono alcune accuse di molestie sessuali: un uomo accusò il dj di averlo abusato quando aveva 15 anni, all’inizio degli anni Ottanta. Altri tre uomini lo accusarono successivamente. Fu costretto a lasciare la guida della Zulu Nation anche se non era mai stato condannato penalmente. Ad annunciare la sua morte, in Pennsylvania, la Tommy Boy Records in un post in cui si legge di “una figura influente” e “ampiamente considerato un pioniere dell’hip-hop e della musica elettronica. All’annuncio della sua scomparsa, pensiamo al suo contributo al genere e alla cultura in senso lato, che continua ancora oggi”.

10 Aprile 2026

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