L’operazione “Oscurità eterna”
Beirut sotto il fuoco di Israele, 160 bombe sulla capitale del Libano: centinaia i morti, la tregua Usa-Iran già a rischio
Esteri - di Carmine Di Niro
Il segnale, evidente, che per Tel Aviv il cessate il fuoco concretizzatosi nella notte italiana assieme agli Stati Uniti con l’Iran non comprende il Libano, nonostante le dichiarazioni provenienti dal Pakistan “mediatore” dell’accordo per una tregua.
Una massiccia ondata di raid israeliani hanno colpito oggi Beirut, la capitale del Libano, investendo in pochi minuti e simultaneamente diversi quartieri della capitale libanese, dal centro al lungomare fino alla periferia sud che è storicamente la roccaforte di Hezbollah, il “partito di Dio” alleato nella regione dell’Iran.
- Iran, Trump fa marcia indietro: tregua di due settimane mediata dal Pakistan, Teheran verso la riapertura di Hormuz
- Tregua in Iran, cosa c’è nell’accordo per il cessate il fuoco con gli Usa: il piano in 10 punti e le incognite su Hormuz
- Il Libano come Gaza, Israele pronta a demolire i villaggi nel sud del Paese: per i 600mila “evacuati” vietato il ritorno
Esplosioni che hanno interessato aree densamente popolate, provocando panico tra i residenti. Diverse testimonianze parlano di “scene apocalittiche”: edifici distrutti o seriamente danneggiati, colonne di fumo visibili da più punti della capitale, numerosi cadaveri in strada ed un alto numero di feriti con gli ospedali sotto pressione.
WATCH: Beirut, Lebanon following the massive Israeli attack. pic.twitter.com/Pbm7D4Ean0
— Clash Report (@clashreport) April 8, 2026
Operazione militare rivendicata dall’IDF, le Forze di Difesa israeliane, che hanno comunicato di aver impiegato 50 caccia che hanno sganciato circa 160 bombe su 100 obiettivi in soli 10 minuti. L’ondata di attacchi è stata denominata internamente “Oscurità eterna“. L’IDF ha dichiarato di aver bombardato circa 100 centri di comando di Hezbollah e altre infrastrutture militari a Beirut, nella valle della Beqaa e nel Libano meridionale in quello che è stato definito “il più grande attacco sferrato contro le infrastrutture dell’organizzazione terroristica Hezbollah dall’inizio dell’operazione cercapersone”, in riferimento all’attacco esplosivo del cercapersone che ha preso di mira i membri di Hezbollah nel 2024.
‼️ In 10 minutes, the IDF completed the largest coordinated strike across Lebanon since the start of Operation Roaring Lion.
The strike targeted 100+ Hezbollah headquarters, military arrays, & command-and-control centers in Beirut, Beqaa and southern Lebanon, including:
•…
— Israel Defense Forces (@IDF) April 8, 2026
Il premier libanese Nawaf Salam ha accusato Israele di avere bombardato “quartieri residenziali densamente popolati, causando vittime tra civili disarmati in tutto il Libano”. “Mentre accogliamo con favore l’accordo di cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti e intensifichiamo i nostri sforzi per raggiungere un accordo di cessate il fuoco in Libano, Israele continua ad ampliare i suoi attacchi, che hanno preso di mira quartieri residenziali densamente popolati, causando vittime tra i civili disarmati in tutto il Libano, e soprattutto nella capitale Beirut, senza alcun riguardo per gli sforzi regionali e internazionali per porre fine alla guerra e con totale disprezzo per i principi del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario, che Israele non ha mai rispettato”, ha scritto su X il premier, chiedendo a “tutti gli amici del Libano di aiutarci a porre fine a questi attacchi con ogni mezzo disponibile”.
Il ministro della Salute libanese Rakan Nassereddine, come riporta l’agenzia di stampa NNA, ha dichiarato che gli attacchi israeliani hanno causato centinaia di morti e feriti in tutto il Libano. Per il capo della Croce rossa libanese gli attacchi aerei israeliani condotti oggi su Beirut e sulla periferia meridionale di Dahiyeh hanno causato oltre 300 tra morti e feriti. Da parte sua il segretario generale della Croce rossa libanese, George Kettaneh, ha aggiunto all’emittente libanese Mtv che “la situazione è tragica, con molte vittime intrappolate sotto le macerie e interi edifici crollati in diverse zone”. Gli ospedali di Beirut hanno lanciato un appello urgente per le donazioni di sangue di tutti i gruppi sanguigni.
This is the largest number of Israeli airstrikes at once on Beirut since the beginning of the war. #Lebanon pic.twitter.com/20oBnl5lBm
— Dalal Mawadدلال معوض (@dalalmawad) April 8, 2026
Dopo le comunicazioni ufficiali da parte di Teheran e Washington sul raggiungimento dell’accordo per un cessate il fuoco, Israele aveva comunicato di aver accettato l’intesa dell’alleato Trump chiarendo però che da parte sua l’accordo non prevede il Libano, dove l’IDF da settimane ormai ha lanciato una vasta operazione militare nel sud del Paese con l’obiettivo di neutralizzare Hezbollah e occupare parte del Paese.
“Israele sostiene la decisione del presidente Trump di sospendere gli attacchi contro l’Iran per due settimane, a condizione che l’Iran apra immediatamente gli stretti e interrompa tutti gli attacchi contro gli Stati Uniti, Israele e i paesi della regione. La tregua di due settimane non include il Libano”, aveva chiarito su X il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Le conseguenze, anche sul piano diplomatico, non si sono fatte attendere. Ali Bahreini, ambasciatore e rappresentante permanente dell’Iran presso le Nazioni Unite a Ginevra, ha sottolineato che Israele deve rispettare il cessate il fuoco in Libano, che per Tel Aviv però non è compreso negli accordi siglati con Teheran, e che qualsiasi ulteriore attacco complicherebbe la situazione e avrebbe delle conseguenze. Ma soprattutto, come riferisce l’agenzia di stampa iraniana Fars, la Repubblica Islamica dopo i raid israeliani in Libano avrebbe bloccato il passaggio delle petroliere attraverso lo stretto di Hormuz, dove lentamente stava riprendendo il traffico navale.
Scenario al quale non crede evidentemente Donald Trump, che ha definito i violenti attacchi israeliani in Libano “scaramucce separate, non incluse” nell’accordo per il cessate il fuoco con l’Iran. Secondo il presidente Usa, che ne ha parlato alla Pbs, l’esclusione del Libano dall’accordo con Teheran è legato proprio ad Hezbollah: “Non erano inclusi nell’accordo. Ci occuperemo anche di questo, va bene così”, le sue parole.