Accordo anche su Hormuz

Cessate il fuoco USA-Iran, crollano prezzi di petrolio e gas ma ai distributori “ritmi da lumaca”: Trump esulta per “ingenti somme di denaro”

Ci vorranno mesi prima che i traffici tornino alla normalità, nessun chiarimento su un eventuale pedaggio. Medvedev: "Niente petrolio a basso prezzo". Codacons: "Doppia velocità che penalizzerà gli automobilisti"

Economia - di Redazione Web

8 Aprile 2026 alle 10:34

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A man walks on rocks along the shore as oil tankers and cargo ships line up in the Strait of Hormuz, as seen from Khor Fakkan, United Arab Emirates, Wednesday, March 11, 2026. (AP Photo/Altaf Qadri) Associated Press / LaPresse Only italy and spain
A man walks on rocks along the shore as oil tankers and cargo ships line up in the Strait of Hormuz, as seen from Khor Fakkan, United Arab Emirates, Wednesday, March 11, 2026. (AP Photo/Altaf Qadri) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Giù il petrolio, appena dato l’annuncio del cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran. Condizione cui era stato legato l’accordo era la riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale dei traffici di petrolio e gas naturale a livello mondiale, oltre ad altre materie prime industriali. Al 40esimo giorno di guerra, a un’ora e mezza dalla scadenza dell’ultimatum annunciato con un post sui social, con un altro post il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l’intesa. Le conseguenze sui prezzi delle materie sono stati repentini sui mercati anche se per i consumi finali si dovrà attendere il consueto meccanismo “razzo e piuma” che descrive gli immediati aumenti e le lente riduzioni.

Crollati subito i prezzi del petrolio: i future sul petrolio greggio statunitense sono crollati del 18% a circa 92,60 dollari, mentre i future sul Brent sono scesi di circa il 15% fino a meno di 95 dollari. Entrambi sono rimasti comunque al di sopra dei livelli di inizio guerra. Poco prima del lancio delle operazioni, le quotazioni internazionali stavano poco sotto i 70 dollari al barile. È crollato di circa il 20% anche il prezzo del gas europeo all’apertura delle contrattazioni: il contratto a termine del TTF olandese – punto di riferimento europeo – è crollato del 19,24% a 43 euro, dopo aver registrato un calo momentaneo di oltre il 20% a 42,5 euro.

L’accordo prevede che l’Iran riapra lo Stretto di Hormuz per due settimane: Teheran ha fatto sapere che sarà possibile attraversarlo “coordinandosi con le forze armate iraniane”. Anche nel piano in dieci punti avanzato lo scorso 6 aprile dall’Iran e mediato dal Pakistan, inizialmente bocciato da Trump e successivamente citato come base negoziale del cessate il fuoco, si citerebbe un nuovo protocollo per lo Stretto tra regole di transito e gestione delle rotte. Con l’annuncio comincerà a sbloccarsi il traffico del petrolio delle navi ferme nel Golfo Persico, alcuni Paesi avevano smesso di produrne considerato lo stop.

Non è stato chiarito se per il passaggio sarà necessario un pedaggio, come quello introdotto nelle scorse settimane alle navi considerate non ostili: alcune fonti iraniane parlano di un pedaggio da due milioni di dollari per ogni nave, un introito da dividere con l’Oman che servirebbe anche alla ricostruzione. Quello che appare chiaro è che ci vorrà tempo prima che il flusso torni alla normalità, anche perché alcune infrastrutture strategiche legate al gas e al petrolio nella regione sono state danneggiate nel conflitto. “Gli Stati Uniti d’America contribuiranno a decongestionare il traffico nello Stretto di Hormuz”, ha scritto Trump sulla sua piattaforma Truth Social. “Ci saranno molte azioni positive! Si guadagneranno ingenti somme di denaro. L’Iran potrà avviare il processo di ricostruzione”.

Secondo Willie Walsh, il direttore generale dell’International Air Transport Association (IATA), per ripristinare le scorte di carburante per gli aerei ci vorranno mesi. “Penso che ci vorranno ancora diversi mesi per tornare al livello di approvvigionamento necessario, tenendo conto delle perturbazioni delle capacità di raffinazione in Medio Oriente, che costituiscono un anello essenziale dell’approvvigionamento mondiale di prodotti raffinati”. Il crollo dei prezzi dovrebbe far scendere anche i prezzi dei carburanti. “Non ci sarà petrolio a basso costo”, ha chiarito il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev. Anche l’Italia negli ultimi giorni aveva avviato dei piani di gestione delle forniture per gestire il traffico aereo.

“Nonostante il forte crollo del petrolio che nelle ultime ore si è deprezzato del 18% a seguito della tregua annunciata dal governo americano, i listini dei carburanti continuano a salire al punto che il prezzo medio del gasolio viaggia spedito verso quota 2,2 euro al litro in tutta Italia”, la polemica del Codacons a partire dai dati regionali forniti dal Mimit: il gasolio in autostrada ha raggiunto una media di 2,191 euro al litro, la benzina sale a 1,825 euro/litro. Sulla rete ordinaria il prezzo del gasolio ha già superato la soglia psicologica dei 2,2 euro al litro a Bolzano, dove un litro di diesel costa 2,205 euro, e i prezzi più alti si registrano oggi in Calabria con una media di 2,198 euro al litro, Lombardia con 2,195 euro, Valle d’Aosta con 2,194 euro, Sicilia con 2,190 euro. “Forti rincari dei listini alla pompa che si registrano nonostante nelle scorse ore le quotazioni del petrolio siano crollate”. Per l’associazione il rischio è che “se proseguirà la corsa al ribasso del petrolio come effetto della riapertura dello stretto di Hormuz e della tregua raggiunta tra Stati Uniti e Iran, i prezzi di benzina e gasolio ai distributori scenderanno a ritmo da lumaca, con una doppia velocità che penalizzerà gli automobilisti”.

8 Aprile 2026

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