Polemica a Montecitorio

Marcia dei neofascisti sul Parlamento, sospesi i deputati che avevano impedito la conferenza sulla remigrazione

La nota dell’Ufficio di Presidenza della Camera: 22 per cinque giorni, 10 per quattro. I sospesi rivendicano l'azione: "Colpevole di essere antifascista, lo dichiaro con orgoglio nel mese del 25 aprile"

News - di Redazione Web

2 Aprile 2026 alle 11:42

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Domenico  Forgiule LEGA circondato dai parlamentari della sinistra, Angelo Bonelli AVS durante l’occupazione della sala stampa della Camera per impedire  la  conferenza stampa di presentazione della raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare ‘ Remigrazione e Riconquista’. Camera dei Deputati, Roma Venerdì 30 Gennaio  2026 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse)
Domenico Forgiule LEGA circondato dai parlamentari della sinistra, Angelo Bonelli AVS durante l’occupazione della sala stampa della Camera per impedire la conferenza stampa di presentazione della raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare ‘ Remigrazione e Riconquista’. Camera dei Deputati, Roma Venerdì 30 Gennaio 2026 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse)

Sospesi per aver occupato la sala stampa della Camera per impedire lo svolgimento di una conferenza stampa sulla “remigrazione” con esponenti dell’estrema destra extraparlamentare, tra cui un esponente di un movimento neonazista. È successo a parlamentari del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra. 22 sono stati sospesi per cinque giorni, dieci per quattro giorni. È la ritorsione di Montecitorio, comunicata con una nota dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati. Non risolverà il dibattito sulla libertà di espressione, qualunque sia l’espressione.

Si era molto parlato e molto discusso dell’evento organizzato dal parlamentare della Lega Domenico Furgiuele, un caso esploso mentre si annunciava la nascita del partito Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci, fuoriuscito proprio dallo stesso Carroccio. Ci sarebbero dovuti essere, con i vertici del “Comitato Remigrazione e Riconquista” che promuove una raccolta firme per la proposta di legge depositata in Cassazione, Luca Marsella di CasaPound Italia, Ivan Sogari di Veneto Fronte Skinheads, Jacopo Massetti, ex di Forza Nuova e leader di Brescia ai Bresciani, e Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti.

“Non c’è nessuna remissione di peccato – aveva rivendicato Furgiuele – Domani si presenta una legge di iniziativa popolare. Io non capisco perché ci si interroghi sull’assenza di partecipazione popolare e poi si terrorizzino liberi cittadini che a spese loro domani verranno qui a presentare una legge”. Per Remigrazione – parola all’ordine del giorno della destra neofascista e neonazista internazionale, esploso dapprima nei Paesi dell’Europa del Nord – si intende l’espulsione forzata di tutti gli stranieri, rimpatriare e deportare in massa gli immigrati, una sorta di soluzione definitiva e dei sovranismi a difesa delle nazioni, dell’integrità identitaria e culturale. Per la protesta dei deputati era saltato tutto.

“Il pensiero razzista, o xenofobo, o fascista si è fatto largo, e oggi ha invaso amplissimi settori politici e di governo – scriveva su questo giornale il direttore Piero Sansonetti – Non è più un pensiero marginale. Probabilmente spinto anche dal trumpismo vincente. Non è un caso che i vertici dei partiti del centrodestra non abbiano preso le distanze dall’iniziativa simil- Ku Klux Klan di un pezzo della Lega. L’on. Furgiuele ha detto che Salvini era d’accordo con lui, e Salvini non ha smentito. Meloni silenziosissima. Solo il presidente della Camera Lorenzo Fontana si è spinto a parlare di inopportunità dell’iniziativa del suo collega di partito. Per questa ragione penso che pur nella convinzione che il diritto di parola deve essere per tutti, è giusto anche dire che se l’opposizione non avesse reagito a questa invasione razzista del parlamento non avrebbe fatto il suo dovere”.

Le sospensioni, a varia durata, tra cinque e quattro giorni tra chi ha occupato i posti degli oratori e chi ha occupato i posti destinati al pubblico. I deputati sospesi hanno rivendicato l’azione. “Lo ammetto. Sono colpevole di essere antifascista e di difendere le istituzioni nate dalla resistenza e dalla Costituzione. Lo dichiaro con ancora più orgoglio nel mese del 25 aprile“, ha dichiarato Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico. “Assistiamo a una deriva davvero sconcertante, una decisione incomprensibile e grave. Sono stati presi provvedimenti contro chi, pacificamente e in modo non violento, ha difeso un’istituzione leggendo degli articoli della nostra Costituzione, mentre chi le disonora mettendo in imbarazzo il Paese viene protetto”.

“Il Parlamento della Repubblica italiana è la casa della democrazia, quella democrazia che ci è stata data con la vita e con il sangue da parte dei nostri padri e madri costituenti, da parte dei nostri nonni, e noi dobbiamo il massimo rispetto a chi ci ha dato la democrazia. La destra in questo Paese lo ha dimenticato – le parole di Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde – dimentica che chi oggi è presidente del Senato lo deve proprio a coloro i quali quella battaglia l’hanno fatta per darci la democrazia. CasaPound, quell’organizzazione che voleva organizzare quella conferenza stampa dentro la sala stampa del Parlamento della Repubblica italiana, è stata condannata per costituzione del partito fascista, manifestazioni fasciste e lesioni aggravate. Bene, di fronte a questo esprimo la mia totale contrarietà e indignazione per questa scelta. Rivendico il gesto che ho fatto: un gesto fatto in nome e per difesa di una memoria storica di coloro i quali ci hanno dato la democrazia”.

2 Aprile 2026

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