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Moses Itauma nuovo Mike Tyson, il nuovo fenomeno dei Pesi Massimi non è più solo una promessa: tutti vogliono la sfida con Usyk

Il ko virale contro Franklin conferma l'ascesa di un talento che si sta facendo spazio nei pesi massimi. "Non sono invincibile. Tutti siamo fragili. Ho avuto molti contatti con la realtà, quindi non mi è difficile comprenderla. Ma sul ring voglio diventare campione del mondo"

Sport - di Antonio Lamorte

31 Marzo 2026 alle 15:26

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Britain’s Moses Itauma, center, celebrates after beating Australia’s Demsey McKean in their heavyweight boxing fight in Riyadh, Saudi Arabia, Saturday, Dec. 21, 2024. (AP Photo/Frank Augstein)
Britain’s Moses Itauma, center, celebrates after beating Australia’s Demsey McKean in their heavyweight boxing fight in Riyadh, Saudi Arabia, Saturday, Dec. 21, 2024. (AP Photo/Frank Augstein)

Che non si può ballare un po’ sul ring, sciogliere la lingua in un trash talking più articolato e creativo del solito ed è subito: “Eccolo! È il nuovo Muhammad Alì”. E non si possono mettere in fila una serie di ko, uno più spettacolare dell’altro, spazzare via un avversario dopo l’altro a venti anni o giù di lì, minacciare la categoria dei Pesi Massimi tutta intera che è subito: “Eccolo! È il nuovo Mike Tyson”. Due campioni capaci di andare oltre lo stesso sport, la loro disciplina: dio lo sa quanto possa servire qualcuno del genere alla boxe. E quel qualcuno è stato individuato, con sincero stupore o calcolata sufficienza, da un po’ di mesi in Moses Itauma che a suon di ko si sta prendendo la scena del pugilato mondiale come possibile nuova Big Thing nella categoria dei pesi massimi.

È diventato virale, lo scorso fine settimana, il video del ko inflitto a Jermaine “989 Assassin” Franklin Jr: fulminato con un montante sinistro che lo aveva lasciato imbambolato come un ubriaco, finito con un destro scagliato manco fosse l’ascia di un boia. Piroetta sul colpo e inchino davanti al pubblico, Itauma è a 14 vittorie, 12 ko, neanche una sconfitta. Non solo un ko: varietà di colpi, rapidità, costanza nelle combinazioni e angolazioni non banali. E Franklin non è un brocco, non è neanche un collaudatore, aveva un record di 14 vittorie e tre sconfitte: aveva portato ai punti sia Anthony Joshua che Dillian Whyte nelle sue due precedenti trasferte nel Regno Unito. È finito al tappeto una prima volta già al terzo round. Alla Cop-op Live Arena di Manchester è andata in scena una prestazione dominante. Demolitiva.

 

 

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Qualche parere autorevole, in ordine sparso, dei mesi scorsi. Mike Tyson: “È fottutamente spaventoso … nessun altro peso massimo si muove come lui”. Lennox Lewis: “È una grande promessa”. Tyson Fury: “È il futuro della boxe, lo dico da anni”. Oleksandr Usyk: “È un giovane grande pugile … penso abbia grande futuro”. Non sembra vederlo nel suo, a giudicare dalle ultime nuove, l’ucraino che è stato il primo a unificare le cinture della categoria Regina dopo esserci riuscito in quella dei cruiser. Combatterà alle piramidi di Giza, in Egitto, con il kickboxer Rico Verhoeven il 23 maggio. In un’intervista a Inside the Ring aveva aggiunto il vincente in Wardley-Dubois e Tyson Fury nel suo futuro. Sembrano nomi sparati a caso, francamente. A 39 anni, con Itauma, sarebbe un match tra generazioni. Vedremo.

Enriko Moses Itauma si chiama Enriko per Enrique Iglesias, il cantante preferito di mamma. Padre nigeriano e madre slovacca, è nato a Kezmarok, è cresciuto in Slovacchia con la nonna fino al momento di andare a scuola, quando ha raggiunto la famiglia a Chatham, nel Kent. Episodi di razzismo in Slovacchia, la separazione dei genitori in Inghilterra. “Quando i miei genitori si sono separati è stato difficile. Mia madre ha dovuto dire: ‘Non posso permettermi di prendermi cura di te. Devi vivere con tuo padre’. Così io e Samuel abbiamo vissuto nella casa di Luton Road a Chatham che era di proprietà di mio padre, anche se lui non c’era quasi mai. Avevamo 7 sterline a settimana per comprare da mangiare”, ha raccontato in un’intervista al Guardian.

 

 

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Il fratello maggiore Karol, anche lui pugile con un record di 13 vittorie e una sconfitta, gestisce la dimensione commerciale della sua carriera. Lo sparring che gli ha cambiato la vita è stato quello con Lawrence Okolie, vicino a diventare campione del mondo dei cruiser, che non poteva credere di aver avuto l’allenamento più duro della sua vita con un ragazzino di 15 anni. È diventato campione del mondo dilettanti a 17 anni, dopo aver sconfitto Charles Martin. Oro anche agli Europei. Itauma è passato al professionismo a 18 anni. Detesta le interviste. È allenato da Ben Davison, allenatore giovane ma dall’esperienza già importante: è stato all’angolo di campioni di Fury, Anthony Joshua, Leigh Wood, Shabaz Masoud, Devin Haney, Josh Taylor.

Fra dieci anni “spero di essere ancora vivo” perché “non sono invincibile. Tutti siamo fragili. Ho avuto molti contatti con la realtà, quindi non mi è difficile comprenderla. Ma sul ring voglio diventare campione del mondo. Fuori dal ring voglio assicurare un futuro a me stesso e alle persone che mi circondano. Voglio creare delle porte che permettano a persone come me di entrare”. Prima di Franklin aveva messo ko i suoi precedenti avversari otto al primo round e tre alla seconda ripresa. Whyte, già sfidante al titolo mondiale, in meno di due minuti. Ancora non è stata testata abbastanza la sua tenuta ai colpi, così come non è mai andato sulla lunga distanza: perplessità legittime che non possono negare che Itauma sia però già una realtà piuttosto che una promessa.

Tyson arrivò al titolo mondiale a 20 anni, 4 mesi e 22 giorni: il più giovane di sempre. Aveva già combattuto 27 incontri, tutte vittorie. E lo accompagnava già uno status che trascendeva dall’attenzione di specialisti e appassionati. “Mi piacerebbe molto combattere contro Usyk. C’è una gerarchia che devo rispettare: aspetterò il mio turno”, ha detto Itauma dopo l’incontro di Manchester. A 21 anni non sembra andare di fretta, non ha la fila di avversari però. Comprensibile e naturale tutto l’entusiasmo per un peso massimo che si sta facendo strada in questo modo. Le quattro cinture dei massimi in questo momento sono detenute da Usyk (WBC, WBA e IBF) e Fabio Wardley (WBO) al momento – improbabile la sfida con quest’ultimo, promosso da Frank Warren e allenato da Davison come Itauma. Non è detto che sia ancora l’ora, il promoter vorrebbe fargli disputare ancora un altro incontro di preparazione prima della chance mondiale. L’obiettivo, comunque, è di arrivarci entro quest’anno.

 

 

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31 Marzo 2026

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