A Gerusalemme

Esplode la guerra anche sul Santo Sepolcro: il divieto alla preghiera di Pizzaballa e la marcia indietro di Netanyahu: “Pieno accesso al Cardinale”

Il Patriarca bloccato dalla polizia israeliana con padre Francesco Ielpo, custode ufficiale della Chiesa. "In forma privata, nessuna processione". La polemica nella Domenica delle Palme

Esteri - di Antonio Lamorte

30 Marzo 2026 alle 11:18

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Cardinal Pierbattista Pizzaballa, the Latin Patriarch of Jerusalem, holds a prayer service to mark Palm Sunday in Jerusalem, Sunday, March 29, 2026. (Ammar Awad/Pool Photo via AP)
Cardinal Pierbattista Pizzaballa, the Latin Patriarch of Jerusalem, holds a prayer service to mark Palm Sunday in Jerusalem, Sunday, March 29, 2026. (Ammar Awad/Pool Photo via AP)

Alla fine ha ceduto Israele, con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che nella serata di domenica ha concesso al cardinale Pierbattista Pizzaballa di celebrare messa alla Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Per motivi di sicurezza la polizia israeliana aveva impedito al Patriarca latino di Gerusalemme l’accesso al luogo Santo. Ed era esploso un caso internazionale, lo stesso Patriarcato ha ammesso fraintendimenti, scaturiti anche dall’alta tensione internazionale per la nuova guerra lanciata proprio da Israele e USA contro l’Iran. “All’inizio della Settimana Santa, siamo più che mai vicini con la preghiera ai cristiani del Medio Oriente – aveva dichiarato nell’Angelus in piazza San Pietro Papa Leone XIV-, che soffrono le conseguenze di un conflitto atroce e, in molti casi, non possono vivere pienamente i riti di questi giorni santi”.

Pizzaballa era con padre Francesco Ielpo, custode ufficiale della chiesa del Santo Sepolcro, dell’ordine dei frati minori custodi della Terra Santa, domenica mattina: stavano raggiungendo la basilica per celebrare la messa della Domenica delle Palme. Rappresentano le due più alte cariche per la Chiesa Cattolica in quella regione del mondo. La Basilica del Santo Sepolcro è la chiesa dove, secondo la tradizione cristiana, Gesù Cristo sarebbe risorto dopo esser stato sepolto. La polizia israeliana ha aumentato i controlli e introdotto altre restrizioni nella città di Gerusalemme dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, dal 28 febbraio scorso – quando Israele e USA hanno lanciato attacchi congiunti contro l’Iran – le autorità israeliane avevano vietato i grandi assembramenti (superiori a 50 persone) anche nei luoghi di culto.

“Dall’inizio dell’Operazione ‘Ruggito del Leone‘, tutti i luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme sono stati chiusi ai fedeli per garantire la sicurezza pubblica. La richiesta del patriarca è stata esaminata ieri ed è stato chiarito che non sarebbe stata approvata per i motivi sopra indicati. La libertà di culto continuerà a essere garantita, fatte salve le necessarie restrizioni”, il comunicato della polizia israeliana. Poco più di una settimana fa, il 12 marzo, un missile iraniano aveva colpito una parte nella Città Vecchia. Il Patriarcato Latino aveva già annunciato la cancellazione della tradizionale processione della Domenica delle Palme, che normalmente si snoda dal Monte degli Ulivi verso Gerusalemme e attira ogni anno migliaia di fedeli. Allo stesso però ha spiegato che Pizzaballa è stato fermato “mentre procedeva in forma privata e senza alcuna caratteristica di processione o atto cerimoniale”.

La vicenda ci ha messo poco a esplodere come un caso internazionale. “A nome dei Vescovi italiani – aveva dichiarato il Presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi – manifesto lo sdegno per ‘una misura grave e irragionevole’, condividendo quanto dichiarato nel comunicato congiunto del Patriarcato e della Custodia. Si è trattato di un fatto doloroso per i tanti cristiani che, vivendo in quelle terre, rappresentano una testimonianza essenziale di speranza per tutti i popoli in contesti di divisione e conflitto”. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva condannato “un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa”. Il ministro degli Esteri Italiano Antonio Tajani aveva annunciato la convocazione dell’ambasciatore israeliano a Roma. Condanna anche da parte del Presidente della Francia Emmanuel Macron.

In una nota il Patriarcato latino aveva parlato di un “incidente che costituisce un grave precedente” e di “decisione affrettata e fondamentalmente errata, viziata da considerazioni improprie, rappresenta un’estrema violazione dei principi fondamentali di ragionevolezza, libertà di culto e rispetto dello status quo”, di una “misura manifestamente irragionevole e sproporzionata”, un “incidente” che “ignora la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, rivolgono lo sguardo a Gerusalemme”.

 


Per l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, il Patriarca “era stato informato” ma “nonostante” gli avvertimenti “aveva deciso” di recarsi ugualmente. A differenza dell’ambasciatore Pizzaballa, già nel pomeriggio era stato conciliante rispetto all’incidente. “Ci sono stati dei fraintendimenti, non ci siamo compresi ed è questo quello che è accaduto. Non è mai successo, dispiace che questo sia accaduto”, aveva dichiarato lo stesso Pizzaballa al Tg2000. “È vero che la polizia aveva detto che gli ordini del comando interno avevano impedito qualsiasi genere di aggregazione nei luoghi dove non c’è un rifugio però noi non avevamo chiesto nulla di pubblico, solo una breve e piccola cerimonia privata per salvare l’idea della celebrazione nel Santo Sepolcro”. “Non ci sono stati scontri. Non voglio forzare la mano” ma serve “rispetto del diritto alla preghiera”.

“Ho dato istruzioni alle autorità competenti affinché al Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino, sia concesso pieno e immediato accesso alla Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme”, ha scritto allora in serata su X Netanyahu. “Negli ultimi giorni, l’Iran ha ripetutamente preso di mira con missili balistici i luoghi sacri di tutte e tre le religioni monoteiste di Gerusalemme. In un attacco, frammenti di missile sono caduti a pochi metri dalla Chiesa del Santo Sepolcro. Per proteggere i fedeli, Israele ha chiesto ai membri di tutte le fedi di astenersi temporaneamente dal pregare nei luoghi sacri cristiani, musulmani ed ebraici della Città Vecchia di Gerusalemme”.

 


“Oggi, per particolare preoccupazione per la sua incolumità, al cardinale Pizzaballa è stato chiesto di astenersi dal celebrare la messa nella Chiesa del Santo Sepolcro. Pur comprendendo questa preoccupazione, non appena ho appreso dell’incidente con il cardinale Pizzaballa, ho dato istruzioni alle autorità affinché il Patriarca potesse celebrare le funzioni religiose come desidera”. La religione cristiana si accinge a celebrare la settimana santa, la settimana di Passione di Gesù Cristo fino alla Pasqua che sarà celebrata domenica. Per le stesse ragioni di sicurezza, ai musulmani non era stato permesso di pregare alla moschea di Al Aqsa durante il Ramadan e per Eid al-Fitr. “Sotto la copertura della guerra, la collaborazione tra l’esercito e le milizie dei coloni israeliani sta aggravando la pulizia etnica in Cisgiordania”, la condanna dell’ong israeliana B’Tselem attiva nei territori occupati.

30 Marzo 2026

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