A Traversetolo

Colpo da 9 milioni di euro alla Fondazione Magnani Rocca: rubati un Renoir, un Cézanne e un Matisse: è caccia alla banda

Il furto nella notte tra il 22 e il 23 marzo tenuto riservato per una settimana. Quattro ladri incappucciati inquadrati dalle telecamere, una quarta tela salvata dall'allarme

Cronaca - di Redazione Web

30 Marzo 2026 alle 15:23

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FOTO DA PIXABAY (StockSnap)
FOTO DA PIXABAY (StockSnap)

Appena tre minuti sono bastati ai ladri che hanno messo a segno un vero e proprio colpo grosso a Traversetolo, in provincia di Parma, alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiamo. Sottratte tre opere di Pierre-Auguste Renoir, Paul Cézanne e Henri Matisse. Bottino da nove milioni di euro, complessivamente, nel colpo andato a segno nella notte tra domenica 22 e lunedì 23 marzo. Le indagini a tappeto sono condotte dai carabinieri di Parma e dal Nucleo tutela patrimonio culturale di Bologna, coordinati dalla Procura.

Le tre tele rubate, realizzate a cavallo tra ‘800 e ‘900: Le poissons di Renoir – olio su tela (1917), Tasse et plat de cerises di Cézanne – acquerello (1890), Odalisque sur la terrasse – acquatinta su carta (1922) di Matisse. Una quarta tela staccata dal muro non è stata rubata, a causa dell’allarme che ha cominciato a suonare. Le opere erano esposte nella Villa dei capolavori di Luigi Magnani, nella sala dei francesi al primo piano, facevano parte della collezione del critico, musicologo e scrittore Magnani, che nel corso della sua vita (1906-1984) aveva messo insieme opere di artisti come Tiziano, Dürer, Rubens, Goya, Canova, Monet, Burri e Giorgio Morandi.

La notizia è stata tenuta riservata per una settimana. Colpo da professionisti: forzato un cancello e un portone per entrare. I quattro ladri, a volto coperto, sono stati ripresi dalle telecamere di sorveglianza. Come ha spiegato la stessa Fondazione, l’azione è durata meno di tre minuti e si è svolta in modo tutt’altro che estemporaneo, “bensì nell’ambito di un contesto strutturato e organizzato”. Con “evidente suddivisione funzionale pianificata delle gravi condotte illecite, peraltro non portate a termine per l’entrata in funzione dei sistemi di protezione e grazie al prontissimo intervento della sicurezza interna, dei carabinieri e dell’istituto di vigilanza ai quali vanno i più sinceri ringraziamenti per coraggio e tempestività”.

Le opere d’arte rubate sono a volte utilizzate anche come garanzia nelle transazioni della criminalità organizzata. Al vaglio le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza attive nell’area. Il museo è rimasto regolarmente aperto, anche oggi, al pubblico. Fino al 28 giugno è in programma la mostra “Il Simbolismo in Italia. Origini e sviluppi di una nuova estetica 1883-1915”, con oltre 140 opere.

30 Marzo 2026

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