L'incontro con i giornalisti della segretaria Pd

Schlein lancia la sfida: “Siamo pronti a governare, così si battono le destre”

Conferenza stampa della segretaria del Pd. “La coalizione c’è già, ora definiremo il programma e le regole per scegliere i leader. Siamo pronti al voto. Il referendum lezione di democrazia”

Politica - di Carlo Forte

26 Marzo 2026 alle 13:30

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Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse
Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse

I giornalisti chiedono a Elly Schlein quando ci saranno le prossime elezioni politiche. Lei risponde senza esitare: “Da segretaria della principale forza di opposizione posso dire che in qualunque momento saranno, ci faremo trovare pronti”. La segretaria del Pd si è presentata ieri pomeriggio alla Stampa Estera e ha parlato di tutti gli argomenti politici del momento rispondendo alle domande dei giornalisti. A partire dalle dimissioni di Santanché.

Schlein ha parlato pochi minuti prima che la ministra del Turismo si arrendesse e accettasse di lasciare il ministero. “Poco fa siamo riusciti a far calendarizzare la mozione di sfiducia a Santanchè – ha detto – è evidente che ci sono conseguenze politiche dopo il voto del referendum. Le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi sono tardive”. La domanda successiva è stata sui rapporti all’interno del “campo largo”. Sono fiduciosa che troveremo un accordo su tutto come abbiamo sempre fatto. Sulle modalità per costruire il programma dell’alternativa, non partiamo da zero ma c’è del lavoro da fare. Chiederei ai colleghi che questo lavoro non lo si faccia da soli ma coinvolgendo i milioni di persone che sono andate a votare al referendum. È questo che dobbiamo definire subito con i colleghi. Poi sono certa che ci metteremo d’accordo sulla modalità della scelta della guida. Ho sempre detto che sono disponibile a qualunque modalità, anche alle primarie se le sceglieremo. Si può fare un accordo che può essere sulla leadership a chi prende un voto in più alle politiche ma anche sulle primarie”. Si passa all’analisi del voto.

“I giovani – dice Elly Schlein hanno fatto la differenza a questo referendum. Il nostro dovere come forze progressiste è metterci umilmente all’ascolto di quei 5 milioni di elettori che hanno votato al referendum e non avevano votato per noi alle scorse politiche. Dobbiamo capire come coinvolgere queste nuove generazioni. Dobbiamo mettere al centro le condizioni materiali e il diritto a restare di questi giovani”. I giornalisti insistono sui problemi della alleanza: “Come farete – chiedono – a mettere insieme la coalizione?” “L’abbiamo già fatto nelle elezioni regionali – risponde Schlein -. Abbiamo già una coalizione progressista in tante città e regioni. Non vogliamo metterci insieme contro il governo Meloni, ma sulle cose per l’Italia che vogliamo immaginare: il salario minimo, la sanità, l’occupazione, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, il congedo paritario. Non partiamo da zero. Il nostro mandato – prosegue – era costruire un’alternativa a questa destra. E lo abbiamo fatto puntando sulle battaglie che ci uniscono. Questo ha permesso la costruzione di una coalizione progressista che mancava da vent’anni. Continueremo su questa strada testardamente unitaria perché sono molte di più le cose che ci uniscono rispetto a quelle che ci dividono. Due giorni fa è stata una giornata splendida per la democrazia italiana, ringrazio quelli che hanno votato no e quelli che hanno votato sì. Un’affluenza così alta – ha aggiunto – è un chiaro messaggio politico su cui Meloni deve riflettere. Questa è una vittoria popolare straordinaria la cui eco arriva ben oltre i nostri i confini. È la dimostrazione che dall’Italia cominceremo a battere le destre nazionaliste”.

A questo punto una giornalista le chiede se è d’accordo con quanto espresso oggi da Dario Franceschini, che sulla scelta del leader del centrosinistra ha detto: “Oggi è naturale che i leader siano espressione dei partiti”. Allora, chiede la giornalista, è finito il tempo dei papi stranieri e dei federatori? La segretaria del Pd risponde in modo secco: “”. Si passa alle critiche al governo. Dice Schlein: “Non avevamo bisogno degli ultimi episodi, come quello di Delmastro, per constatare l’incapacità del governo. Dalla nota di ieri della premier Meloni il segnale di debolezza è evidente, la crisi è profonda” A questo punto arriva la domanda su Meloni: deve dimettersi? “Noi batteremo Meloni alle prossime elezioni politiche – risponde Schlein – in qualunque momento si andasse a votare”. E poi aggiunge: “L’affluenza al referendum è un messaggio per il governo ma anche per noi. Dobbiamo trovare un modo per costruire l’alternativa insieme ai cittadini che si sono mobilitati in difesa della Costituzione. Ma dobbiamo tenere un filo con le persone e non disperdere la mobilitazione. Ne parlerò con i colleghi delle forze politiche e civiche per capire come non perderci di vista e per pensare anche ad un grande appuntamento nazionale fatto insieme”. Infine la legge elettorale. “Questa legge elettorale è un antipasto del premierato e non sono certo le migliori premesse per cercare un dialogo con noi. Il fatto che decidano di calendarizzare la legge elettorale dopo il referendum dimostra che non hanno capito niente di questo voto”.

26 Marzo 2026

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