Aveva 79 anni
È morto Beppe Savoldi: attaccante ex Bologna e Napoli, addio a Mister 2 miliardi
L'annuncio del figlio Gianluca, il cordoglio dei club: "Bomber simbolo degli anni Settanta, fortissimo di testa e in acrobazia, una sentenza con il sinistro, quasi sempre in doppia cifra"
News - di Redazione Web
Cannoniere tra i primi ad assomigliare a quelli di oggi: superpagato – certo, con cifre imparagonabili a quelle odierne – , famoso anche oltre lo sport, uomo copertina e cantante. È morto a 79 anni Beppe Savoldi, ex attaccante del Bologna e del Napoli, divenne famoso oltre che per i suoi gol per il suo passaggio record dal club rossoblù a quello partenopeo, divenne per tutti “Mister 2 miliardi”. A dare l’annuncio sui social il figlio Gianluca, anche lui ex calciatore e oggi allenatore. “Se ne è andato in altra dimensione il nostro grande Beppe”. Questa sera gli Azzurri della Nazionale si giocheranno la semifinale per qualificarsi ai Mondiali proprio nella sua Bergamo.
Bomber di razza, Savoldi fu uno dei protagonisti e dei volti copertina del grande calcio negli anni ’70. Era nato nel 1947 in provincia di Bergamo e con l’Atalanta aveva cominciato la sua carriera, nel 1965. Per tre stagioni con la Dea prima di arrivare al Bologna nel 1968, dove divenne uno degli attaccanti più temuti di tutta la Serie A, capocannoniere con altri grandi marcatori come Paolo Pulici e Gianni Rivera. Due Coppe Italia, l’apice della sua carriera, prima di passare nel 1975 al Napoli.
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“Goleador fra i più prolifici della nostra storia – si legge nel post del club rossoblù – Idolo di una generazione di tifosi del Bologna, fu il bomber simbolo degli anni Settanta, fortissimo di testa e in acrobazia, una sentenza con il sinistro, quasi sempre in doppia cifra: il primo nostro Beppegol, al Bologna dal 1968 al 1975 e di nuovo nel 1979-80 dopo le stagioni a Napoli, con la maglia rossoblù ha infatti segnato 140 volte (4° all-time, primo assoluto del Bfc in Coppa Italia con 27 gol) in 317 presenze. Capocannoniere della Serie A nella primavera del ’73, ha contribuito a firmare i primi nostri due trionfi nella Coppa nazionale (1970 e 1974) e la Coppa di Lega Italo-Inglese del ’70, con gol determinante a Manchester in casa del City nella gara di ritorno”.
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A influire sulla sua esperienza partenopea il costo del suo cartellino, due miliardi, una cifra monstre per quei tempi. Ancora un’altra Coppa Italia vinta e un legame con la città mai reciso. “Il presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la Ssc Napoli esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Beppe Savoldi, straordinario bomber azzurro dal 1975 al 1979 e indimenticabile emblema del calcio italiano. Con la maglia del Napoli ha vinto una Coppa Italia il 29 giugno 1976, realizzando una doppietta nella finale contro il Verona. Ciao, Beppe!”, si legge nel post di cordoglio della società partenopea.
Prima del ritiro un’altra stagione con il Bologna e un’ultima stagione all’Atalanta. In Nazionale quattro presenze e un gol, in anni in cui la concorrenza per arrivare a giocare in azzurro era molto competitiva. Savoldi da allenatore guidò diverse squadre tra C1 e C2, a metà anni Novanta ottenne una promozione con il Saronno. “I suoi luoghi, la sua casa e i suoi affetti lo hanno accompagnato fino all’ultimo momento lasciandoci custodi dei valori e dell’amore che hanno sempre costituito la cifra del suo percorso terreno – si legge nel post del figlio – Siamo molto fieri di tutto ciò, pur travolti dal dolore. Ringraziamo i medici e gli infermieri del Papà Giovanni XXIIl e dell’lstituto Beato Palazzolo di Bergamo che hanno avuto cura di lui pur tra le sue amate mura domestiche”.
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