L'infezione
Epatite a Napoli: i pescivendoli protestano contro il divieto, casi anche in provincia di Latina
Gli operatori ittici in piazza a Napoli contro l'ordinanza del Comune. Casi in leggera crescita
News - di Redazione Web
Non soltanto a Napoli e in Campania l’allarme epatite A, il cui aumento di casi e i numerosi pazienti ricoverati nelle ultime settimane avevano fatto scattare una serie di ordinanze per contenere la diffusione dell’infezione. Anche in provincia di Latina sono emersi decine di casi. Al momento sono sei i pazienti ricoverati, tutti in condizioni stabili e in reparti ordinari. A Napoli intanto sale la tensione del settore, gli operatori ittici hanno protestato in piazza e fatto sentire ieri il loro malcontento alle autorità: hanno accusato un dimezzamento del loro mercato negli ultimi giorni a causa dell’allarme.
Le segnalazioni nella provincia di Latina sono state 24 in tutto, arrivate dalle città di Aprilia, Fondi, Formia, Latina, Sabaudia, Sermoneta, Campodimele, Priverno, Lenola, e Terracina. La Asl di Latina ha attivato misure e procedure per contenere la diffusione del virus e ha istituito una task force aziendale multidisciplinare, coordinata dalla Direzione Generale e composta dal Dipartimento di Prevenzione, il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (Sisp), la Struttura di Igiene Alimenti di origine animale, nonché l’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive, in costante coordinamento con il SeReSMI (Servizio Regionale per la sorveglianza delle malattie infettive) e l’Area Promozione Salute e Prevenzione della Regione Lazio.
A Napoli invece, all’ospedale Cotugno specializzato in malattie infettive, sono 70 le persone ricoverate nei reparti di degenza e otto i pazienti in pronto soccorso, secondo i dati della Direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, che sull’ondata anomala di casi aveva istituito un monitoraggio apposito. Anche se i casi sono in leggera crescita rispetto al bollettino precedente, le condizioni cliniche dei pazienti non presentano particolari criticità. A Napoli un’ordinanza del sindaco aveva vietato la vendita nei ristoranti con frutti di mare crudi, sconsigliati l’acquisto e la preparazione presso il proprio domicilio.
Centinaia titolari di pescherie hanno protestato ieri a Napoli, dove si sono dati appuntamento davanti al Comune, per chiedere più chiarezza nelle informazioni alla popolazione e altre soluzioni rispetto al solo divieto: secondo l’ipotesi più riportata finora, la causa della situazione potrebbe essere negli scarichi a mare del sistema fognario che non avrebbe retto alle insistenti piogge delle ultime settimane. Una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta dall’assessore al Turismo e alle Attività Produttive del Comune, Teresa Armato, insieme con gli assessori alla Salute e alla Polizia Locale, Vincenzo Santagada e Antonio De Iesu.
A preoccupare è anche la prossimità dell’emergenza con le festività di Pasqua, l’ordinanza resterà in vigore fino a nuova comunicazione da parte delle autorità. Anche nella provincia di Latina l’Azienda Sanitaria ha inviato ai Comuni della provincia pontina e all’Ufficio scolastico provinciale di Latina comunicazioni dettagliate sulle misure di prevenzione e contenimento del virus da attuare. È in fase di valutazione con la Regione Lazio l’attivazione di un piano di monitoraggio straordinario degli allevamenti di molluschi del territorio per un ulteriore rafforzamento delle attività di controllo lungo l’intera filiera dei molluschi bivalvi.