L'analisi del voto
Referendum Giustizia, la mappa del voto: il No trionfa dall’Emilia Romagna in giù e nelle grandi città, il Sì passa in Lombardia e Veneto
Un’affluenza straordinaria e non prevista né dai sondaggi né dai media, un esito finale che mostra come in larghissima parte l’Italia ha scelto di respingere la riforma della giustizia targata Nordio-Meloni col 54% dei No.
È questo l’esito del referendum sulla giustizia, con gli italiani chiamati a votare per tre grosse modifiche all’ordinamento giudiziario: la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), l’organo di autogoverno dei magistrati, e la creazione di una Alta Corte Disciplinare che si occuperà dei procedimenti disciplinari nei confronti degli stessi magistrati.
Di fronte al quesito posto dal governo, dagli italiani è arrivato un deciso No. Ad influenzare sull’esito finale del voto l’alta affluenza, che non era stata intercettata nelle scorse settimane dai sondaggisti: quella finale è stata del 58,9%, superando quindi le due precedenti tornate elettorali nazionali, ovvero i referendum del 2025 (29,8%) e le elezioni europee del 2024 (49,7%).
Ma guardando al voto dei due fronti opposti e alla provenienza geografica dei No e dei Sì alla riforma, quello che emerge è una “macchia blu” nel Nord Italia immersa in un mare di rosso, come YouTrend ad esempio ha identificato i voti sul referendum.
Ci sono infatti tre Regioni in cui Sì ha ottenuto una affermazione, in certi casi anche larga: si tratta di Lombardia (col 53,67%), Veneto (58,13%) e Friuli Venezia Giulia (54,51%), tre Regioni del Nord a guida centrodestra e soprattutto Lega, che esprime i suoi presidenti. In quell’area del Paese è il Piemonte a schierarsi per il No, dove ha ottenuto oltre il 53 per cento dei voti, mentre in Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige di fatto i due fronti sono in una posizione di sostanziale pareggio.
Il problema per il governo è che, dall’Emilia Romagna in giù, il No ha nettamente conquistato il favore dell’elettorato. I dati, sempre a scrutinio parziale mostrano infatti un vantaggio del No nel Mezzogiorno con una media di 20 punti percentuali, addirittura sfiora il 22 nelle Isole e lo supera nelle città con più di 100mila abitanti.
Stima Youtrend: il Sì vince in 3 regioni, il No in 13, mentre in 4 l’esito è incerto. Le 3 regioni in cui trionfa sicuramente il Sì sono Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Veneto. In Abruzzo, Trentino-Alto Adige, Umbria e Valle d’Aosta l’esito è incerto al momento.… pic.twitter.com/k9q7p61bpT
— Youtrend (@you_trend) March 23, 2026
Le grandi città sono state un serbatoio fondamentale di voti per il fronte avverso alla riforma Nordio. Tutte le metropoli hanno fortemente bocciato l’operato del governo Meloni sulla giustizia. Un dato che emerge con chiarezza anche a Milano e Venezia, capoluoghi di regioni dove il Sì ha prevalso nel computo totale: a Milano i punti di scarto in favore del No sono stati oltre 17, a Venezia il Sì è rimasto indietro di quasi 11 punti. Città “rosse” come Firenze e Bologna hanno visto il No doppiare il Sì, in particolare quest’ultima sfiora il 70 per cento, soglia superata dai contrari alla riforma Nordio a Napoli, dove i favorevoli alla separazione delle carriere si sono fermati al 25 per cento. Nel capoluogo ligure, a Genova, il Sì arriva appena al 36 per centro mentre il No sfiora il 64, mentre a Roma il Sì si ferma sotto il 40 per cento.