La proposta
Poste Italiane vuole comprare tutta TIM, l’offerta pubblica d’acquisto 10,8 miliardi: “Operazione non concordata, altamente attraente”
Già primo azionista con il 27%. “Rappresenterà la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, un vero motore di innovazione, un polo di sicurezza infrastrutturale e tecnologica, pilastro strategico dell'economia nazionale”. Sarebbe controllato dallo Stato
Economia - di Redazione Web
Sarebbe la nascita di un polo integrato che unirebbe servizi postali, finanziari, assicurativi e logistici con la rete di telecomunicazioni, cloud e infrastrutture digitali. Da 10,8 miliardi di euro l’offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) totalitaria di Poste Italiane su Telecom Italia (TIM), annunciata nella serata di ieri. L’operazione fonderebbe due società molto riverse e ridisegnerebbe tutto il panorama industriale italiano, metterebbe al centro tecnologia e sviluppo in settori quali digitalizzazione, cybersecurity e innovazione, è finalizzata al delisting di Tim da Piazza Affari e al perfezionamento entro fine 2026.
Poste è già il primo azionista di TIM, con quasi il 27% del capitale: suo principale azionista è lo Stato Italiano, che ha una quota tramite il ministero dell’Economia e delle Finanze, il 29,26%, e una tramite Cassa Depositi e Prestiti, 35%. L’offerta aumenterebbe la quota fino a comprare l’intera azienda. L’azienda ha dichiarato che considererà riuscita l’operazione qualora dovesse riuscire ad acquisire almeno i due terzi delle azioni. La piattaforma arriverebbe a creare un gruppo con ricavi aggregati stimati in 26,9 miliardi di euro, ebitda di 4,8 miliardi e oltre 150 mila dipendenti.
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Poste offre agli azionisti di TIM una somma in denaro e una quantità di azioni di Poste: 0,167 euro per ogni azione di TIM più 0,0218 azioni di Poste. Al termine dell’operazione, considerando anche la quota di Cdp, lo Stato italiano manterrà una partecipazione di maggioranza assoluta (oltre il 50%). La procedura dovrebbe essere completata entro la fine del 2026. Non è concordata con Tim. “Tim prende atto dell’offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria lanciata questa sera da Poste Italiane sul gruppo – ha dichiarato un portavoce del gruppo tlc – e precisa che domani si riunirà il consiglio di amministrazione per avviare il processo di valutazione dell’offerta”.
Il nuovo colosso andrebbe a fondere una rete di 13mila uffici postali con oltre quattromila punti vendita Tim e i 49 mila partner terzi, la rete fissa e mobile nazionale di Tim, le infrastrutture cloud e data center, gli asset della connettività sicura e “sovrana” per istituzioni e imprese. Poste parla di un’operazione “altamente attraente” per gli azionisti e strategica per il Paese. “Il nuovo Gruppo rappresenterà la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, un vero motore di innovazione, un polo di sicurezza infrastrutturale e tecnologica, pilastro strategico dell’economia nazionale”. Sinergie attese in 700 milioni di euro annui, di cui 500 milioni da riduzione dei costi e oltre 200 milioni da incremento dei ricavi.