Padova
Incastrato in un macchinario, 22enne morto in un capannone: “Non è accettabile intervenire su impianto in movimento”
L'incidente mortale a Selvazzano Dentro, niente da fare per i sanitari. Ferito alla mano un collega che aveva provato un tentativo disperato
Cronaca - di Redazione Web
Ancora una vittima sul lavoro in Italia: aveva 22 anni l’operaio morto in un incidente in un capannone a Selvazzano Dentro, in provincia di Padova. Ferito alla mano destra anche un collega. Sul posto, oltre all’Arma per i rilievi di legge, è intervenuto il personale dello Spisal per accertare l’esatta dinamica dell’incidente e verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
La vittima era di origini senegalesi, residente a Padova. Secondo una prima ricostruzione, stava cercando di effettuare il rabbocco del fluido di un macchinario. Sarebbe rimasto incastrato all’interno di un cilindro. È morto all’istante a causa delle lesioni riportate. Ferito alla mano destra un collega, che aveva provato disperatamente a salvare il ventiduenne. Sul posto sono intervenuti i sanitari del Suem 118 assieme ai Carabinieri. Niente da fare per i sanitari che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del giovane
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“Non è accettabile che nel 2026 si possa ancora morire perché si interviene su un impianto in movimento – si legge in una nota Gianluca Badoer, segretario generale della Cgil di Padova e Marco Galtarossa, segretario confederale con la delega alla sicurezza – si tratta di un errore procedurale gravissimo che è la negazione stessa della cultura della sicurezza e della formazione”.
“Con questo gravissimo episodio Padova conferma la sua ‘maglia nera’ in Veneto, con tre infortuni mortali registrati in meno di tre mesi, un dato che ci colloca stabilmente in ‘zona rossa’ per rischio di mortalità. Sono numeri dietro i quali ci sono delle vite umane, persone che una mattina sono uscite per andare al lavoro senza poi mai fare ritorno a casa, lasciando vuoti incolmabili nelle loro famiglie e comunità”.