I risultati delle Parlamentari
Slovenia, il premier Golob ferma l’avanzata del populista Janša: vittoria di un soffio contro l’alleato di Orban
Di un soffio, e col difficile orizzonte delle intese da trovare per formare una coalizione per governare il Paese, ma Robert Golob ha ottenuto una importante vittoria in Slovenia.
Il primo ministro e leader del Movimento per la libertà, 59 anni, ha vinto con un margine risicato la battaglia elettorale che ha spaccato il Paese: ex uomo d’affari, già alla guida del governo assieme a Socialdemocratici e Sinistra, Golov è riuscito a recuperare nei sondaggi lo svantaggio contro il suo sfidante.
Il Movimento per la Libertà di Golob ha conquistato il 28,6% dei voti e 29 seggi, vincendo di misura contro il leader nazionalista Janez Janša, già tre volte primo ministro e capo del Partito Democratico Sloveno che si è fermato al 27,9% e 28 seggi: Janša, imprenditore che politicamente è vicino a Donald Trump ma soprattutto a Viktor Orban, il più filo-russo tra i leader europei, si è detto pronto a contestare il risultato citando dati del suo stesso partito che lo davano in vantaggio.
Un esito finale in parte sorprendente, quello del voto sloveno. I sondaggi davano infatti in vantaggio Janša, ma la sua campagna elettorale è stata danneggiata dagli appelli di Golob contro la possibile deriva illiberale del Paese sotto la guida del rivale nazionalista, sul modello ungherese, e dalla scoperta grazie ad una inchiesta giornalistica che lo stesso Janša ha utilizzato una società privata israeliana di intelligence per screditare l’attuale premier.
Una vittoria, quella di Golob, che apre a diversi scenari politici. Il primo ministro si è detto pronto a rivolgersi a tutti i partiti che hanno seggio nell’Assemblea Nazionale, composta da 90 seggi, ad eccezione ovviamente del Partito Democratico Sloveno di Janša.
La presidente del Paese, Natasa Pirc Musar ha dichiarato che nominerà incaricato di formare il governo il candidato che per primo otterrà almeno 46 voti in Parlamento. Golob si rivolgerà presumibilmente ai Socialdemocratici (che hanno ottenuto il 6,7%), alla lista congiunta progressista Sinistra-Vesna (6,3%), ai Democratici (5,9%) e a Resni.ca (5,2%), partito nato da un movimento no-vax.