Il buco di sicurezza
“StravaLeaks”, così l’app per il fitness ha rivelato la posizione della portaerei francese De Gaulle nel Mediterraneo
Quando un allenamento può provocare un problema di sicurezza nazionale. È il caso scoperto dal quotidiano francese Le Monde che coinvolge da una parte la portaerei francese Charles de Gaulle, la più importante per la marina d’Oltralpe, e dall’altra Strava, la più nota tra le app di fitness, grazie ad una community composta da oltre 150 milioni di persone in 180 Paesi.
Come racconta il giornale francese, lo scorso 13 marzo un giovane ufficiale della Marina francese, che Le Monde chiama ‘Arthur’, si allena a bordo della portaerei: corre circa sette chilometri sul ponte della nave e, come ovvio per ragioni di sicurezza, non pubblica foto o altro. Il problema è che la sua attività fisica è registrata dallo smartwatch che indossa al polso, collegato a sua volta a Strava.
L’app registra e pubblica i dati della corsa: orario, percorso ma soprattutto le sue coordinate, che finiscono online sul profilo pubblico dell’ufficiale, permettendo così di localizzare la portaerei, situata a nord-ovest di Cipro, a circa 100 chilometri dalla costa turca mentre nel Mediterraneo la situazione è d’allerta per i droni lanciati dall’Iran contro le basi degli alleati Usa.
La Francia proprio per questo aveva annunciato il dispiegamento della portaerei pochi giorni dopo l’inizio del conflitto scaturito dall’offensiva congiunta di Stati Uniti ed Israele contro la Repubblica Islamica.
La localisation du porte-avions français Charles de Gaulle rendue possible grâce à l’imprudence d’un marin utilisant l’application de running Strava, rapporte Le Monde.
En faisant son footing sur le pont, il révélait la présence du navire. pic.twitter.com/xYZqm67PhX
— Raphael Grably (@GrablyR) March 19, 2026
D’altra parte non si tratta di una novità, Strava già nel recente passato era stato al centro, involontariamente, di altri “leak” sulla sicurezza anche di capi di Stato o di governo. Tra i più recenti quello riguardante il primo ministro svedese Ulf Kristersson: le sue guardie del corpo, come evidenziato dall’inchiesta del quotidiano Dagens Nyheter nel luglio del 2025, avevano involontariamente divulgato informazioni sensibili relative al politico, come i percorsi abituali di corsa di Kristersson, gli hotel in cui ha soggiornato e persino il suo indirizzo di residenza.
Sempre Le Monde nel 2024 aveva mostrato come con una ricerca piuttosto semplice forse possibile individuare i profili pubblici di diversi membri delle guardie del corpo del presidente francese Emmanuel Macron, del presidente statunitense Donald Trump, dell’ex presidente Joe Biden e del presidente russo Vladimir Putin.