Aveva 84 anni

È morto Umberto Bossi, il Senatùr fondatore della Lega Nord che sconvolse la “Seconda Repubblica”

Politica - di Redazione

20 Marzo 2026 alle 10:19

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È morto Umberto Bossi, il Senatùr fondatore della Lega Nord che sconvolse la “Seconda Repubblica”

Un altro pezzo di “Seconda Repubblica” che se ne va. Umberto Bossi, fondatore e segretario della Lega Nord fino al 2012, è morto giovedì sera all’età di 84 anni.

Più volte parlamentare (era soprannominato Senatùr, cioè “il senatore” in dialetto lombardo, perché iniziò la sua attività parlamentare da senatore nel 1987) e ministro nei governi di Silvio Berlusconi, di cui è stato alleato ma anche “nemico” per un periodo, Bossi è morto giovedì sera all’ospedale di Varese dove era ricoverato in terapia intensiva. La sua situazione clinica era segnata da oltre vent’anni, con problemi motori e cardiaci legati agli effetti di un grave ictus cerebrale di cui aveva sofferto nel 2004.

Bossi aveva fondato la Lega Nord tra il 1989 e il 1991, unendo una serie di movimenti autonomisti attivi in Veneto e Lombardia, ma il boom elettorale arrivò nel 1994, le prime elezioni dopo il terremoto politico-giudiziario scaturito dall’inchiesta “Mani Pulite”: Bossi si legò al centrodestra “federato” da Berlusconi e Forza Italia, in una duplice alleanza che al Nord prevedeva l’accoppiata Lega-FI, al Sud Forza Italia e Alleanza Nazionale. Fu proprio la Lega la responsabile della caduta di quell’esecutivo: nel dicembre del 1994 provocò la crisi che portò alla nomina del governo tecnico di Lamberto Dini e per anni i rapporti con Berlusconi rimasero tesi, ricucendo però nel 2001 quando il partito si presentò in coalizione con gli altri partiti di centrodestra nella cosiddetta Casa delle Libertà.

Portò in Parlamento con la Lega politiche fortemente federaliste e a trattati secessioniste, un antimeridionalismo marcato e, assieme ad Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini, provvedimenti contro l’immigrazione come la “legge Bossi-Fini”.

La sua influenza sui governi di centrodestra fu importante fino ai primi anni Dieci, quando uno scandalo legato al finanziamento al partito lo costrinse di fatto a un passo indietro da leader del Carroccio: nel 2012 fu eletto segretario Roberto Maroni, mentre l’anno seguente fu Matteo Salvini a trionfare nelle primarie degli iscritti, appoggiato dallo stesso Maroni contro il fondatore.

Bossi, il fisico già segnato e debilitato dall’ictus del 2004, subì il riposizionamento politico di Salvini: la Lega divenne un partito fortemente spostato a destra, nazionalista e sovranista, occupando quell’area politica lasciata libera dalla scomparsa di Alleanza Nazionale, confluita nel Popolo della libertà. Una svolta mai apprezzata dal fondatore, rapporti rotti con l’apice raggiunto nel 2017: fu quell’anno che a Pontida, dove annualmente si tiene la festa del partito, che a Bossi venne impedito di parlare sul palco.

di: Redazione - 20 Marzo 2026

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