Boom di casi
Epatite a Napoli: vietato nei ristoranti il consumo frutti mare crudi, sconsigliato a casa: l’ordinanza del sindaco Manfredi
Si legge nella una nota del Comune: "Diffusione del virus superiore di 10 volte rispetto alla media degli ultimi dieci anni e di ben 41 volte rispetto all'ultimo triennio". Anche la Regione aveva rafforzato i controlli
News - di Redazione Web
Si vieta la somministrazione e il consumo di frutti di mare crudi presso le attività di ristorazione pubbliche e si raccomanda di evitare il consumo dei frutti di mare crudi anche presso il proprio domicilio. È arrivata nella serata di ieri l’ordinanza, contingibile e urgente, del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi per fronteggiare il boom anomalo dei casi di epatite A sul territorio cittadino. Un provvedimento scaturito dopo una nota del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Napoli 1 Centro che ha rilevato una diffusione del virus superiore di 10 volte rispetto alla media degli ultimi dieci anni e di ben 41 volte rispetto all’ultimo triennio.
133 casi complessivi, con la Regione che ha disposto un ulteriore rafforzamento delle attività di controllo lungo l’intera filiera dei molluschi bivalvi e delle azioni di prevenzione. Picco insolito, per il mese di marzo, secondo quanto segnalato anche dall’Ospedale Cotugno di Napoli. “Di solito – aveva spiegato all’ANSA l’infettivologa Novella Carannante, nell’ospedale napoletano specializzato nelle cure delle malattie infettive – in questo periodo ci sono una decina di contagiati in forma leggera, ai quali possiamo fare la diagnosi e prescrivere una cura da fare a casa. Oggi invece abbiamo una lunga serie di pazienti gravi e infatti abbiamo riempito del tutto il reparto, con molti pazienti sulle barelle in pronto soccorso. L’affollamento ci preoccupa e speriamo vada a diminuire”. A gennaio si ha un picco di casi perché durante le feste natalizie si mangiano i frutti di mare crudi, in questo caso potrebbe essere a causa degli scarichi in mare per le forti piogge di questi giorni.
La Regione aveva diffuso una sorta di decalogo sulle regole pratiche da seguire ogni giorno, pur ricordando sempre il vaccino – che in Italia non è obbligatorio – come misura più efficace per la prevenzione.
- lavare accuratamente le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi prima di cucinare, prima di mangiare, dopo l’uso del bagno, dopo il cambio del pannolino e dopo aver assistito una persona malata;
- separare alimenti crudi e cotti, usando utensili e taglieri diversi oppure lavandoli accuratamente tra un uso e l’altro;
- pulire e sanificare piani di lavoro, coltelli, lavelli e superfici dopo la manipolazione di alimenti crudi;
- lavare bene frutta e verdura da consumare crude sotto acqua corrente;
- bere solo acqua sicura e non utilizzare acqua di provenienza non controllata per bere, lavare alimenti o preparare ghiaccio;
- non preparare cibo per altre persone se si hanno sintomi compatibili con epatite o disturbi gastrointestinali, fino a valutazione medica.
L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus Hav che si trasmette per via oro-fecale, cioè attraverso ingestione di acqua o cibi contaminati oppure per contatto stretto con una persona infetta. Il contagio può avvenire anche prima che compaiano i sintomi, perché il virus è presente nelle feci già 7-10 giorni prima dell’esordio clinico. Il periodo di incubazione può variare dai 15 ai 50 giorni. Febbre, malessere, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero sono i sintomi più evidenti. Nei bambini l’infezione può anche decorrere senza sintomi evidenti.
L’ordinanza del sindaco Manfredi ha invitato la popolazione a seguire scrupolosamente le linee guida dell’ASL Napoli 1 Centro per l’acquisto e il consumo sicuro degli alimenti e ha disposto un immediato rafforzamento dei controlli da parte degli organi preposti. Le violazioni saranno punite con sanzioni amministrative pecuniarie che vanno da 2.000 a 20.000 euro. In caso di recidiva, è prevista la sospensione dell’attività da 1 a 30 giorni e la successiva revoca del titolo autorizzativo.