Spettacolo prima della politica
Quando Bossi faceva il cantante e lo scrittore: il senatùr prima di “Roma ladrona” e della “Lega ce l’ha duro”
Si faceva chiamare Donato e partecipò al Festival di Castrocaro, un disco con i singoli "Ebbro" e "Sconforto". I versi in dialetto lumbard
Curiosità - di Redazione Web
Come cantavano Fabrizio De Andrè e Francesco De Gregori in Le storie di ieri, “Mussolini ha scritto anche poesie”. E infatti il Duce del fascismo provò la carriera dello scrittore, del poeta e del romanziere, prima di darsi al giornalismo militante, alla politica, al regime e alla dittatura. E Silvio Berlusconi da giovanissimo si esibiva sulle navi da crociera sognando la carriera del crooner. Umberto Bossi tentò anche lui, “con pessimo esito” come scrisse Indro Montanelli, la carriera del cantante di musica leggera e di scrittore.
Erano gli inizi degli anni ’60 quando Bossi aveva vent’anni e partecipò al Festival di Castrocaro. Pubblicò un 45 giri con il nome d’arte di Donato. Due singoli, scritti con il maestro Mazzucchelli: su una facciata il boogie woogie Ebbro, sull’altra facciata la ballata rock Sconforto. Disco introvabile, qualche anno fa andato venduto sul sito per collezionisti “Mercatinoomusicale” per 250mila euro. Lo aveva ritrovato Mirko Dettori, musicista professionista, in un cassetto di un’abitazione bresciana, come aveva raccontato al Corriere della Sera.
Altra aspirazione artistica, era quella della poesia. Bossi tra gli anni ’70 e ’80 scrisse alcuni testi in dialetto lumbard con la traduzione in italiano accanto. Poesie sui temi più variegati: l’amore ma anche l’impegno sociale e sindacale – ai tempi, da giovanissimo, era iscritto alla sezione di Samarate del Partito Comunista Italiano. Si leggeva delle torture dei fascisti alla nonna Celeste, socialista e sindacalista, in Sciopero in dul Baset, della distruzione della natura in Tera e in Ul Lach Mort, un ambientalismo che diventa militante in Canzone per la Malpensa.
A cambiare tutto fu a 37 anni l’incontro con Bruno Salvadori, capo e ideologo dell’Union Valdotaine, il movimento autonomista della Valle d’Aosta. Bossi era nato a Cassano Magnano, in provincia di Varese, primo di tre figli dell’operaio Ambrogio Bossi e della portinaia Isa Mauri. Dopo la maturità scientifica si sarebbe iscritto a medicina ma senza mai riuscire a laurearsi. Nonostante la morte di Salvadori in un incidente in autostrada, Bossi fondò a la Lega Autonomista Lombarda, a ricordo della Lega che oltre otto secoli prima, venti città avevano stretto contro Barbarossa nel giuramento di Pontida.
E a quel punto passò alla storia d’Italia per ben altre frasi e ben altri slogan. Della Lega “mai coi fascisti, mai coi nipoti dei fascisti” prima che nel 1994 entrasse in coalizione con Alleanza Nazionale, della Lega che “ce l’ha duro” e della “Lega non perdona”, di “Roma ladrona”, del “mi sembra giusto aiutare il Sud altrimenti straripano come l’Africa”. La Lega resta il partito più longevo di quelli attivi in Italia.