In Campania

Boom di Epatite A a Napoli, picco di 133 casi: “Molti pazienti sulle barelle in ps, affollamento preoccupante”

Al Cotugno "abbiamo una lunga serie di pazienti gravi e infatti abbiamo riempito del tutto il reparto". Numeri insoliti per il mese di marzo, le indicazioni della Regione per la prevenzione

News - di Redazione Web

19 Marzo 2026 alle 16:26

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FOTO DI REPERTORIO Foto Valeria Ferraro /LaPresse cronaca 14-11-2020 Napoli Coronavirus, lunghe file di auto fuori dall’ospedale Cotugno di Napoli Photo Valeria Ferraro /LaPresse news November 14, 2020 Naples Italy An ambulance seen while leaving the crowded park. People with suspect Covid-19 receive assistance with oxygen in parking cars and outside hospitals.
FOTO DI REPERTORIO Foto Valeria Ferraro /LaPresse cronaca 14-11-2020 Napoli Coronavirus, lunghe file di auto fuori dall’ospedale Cotugno di Napoli Photo Valeria Ferraro /LaPresse news November 14, 2020 Naples Italy An ambulance seen while leaving the crowded park. People with suspect Covid-19 receive assistance with oxygen in parking cars and outside hospitals.

Allarme epatite A in Campania: 133 casi complessivi, con la Regione che ha disposto un ulteriore rafforzamento delle attività di controllo lungo l’intera filiera dei molluschi bivalvi e delle azioni di prevenzione. “L’incremento richiede la massima attenzione sul fronte della sicurezza alimentare, della sorveglianza epidemiologica e dell’informazione ai cittadini”. Picco insolito, per il mese di marzo, secondo quanto segnalato anche dall’Ospedale Cotugno di Napoli. Tra i pazienti anche un 40enne che all’epatite A associa un’insufficienza epatica severa, è stato trasferito al Cardarelli per analizzare se necessiti di trapianto.

“Di solito – ha spiegato all’ANSA l’infettivologa Novella Carannante, nell’ospedale napoletano specializzato nelle cure delle malattie infettive – in questo periodo ci sono una decina di contagiati in forma leggera, ai quali possiamo fare la diagnosi e prescrivere una cura da fare a casa. Oggi invece abbiamo una lunga serie di pazienti gravi e infatti abbiamo riempito del tutto il reparto, con molti pazienti sulle barelle in pronto soccorso. L’affollamento ci preoccupa e speriamo vada a diminuire”. L’età dei ricoverati è per la maggiore di persone tra i 35 e i 45 anni in media. A gennaio si ha un picco di casi perché durante le feste natalizie si mangiano i frutti di mare crudi, in questo caso potrebbe essere a causa degli scarichi in mare per le forti piogge di questi giorni.

L’intervento regionale coinvolge i Dipartimenti di prevenzione delle ASL, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e la rete tecnico-scientifica attivata dalla Direzione generale per la Tutela della salute – settore Prevenzione collettiva e sanità pubblica e veterinaria. Per via del picco di casi, la Regione Campania ha diffuso una sorta di decalogo sulle regole pratiche da seguire ogni giorno, pur ricordando sempre il vaccino – che in Italia non è obbligatorio – come misura più efficace per la prevenzione.

  • lavare accuratamente le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi prima di cucinare, prima di mangiare, dopo l’uso del bagno, dopo il cambio del pannolino e dopo aver assistito una persona malata;
  • separare alimenti crudi e cotti, usando utensili e taglieri diversi oppure lavandoli accuratamente tra un uso e l’altro;
  • pulire e sanificare piani di lavoro, coltelli, lavelli e superfici dopo la manipolazione di alimenti crudi;
  • lavare bene frutta e verdura da consumare crude sotto acqua corrente;
  • bere solo acqua sicura e non utilizzare acqua di provenienza non controllata per bere, lavare alimenti o preparare ghiaccio;
  • non preparare cibo per altre persone se si hanno sintomi compatibili con epatite o disturbi gastrointestinali, fino a valutazione medica.

In caso di esposizione recente, la valutazione deve essere tempestiva: la vaccinazione post-esposizione, ed eventualmente le immunoglobuline in situazioni selezionate, sono tanto più efficaci quanto più precocemente vengono somministrate. Chi è stato a stretto contatto con un caso confermato, si rivolga subito al proprio medico o ai Servizi di Prevenzione dell’ASL. Così come in casi di nausea persistente, forte stanchezza, dolore addominale, urine scure, feci chiare o colorazione gialla della pelle e degli occhi. “Informazione corretta, diagnosi precoce, igiene accurata e comportamenti alimentari prudenti sono gli strumenti più efficaci per contenere la diffusione dell’infezione”.

L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus Hav che si trasmette per via oro-fecale, cioè attraverso ingestione di acqua o cibi contaminati oppure per contatto stretto con una persona infetta. Il contagio può avvenire anche prima che compaiano i sintomi, perché il virus è presente nelle feci già 7-10 giorni prima dell’esordio clinico. Il periodo di incubazione può variare dai 15 ai 50 giorni. Febbre, malessere, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero sono i sintomi più evidenti. Nei bambini l’infezione può anche decorrere senza sintomi evidenti.

“Per proteggersi, la misura più importante è semplice: evitare il consumo di molluschi crudi o appena scottati. Per cozze, vongole e altri molluschi bivalvi, la sola apertura delle valve non deve essere considerata una garanzia sufficiente di sicurezza: la cottura deve proseguire fino a quando il prodotto risulta ben cotto in modo uniforme. In altre parole, non vanno consumati molluschi ‘appena aperti’, tiepidi o solo parzialmente cotti. È inoltre fondamentale acquistare soltanto da rivenditori autorizzati, verificando etichettatura, provenienza e corrette modalità di conservazione, ed evitare in modo assoluto prodotti di dubbia provenienza o venduti fuori dai canali ufficiali”, si legge nella nota della Regione. “Per i frutti di bosco occorre distinguere tra freschi e surgelati: quelli freschi vanno lavati accuratamente sotto acqua corrente potabile subito prima del consumo, quelli congelati o surgelati, invece, devono essere consumati solo dopo cottura (la raccomandazione riportata dall’Istituto Superiore di Sanità è di portarli a ebollizione a 100° C per almeno 2 minuti. Non devono quindi essere usati crudi per guarnire dolci, yogurt, semifreddi o macedonie)”.

19 Marzo 2026

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