Coppa

Senegal perdente a tavolino, Marocco campione d’Africa: ribaltato il risultato della finale infinita, punito l’abbandono del campo

Accolto il ricorso dalla Confederazione Africana, 3 a 0. "Violato l'articolo 82 del regolamento". Decisione che può essere impugnata davanti al Tribunale Arbitrale dello Sport entro 10 giorni

News - di Redazione Web

18 Marzo 2026 alle 11:11

Condividi l'articolo

Senegal’s Sadio Mane holds the trophy aloft as he celebrates with teammates after winning the Africa Cup of Nations final soccer match between Senegal and Morocco in Rabat, Morocco, Sunday, Jan. 18, 2026. (AP Photo/Youssef Loulidi)
Senegal’s Sadio Mane holds the trophy aloft as he celebrates with teammates after winning the Africa Cup of Nations final soccer match between Senegal and Morocco in Rabat, Morocco, Sunday, Jan. 18, 2026. (AP Photo/Youssef Loulidi)

A quasi due mesi dalla finale, dal rigore assegnato dopo un gol annullato, dal ritiro negli spogliatoi del Senegal in segno di protesta, dallo sciagurato cucchiaio di Brahim Diaz e dal gol di Pape Gueye nei tempi supplementari. A quasi due mesi da quella partita, una delle più assurde e rocambolesche nella storia del calcio, cambia il risultato: Marocco campione nella Coppa d’Africa 2026, Senegal sconfitto. Lo ha deciso la Confederazione calcistica africana, che organizza la competizione, e che ha accolto il ricorso della nazionale marocchina che protestava per l’abbandono del campo della squadra senegalese. 3 a 0 a tavolino, decisione che però potrà essere ancora impugnata.

La panchina senegalese era letteralmente esplosa dopo che l’arbitro aveva assegnato un rigore sul finale dei tempi regolamentari, anche perché poco prima per un fallo simile era stato fischiato un fallo in area del Marocco, vanificando un gol del Senegal. Pape Thiaw, allenatore del Senegal, aveva invitato la squadra a lasciare il campo da gioco e tornare negli spogliatoi in segno di protesta. A salvare baracca e burattini era stato soprattutto Sadio Mané, che aveva convinto i compagni di squadra a tornare in campo.

“Questo è solo calcio, penso che a volte l’arbitro possa commettere degli errori. La gente di tutto il mondo sta guardando. Potrebbe essere un rigore o meno, ma non è questa la cosa più importante. Ciò che conta è rispettare il gioco. Non è giusto interrompere una partita in questo modo”. Rigore assurdo, tanto da far emergere puntuali teorie del complotto, quello calciato dall’ex Milan e calciatore del Real Madrid, Brahim Diaz. Cucchiaio accomodato nelle mani del portiere del Senegal. Tutto rimandato ai supplementari, nel corso dei quali un grande gol di Pape Gueye aveva consegnato la vittoria al Senegal. Grottesche anche le immagini del secondo portiere del Senegal Yehvann Diouf che difendeva da calciatori e raccattapalle marocchini l’asciugamano che permetteva al primo portiere Mendy di asciugarsi pallone e guantoni dalla pioggia: 100mila dollari di multa alla Federazione marocchina.

Il Marocco non vinceva una Coppa dal 1976, il Senegal aveva vinto nel 2021. Una competizione molto apprezzata e seguita a livello mondiale, cominciata con le proteste di piazza per le spese monstre nelle infrastrutture, anche in vista dei Mondiali 2030, e culminata nello spettacolo allucinante, assurdo e fantastico andato avanti per oltre due ore allo Stade Prince Moulay Abdallah.

“Il ricorso presentato dalla Federazione del Marocco è dichiarato ammissibile nella forma e il ricorso è accolto. Il Comitato d’Appello della CAF ritiene inoltre che la condotta della squadra senegalese rientri nell’ambito di applicazione degli articoli 82 e 84 del Regolamento della Coppa d’Africa. Si dichiara che la Federazione del Senegal, attraverso la condotta della sua squadra, ha violato l’articolo 82 del regolamento della Coppa d’Africa. In applicazione dell’articolo 84 del Regolamento della Coppa d’Africa, la squadra del Senegal viene dichiarata sconfitta a tavolino, con il risultato finale di 3-0 a favore della Federazione del Marocco”.

Dopo l’accoglimento del ricorso la Federazione marocchina ha commentato che “la sua azione non è mai stata intesa a contestare la prestazione sportiva delle squadre partecipanti alla competizione, ma unicamente a richiedere l’applicazione del regolamento di gara”. Le decisioni del Comitato d’Appello della Caf possono essere impugnate dinanzi al Tribunale Arbitrale dello Sport entro dieci giorni: potrebbe essere non ancora finita tutta la vicenda. Alla fine di gennaio, la Confederazione Africana di Calcio (CAF) aveva imposto una serie di sanzioni disciplinari, tra cui multe per diverse centinaia di migliaia di euro, alle federazioni di entrambi i paesi per condotta antisportiva e violazione dei principi del fair play. 18 tifosi senegalesi, incarcerati e condannati a pene detentive da tre mesi e a un anno per teppismo, affronteranno un processo d’appello il 30 marzo.

18 Marzo 2026

Condividi l'articolo