Scuola sotto attacco

Rampelli e le liste di proscrizione delle scuole che non commemorano abbastanza le Foibe, la crociata sul tavolo del ministro Valditara

Politica - di Redazione

18 Marzo 2026 alle 15:22

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Rampelli e le liste di proscrizione delle scuole che non commemorano abbastanza le Foibe, la crociata sul tavolo del ministro Valditara

Poco ricordo del “Ricordo”. È per questo che il mondo della scuola finisce ancora una volta nel mirino della destra italiana, da tempo ormai in rotta con tutti i centri del sapere e della cultura, considerati alla stregua di centri di propaganda per la sinistra.

È in questa scia che rientra l’ultima battaglia, che sa di lista di proscrizione, del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, ras romano di Fratelli d’Italia. Dopo infatti la “schedatura” dei professori di sinistra promossa da Azione Studentesca, il movimento di estrema destra nato come ramo studentesco di Azioni Giovani, l’organizzazione giovanile dell’allora Alleanza Nazionale, questa volta la lista riguarda una serie di scuole ed istituti che non avrebbero adeguato spazio alla commemorazione delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

Rampelli ne ha chiesto conto al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara in un’interrogazione parlamentare che ha scatenato un vespaio di polemiche. L’iniziativa, nata per volontà di Rampelli ma firmata da altri dieci deputati, chiede di accertare eventuali responsabilità all’interno del sistema scolastico in merito appunto al presunto “mancato spazio” al Giorno del ricordo, celebrazione istituita nel 2004 per commemorare ogni 10 febbraio le vittime delle foibe.

Nel testo dell’interrogazione vengono citati esplicitamente alcuni istituti della Penisola, che vanno da Roma a Latina, passando per Catania, Chieti e Bologna: sono in totale 41 le scuole considerate “inadempienti”, tra cui figurano ad esempio i licei Dante Alighieri e Grassi e l’istituto Galileo Galilei di Latina, l’istituto Crescenzi Pacinotti Sirani di Bologna, liceo classico G.B. Vico e lo scientifico Filippo Masci di Chieti, l’istituto d’istruzione superiore Vaccarini di Catania.

Nell’interrogazione si precisa che la denuncia si basa su “testimonianze raccolte”, denunciando che negli istituti e scuole segnalati “sarebbero stati totalmente ignorati gli indirizzi previsti da due leggi dello Stato”. “I presidi devono garantire che la tragedia delle foibe e l’esodo dal confine orientale vengano conosciuti da tutti i ragazzi e celebrati”, scrive Rampelli, che nell’interrogazione chiede a Valditara se il ministro “intenda assumere iniziative di competenza affinché le istituzioni scolastiche adempiano alla commemorazione dell’evento citato in premessa al pari di altri previsti dalla normativa vigente”.

In realtà il ministero ogni anno alla luce della legge del 2004, successivamente rafforzata anche dal ministro Valditara per aumentare la risonanza della data, invita le scuole a organizzare iniziative coerenti con lo spirito del “Giorno del ricordo”: la norma non impone un obbligo rigido, riconoscendo il perimetro sacro dell’autonomia scolastica.

Questione sottolineata in un durissimo intervento da Irene Manzi e Cecilia d’Elia, capigruppo Pd nelle commissioni Cultura, che parlano di “lavoro di intimidazione e schedatura, che rischia di trasformarsi in uno strumento di pressione politica immotivata e ingiustificata su istituzioni che devono poter lavorare serenamente, nel rispetto della loro autonomia”. Per Manzi e d’Elia lo strumento delle interrogazioni parlamentari “non dovrebbe trasformarsi nella messa all’indice di singole scuole e in uno strumento di pressione nei confronti dell’amministrazione. Questo metodo è sbagliato nel merito e pericoloso nel principio, perché introduce un clima di intimidazione che non dovrebbe mai riguardare il mondo dell’istruzione”.

di: Redazione - 18 Marzo 2026

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