La nota

A Telemeloni esplode il caso Chirico: “Militante del Sì più che giornalista, specchio delle ipocrisie Rai”

Protesta dei parlamentari dem di vigilanza, Fdi fa quadrato attorno alla giornalista. Il Cdr Rai: "Rappresentante della destra di governo, piuttosto che giornalista e conduttrice radiofonica imparziale e democratica"

Cultura - di Redazione Web

17 Marzo 2026 alle 10:57

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Hotel Savoia Regency, Annalisa Chirico e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi presentano il libro «Dalla parte delle divise». Modera Elena Ugolini 13 Febbraio 2026 – Bologna – Italia (Photo Guido Calamosca / LaPresse) nella foto Annalisa Chirico Hotel Savoia Regency, Annalisa Chirico, and Interior Minister Matteo Piantedosi present the book “On the Side of Uniforms.” Moderated by Elena Ugolini. February 13, 2026 – Bologna – Italia (Guido Calamosca/ LaPresse )
Hotel Savoia Regency, Annalisa Chirico e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi presentano il libro «Dalla parte delle divise». Modera Elena Ugolini 13 Febbraio 2026 – Bologna – Italia (Photo Guido Calamosca / LaPresse) nella foto Annalisa Chirico Hotel Savoia Regency, Annalisa Chirico, and Interior Minister Matteo Piantedosi present the book “On the Side of Uniforms.” Moderated by Elena Ugolini. February 13, 2026 – Bologna – Italia (Guido Calamosca/ LaPresse )

È un caso politico quello della giornalista Annalisa Chirico, giornalista che conduce su Radio 1 il programma Ping Pong che ha più volte espresso il suo sostegno alla riforma della Giustizia, per la quale gli italiani sono chiamati a votare in un referendum confermativo i prossimi domenica 22 e lunedì 23 marzo. È arrivata anche una nota del Cdr del Giornale Radio. “Il caso è diventato lo specchio delle ipocrisie a cui la Rai sottopone i suoi dipendenti”. A innescare il caso la levata di scudi dei parlamentari del Partito Democratico in Vigilanza Rai, attacco al pluralismo e libertà di opinione secondo Fratelli d’Italia. Ma non chiamatela Telemeloni.

“Quello che sta succedendo a Radio Rai uno è preoccupante ed è l’ennesimo grave episodio di come la Rai sta diventando una sorta di Radio del regime di tele Meloni – così in una nota i parlamentari Pd della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai – Chiediamo al direttore di Radio Rai 1 di chiarire quanto sta succedendo in merito ai comportamenti della giornalista Annalisa Chirico, alla quale viene concesso di esprimere opinioni politiche, sul referendum, ergendosi a rappresentante della destra di governo, piuttosto che giornalista e conduttrice radiofonica imparziale e democratica”.

“Il caso di Annalisa Chirico e del suo programma su Radio Uno è diventato lo specchio delle ipocrisie a cui la Rai sottopone i suoi dipendenti – si legge nella nota del Cdr Rai – Monitoraggio ossessivo dei tempi per il Sì e per il No al referendum. Attenzione all’equidistanza che tutti i colleghi applicano nei propri programmi, che si tratti di politica, cronaca o esteri. Tutti, tranne Annalisa Chirico. A lei è concesso dire in onda che voterà Sì al referendum, andare ospite in programmi d’informazione a difendere il fronte del Sì. È concesso, più in generale, essere una militante più che una giornalista che collabora con la testata radiofonica del Servizio Pubblico”.

Il documento del Cdr è stato approvato a maggioranza. “Prendere posizione, sbilanciarsi a favore dell’uno o dell’altro, non rispettare la completezza dell’informazione. È successo anche venerdì quando la puntata sul caso della famiglia del bosco è diventato un florilegio di qualunquismo e opinionismo da quattro soldi. Chiediamo al direttore di intervenire a tutela dei colleghi e del lavoro che da anni Radio Uno porta avanti con serietà”. Anche nell’ultima puntata di Piazzapulita, trasmissione di Corrado Formigli su La7, Chirico aveva dichiarato: “Separando le carriere, creiamo due Csm separati, così evitiamo le commistioni, i condizionamenti, che questi magistrati vadano alle stesse feste di compleanno o che si prendano il caffè insieme”.

Dalla posizione del Cdr si è dissociata intanto la giornalista Maurelia Carafa. “Premesso che il direttore il 23 febbraio scorso ha invitato tutti i conduttori, interni ed esterni, a ‘totale equilibrio e imparzialità‘ sul tema referendum, faccio notare quanto segue. Per quanto concerne la partecipazione di Annalisa Chirico a trasmissioni extra Rai, essendo tra l’altro una collaboratrice esterna, ricordo che l’art 21 della Costituzione garantisce a tutti il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. Senza entrare nel dettaglio dei nomi, anche giornalisti dipendenti della Rai, risulta stiano facendo altrettanto, sostenendo le ragioni del No. Per quanto riguarda la conduzione di Ping Pong e i suoi contenuti non risulta a tutt’oggi alcun intervento dell’Agcom”.

Hanno fatto quadrato attorno alla giornalista anche i componenti di Fratelli d’Italia nella Commissione Vigilanza. “Registriamo l’ennesima polemica strumentale e campata in aria della sinistra, che conferma di essere allergica al pluralismo e alla libertà di opinione. Non risulta, infatti, che dalle opposizioni si sia levata alcuna voce critica quando ben altri giornalisti Rai e conduttori anche di programmi di punta, non quindi semplici collaboratori esterni, abbiano espresso le proprie posizioni a favore del No al referendum. Senza contare quando questi hanno addirittura partecipato ad iniziative in tal senso. Tutti in ossequioso silenzio. È il solito doppiopesismo di questa sinistra che interpreta a seconda delle proprie convenienze le libertà e i diritti. Peraltro, non risulta a carico della trasmissione condotta dalla stessa Chirico alcun rilievo dell’Agcom a conferma della correttezza e del rispetto delle regole, quelle che la sinistra richiama soltanto quando le conviene”.

17 Marzo 2026

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