L'ultima mossa

Referendum sulla giustizia, l’ultima arma di Meloni verso il voto: da “Pulp Podcast” di Fedez per trainare il Sì

Politica - di Redazione

17 Marzo 2026 alle 15:41

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Referendum sulla giustizia, l’ultima arma di Meloni verso il voto: da “Pulp Podcast” di Fedez per trainare il Sì

L’arma finale, o forse della disperazione, in vista del referendum sulla giustizia. Costretta suo malgrado a personalizzare il voto del 22 e 23 marzo, nonostante le dichiarazioni pubbliche, Giorgia Meloni ricorre ad uno dei podcast più seguiti d’Italia e condotto da due artisti sulla carta molto lontani dalla premier: parliamo di ‘Pulp Podcast’, il prodotto realizzato da Fedez e Mister Marra.

Una puntata eccezionale girata nei giorni scorsi a Roma e che sarà disponibile sulle varie piattaforme, da Spotify a YouTube, giovedì 19 marzo, a due giorni dal voto. Una intervista in cui la presidente del Consiglio affronterà i principali temi di attualità politica e internazionale: il referendum sulla giustizia, ma anche il conflitto in Medio Oriente e i rapporti con gli Stati Uniti di Donald Trump.

Anticipazioni delle parole di Meloni sono già disponibili e sono destinate a far discutere. Ancora una volta la premier ha voluto evidenziare che il referendum sulla giustizia non dovrebbe essere trasformato in uno scontro politico tra governo e opposizione: “Non si vota sulla Meloni, si vota sulla giustizia. Anche chi non condivide questo governo dovrebbe valutare nel merito una riforma che punta a migliorare il funzionamento del sistema”, secondo la presidente del Consiglio, che poi ha affrontato con i due conduttori i principali punti della riforma, dai due Consigli superiori della magistratura alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, fino alla nascita e alle funzioni dell’Alta corte disciplinare.

Se dovesse vincere il No “non mi dimetterei – ha ribadito ancora una volta la premier – perché è mia intenzione terminare il mandato, portare a termine il lavoro e confrontarmi al cospetto degli italiani, facendomi poi giudicare sul complesso del lavoro che ho fatto. Quindi, se tu oggi voti No solo per mandare a casa Meloni, potrebbe esserci il rischio che ti tieni sia Meloni sia una giustizia che non funziona. Non mi sembra un affarone”.

Quindi il passaggio sulla delicata situazione in Medio Oriente, in fiamme dopo l’intervento di Stati Uniti ed Israele contro l’Iran. Meloni sottolinea nel suo intervento che “l’Italia non partecipa a questo attacco nei confronti dell’Iran e non intende partecipare. Il nostro lavoro è favorire una de-escalation”.

Quindi il legame tra quanto accade nel Golfo Persico e la crisi delle istituzioni internazionali in corso ormai da anni: “Stiamo vivendo una evidente crisi del diritto internazionale, con decisioni unilaterali che si moltiplicano e istituzioni sempre meno efficaci”, le parole della premier, che punta il dito contro le Nazioni Unite, non più in grado secondo Meloni di svolgere il ruolo di garante dell’ordine internazionale.

 

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Infine i rapporti con gli Stati Uniti e Donald Trump, con il ruolo di “pontiera” tra le due sponde dell’Atlantico sempre più complicato per la leader di Fratelli d’Italia. Secondo Meloni oggi è fondamentale rafforzare l’autonomia strategica europea, soprattutto nei settori della difesa, dell’energia e delle materie prime. “Per anni abbiamo accettato di dipendere dagli Stati Uniti per la difesa, dalla Russia per l’energia e dalla Cina per le materie prime”, ricorda la premier, ma gli shock recenti legati alla pandemia, alla guerra in Ucraina e in Medio Oriente rendono evidente la necessità di una maggiore autonomia economica e strategica dell’Unione Europea.

Quanto all’invito al podcast, è in particolare Mister Marra a tentare di chiudere sul nascere le polemiche per la presenza della presidente del Consiglio. In una storia su Instagram, ricondivisa da Fedez, il co-conduttore di Pulp Podcast sottolinea di aver “proposto a tutti i partiti italiani spazio per il confronto. Quelli che non avete visto hanno scelto di ignorarci. Ora non piangete”, è il messaggio che mostra anche gli screenshot delle email con la proposta di partecipazione inviate a Elly Schlein, segretaria del Pd, e Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle.

Nel recente passato il podcast aveva già ospitato figure di rilievo della politica e della giustizia, dall’attuale procuratore di Napoli Nicola Gratteri all’ex magistrato Gherardo Colombo, passando poi per Matteo Renzi, Carlo Calenda, Antonio Tajani e Nicola Fratoianni.

di: Redazione - 17 Marzo 2026

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