Cinema
Oscar, Sean Penn vince la sua terza statuetta ma diserta Hollywood: “È in Ucraina, incontrerà Zelensky”
Premiato per "Una battaglia dopo l'altra". Minacciò di fondere le statuette di "Mystic River" e "Milk", "per ricavarne proiettili da sparare contro i russi". Nota la sua insofferenza verso i premi
Cinema - di Redazione Web
Poche parole di circostanza la prima volta, la seconda un discorso più sostanzioso. Non che ci fosse qualcuno che realmente si aspettasse di vedere Sean Penn alla cerimonia degli Oscar, la 98esima edizione degli Academy Awards andata in scena ieri sera a Los Angeles, e durante la quale l’attore ha vinto la sua terza statuetta, questa volta per l’interpretazione da miglior attore non protagonista nel film Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson. Stamattina il chiarimento: è in Ucraina in visita privata.
Non è la prima volta, già altre volte si era recato nel Paese per mostrare solidarietà e girare dei contenuti sulla guerra scatenata dall’invasione lanciata nel febbraio del 2022 dal Presidente della Russia Vladimir Putin. E nel 2023 aveva diretto un documentario sul Presidente Volodymyr Zelensky. “Possiamo dire che è in Ucraina, ma si tratta di una sua visita personale; è così che la vede, sente il bisogno di essere in Ucraina”, ha detto un alto funzionario ucraino all’Afp. Penn dovrebbe incontrare Zelensky nella giornata di oggi. Che fosse in viaggio verso l’Ucraina l’avevano ipotizzato anche altre fonti al New York Times.
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Penn aveva attaccato apertamente l’Academy quando nel 2022 non accolse il suo appello a invitare Zelensky nella notte degli Oscar. Per ritorsione minacciò di fondere le sue due statuette “per ricavarne proiettili da sparare contro i russi”. Offrì al presidente dell’Ucraina una delle due statuette vinte, almeno fino a quando non finirà la guerra – stando a quanto trapelato secondo Hollywood Reporter, era quella di Mystic River. Pur riconoscendo l’importanza dovuta ai premi, l’attore ha sempre dichiarato di non sopportare tutta l’atmosfera intorno alla cerimonia e la competizione tra performance.
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Già protagonista di intemperanze e di uscite fuori dagli schemi, su tutte la clamorosa intervista per Rolling Stone al narcotrafficante messicano Joaquin “El Chapo” Guzman, mentre era ancora latitante. Poco tempo dopo El Chapo venne arrestato. Penn è stato amico dell’ex presidente del Venezuela Hugo Chavez e dello scrittore Charles Bukowski. È stato sposato con Madonna, Robin Wright e Leila George, ha avuto relazioni con Scarlett Johansson e Charlize Theron. Nel 2013 partecipò all’operazione per far uscire dal Sud America Jacob Ostreicher, uomo d’affari americano agli arresti domiciliari in Bolivia con l’accusa di criminalità organizzata e riciclaggio di denaro. Si è molto impegnato in campagne umanitarie, tra cui gli aiuti per l’uragano Katrina a New Orleans e ad Haiti dopo il terremoto del 2010.
È senza dubbio uno degli attori più dotati e talentuosi della sua generazione, da regista ha girato tra gli altri Into the Wild, diventato un cult mondiale. In Una battaglia dopo l’altra interpreta il colonnello Steven Lockjaw, un ufficiale militare. Ha battuto il suo co-protagonista in One Battle After Another, Benicio Del Toro, così come Delroy Lindo (Sinners), l’australiano Jacob Elordi (Frankenstein) e lo svedese Stellan Skarsgard (Sentimental Value). È l’ottavo attore nella storia degli Academy Awards a vincere tre statuette. “Penn non è qui con noi perché non ha potuto o non ha voluto, quindi ritirerò io il premio al suo posto”, aveva dichiarato Kieran Culki annunciando la sua vittoria. Già in altre occasioni di premiazione e promozione Penn non si era presentato, aveva già vinto agli Actor Award e ai Bafta e anche allora era assente. Alla cerimonia dei Golden Globe si era messo a fumare nel Beverly Hilton Hotel.
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Quando vinse per la prima volta un Oscar, per Mystic River, era già stato candidato tre volte ed era la prima volta che si presentava alla cerimonia. Disse di aver voluto partecipare per non mettere in imbarazzo il regista, Clint Eastwood. Non aveva preparato un discorso, ringraziò poche persone tra cui lo stesso regista e la moglie. Quando cinque anni dopo vinse un’altra volta con il film Milk pronunciò un discorso: invitò chi aveva sostenuto il divieto al matrimonio gay in California a riflettere sulla propria eredità morale e a cambiare idea. Anche prima della premiazione di Alejandro González Iñárritu come vincitore agli Oscar per il film Birdman, Penn rubò la scena con una battuta sarcastica che divise e pietrificò la sala prima di una grande risata collettiva: “Chi ha dato la green card a questo figlio di pu**ana?”.