All'Arena di Verona

Paralimpiadi, la cerimonia di apertura segnata dal boicottaggio pro-Ucraina: il caso dopo l’ammissione di Russia e Bielorussia

Sport - di Redazione

6 Marzo 2026 alle 12:12

Condividi l'articolo

Paralimpiadi, la cerimonia di apertura segnata dal boicottaggio pro-Ucraina: il caso dopo l’ammissione di Russia e Bielorussia

Quelle che andrà in scena venerdì sera all’Arena di Verona sarà una cerimonia di apertura della Paralimpiadi di Milano Cortina dai toni e sopratutto dalla partecipazione decisamente minore rispetto a quella tenuta allo stadio Meazza di San Siro, a Milano, il 6 febbraio scorso.

Le motivazioni sono in parte logistiche, ma soprattutto politiche. Diversi governi hanno infatti scelto di boicottare l’evento per esprimere la propria solidarietà all’Ucraina. L’IPC, il Comitato paralimpico internazionale, ha infatti annunciato nelle scorse settimane che sei atleti russi e quattro bielorussi potranno partecipare ai Giochi rappresentando i propri Paesi: è la prima volta dallo scoppio del conflitto in Ucraina nel 2022, a seguito dell’invasione gli atleti russi e bielorussi partecipavano come “neutrali” agli eventi olimpici.

A Verona dunque Russia e Bielorussia potranno sfilare col proprio inno e la propria bandiera, oltre a poter utilizzare i colori sulla loro divisa. Uno smacco per l’Ucraina, che si era vista invece bocciare dall’IPC la propria uniforme ufficiale perché raffigurante un messaggio politico non autorizzato. Sulla divisa ucraina era infatti impressa una mappa dei confini del Paese che includeva Crimea e Donbass, il primo occupato e annesso illegalmente dalla Russia nel 2014, il secondo al centro del conflitto scoppiato ormai quattro anni fa ed oggi largamente occupato dai militari fedeli al Cremlino.

Per l’IPC quella divisa che mostra la mappa del Paese violava il regolamento sulla neutralità sportiva, che vieta “testi di inni nazionali, parole motivazionali, messaggi pubblici/politici o slogan legati all’identità nazionale. Una mappa di un paese rientra in questa categoria”.

Da qui la scelta della delegazione ucraina di boicottare la cerimonia: per solidarietà con Kiev anche Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Polonia e Repubblica Ceca boicotteranno l’evento in diversi modi. Alcuni Paesi non trasmettevano la cerimonia in televisione, altri come la Polonia interromperà la diretta quando sfileranno gli atleti con le bandiere russa e bielorussa, trasmettendo al suo posto un messaggio per gli spettatori.

All’appello poi mancheranno altri Paesi: la Francia ha deciso di non inviare i propri rappresentanti istituzionali alla cerimonia per solidarietà a Kiev, lasciando però i propri atleti liberi di decidere se andare o no. Invece Germania, Regno Unito e Canada non porteranno i propri rappresentanti all’Arena per le difficoltà di spostamento tra Verona e le sedi di gara che inizieranno già sabato mattina.

di: Redazione - 6 Marzo 2026

Condividi l'articolo