Attacco vicino?

Iran, attacco Usa contro il regime più vicino: il dispiegamento militare in Medio Oriente e gli allarmi per lasciare Teheran

Esteri - di Redazione

19 Febbraio 2026 alle 11:21

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(AP Photo/Ben Curtis – Office of the Iranian Supreme Leader via AP

Associated Press/LaPresse
(AP Photo/Ben Curtis – Office of the Iranian Supreme Leader via AP Associated Press/LaPresse

Si fa fortissima la pressione degli Stati Uniti sull’Iran, con le voci che si rincorrono a Washington, e non solo, di un possibile attacco nei confronti della Repubblica Islamica.

Nonostante infatti i colloqui trilaterali appena tenutisi in Svizzera, a Ginevra, con la mediazione dell’Oman, su un possibile accordo tra Teheran e la Casa Bianca restano ampie distanze e per questo il pressing militare degli Stati Uniti è ormai massimo. Secondo il Wall Street Journal Washington sta inviando un numero massiccio di caccia a reazione e aerei di supporto in Medio Oriente in quella che sarebbe la più grande potenza aerea nella regione dall’invasione dell’Iraq del 2003, scomodando tra le altre cose la USS Ford, la più grande portaerei al mondo. Negli ultimi giorni gli Stati Uniti hanno continuato a spostare i loro modernissimi caccia F-35 e F-22 verso il Medio Oriente, secondo quanto riferito al quotidiano finanziario da un funzionario statunitense.

Anche il New York Times oggi si focalizza sul dossier iraniano, sottolineando come col dispiegamento militare in Medio Oriente, Trump avrebbe la possibilità di attaccare l’Iran già questo fine settimana. Allo stesso quotidiano della ‘Grande Mela’ diversi funzionari dell’amministrazione Trump hanno inoltre espresso scetticismo sulle prospettive di raggiungere un accordo diplomatico con Teheran.

Se per il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in Svizzera i due Paesi hanno “raggiunto un’intesa sui principi fondamentali”, resterebbero sul tavolo grosse divergenze: lo ha confermato il capo dell’Agenzia iraniana per l’energia atomica Mohammad Eslami, che ha ribadito che nessun Paese può privare la Repubblica islamica del suo diritto all’arricchimento nucleare, uno dei punti chiave del possibile accordo. Ma resta lontana anche una intesa sulla riduzione della capacità balistica di Teheran e la fine del programma di finanziamento dei gruppi vicini al regime nella regione, da Hamas ad Hezbollah, passando per gli Houthi.

È in questo scenario che le probabilità di un prossimo attacco statunitense in Iran si fanno sempre più alte. Funzionari statunitensi hanno riferito al Wall Street Journal che le opzioni includono una campagna per uccidere decine di leader politici e militari iraniani nel tentativo di rovesciare il governo, o una campagna aerea più limitata che colpisca basi nucleari e missilistiche.

A conferma di un attacco che appare sempre più vicino, sono arrivate questa mattina le dichiarazioni nette del primo ministro polacco Donald Tusk. Il capo di governo di Varsavia ha chiesto ai cittadini polacchi che si trovano in Iran di andarsene immediatamente dal Paese. “Tra poche ore potrebbe non esserci più alcuna possibilità di evacuare i polacchi dall’Iran”, ha spiegato Tusk.

di: Redazione - 19 Febbraio 2026

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