La sentenza a Seoul
Corea del Sud, l’ex presidente Yoon condannato all’ergastolo per aver tentato di imporre la legge marziale e la svolta autoritaria
Esteri - di Carmine Di Niro
Ergastolo per Yoon Suk-yeol. È questa la sentenza pronunciata dai giudici del tribunale distrettuale di Seoul nei confronti dell’ex presidente della Corea del Sud, già leader del Partito del Potere Popolare conservatore che nel dicembre 2024 aveva tentato di imporre la legge marziale nel Paese, di fatto un “auto golpe” per mettere fuori legge l’opposizione del Partito Democratico di centrosinistra.
Per lui la procura aveva chiesto la pena di morte, ma i giudici hanno scelto per Yoon Suk-yeol, in carica dal 2022 e poi rimosso da Parlamento nel 2025, il carcere a vita.
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Yoon Suk Yeol aveva annunciato l’introduzione della legge marziale nel corso di una direttiva televisiva, accusando il principale partito di opposizione, il Partito Democratico, di simpatizzare con la Corea del Nord e di condurre quindi attività contro lo Stato grazie al controllo del Parlamento, dove poteva contare sulla maggioranza dei seggi.
Un “auto golpe” durato il volgere di sei ore quel 3 dicembre 2024, durante le quali la capitale Seoul era stata invasa da migliaia di manifestanti contrari alla mossa del presidente, che da parte sua aveva schierato l’esercito. Proprio l’Assemblea nazionale (il Parlamento monocamerale sudcoreano, nda), nel cuore della notte, aveva votato per annullare il provvedimento e contestualmente presentato la prima mozione di impeachment per insurrezione, bocciata per l’opposizione dei parlamentari di maggioranza.
L’ex presidente era stato sottoposto 10 giorni dopo quel clamoroso tentativo di imposizione della legge marziale ad un nuovo voto per l’impeachment da parte dell’Assemblea nazionale, questa volta approvata grazie al voto di membri del suo stesso partito. L’impeachment e la conseguente rimozione di Yoon Suk Yeol erano stati poi confermato il 4 aprile dalla Corte costituzionale sudcoreana.
Nell’ambito dello stesso processo è stato condannato a 30 anni di reclusione l’ex ministro della Difesa Kim Yong-hyun, accusato di aver collaborato con Yoon per guidare l’insurrezione. Per Yoon è la seconda condanna in relazione a quanto accaduto quel 3 dicembre 2024: l’ex presidente era già stato condannato a cinque anni di carcere per il tentativo di ostacolare il proprio arresto a gennaio del 2025, quando si era barricato nella sua residenza e aveva ordinato alle guardie presidenziali di impedire alla polizia di eseguire un mandato di arresto disposto dal tribunale di Seoul.