Il nuovo colonialismo

Board of Peace: dittatori e affaristi occupano e sottomettono Gaza, l’Italia di Meloni è complice

Ora l’Italia barcolla, e Giorgia Meloni, in nome della fedeltà a Washington, sembra decisamente orientata ad accogliere l’invito americano e ad entrare nella gang nel ruolo dell’osservatore

Esteri - di Piero Sansonetti

17 Febbraio 2026 alle 07:00

Condividi l'articolo

LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili
LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili

All’Italia in teoria non è permessa la partecipazione a un’impresa coloniale e all’occupazione militare di un territorio straniero. Questo crea un grande imbarazzo al governo. Che vorrebbe accettare l’offerta di Trump di far parte del “board of peace”. Cioè dell’invasione di Gaza da parte di una coalizione di paesi europei, asiatici e africani, guidati da Trump.

L’idea del Board of peace è un po’ quella descritta un paio di millenni fa dallo storico latino Cornelio Tacito: “fare un deserto e poi chiamarlo pace”. In questo caso, dopo aver fatto il deserto (ci hanno pensato gli israeliani che hanno raso al suolo il 90 per cento del territorio della Striscia, come l’altro giorno ha denunciato il cardinal Pizzaballa), e ora gli americani intendono trasformare questo deserto in grande affare. Mettendo a tacere, o sottomettendo, o espellendo fisicamente i due milioni circa di gazawi sopravvissuti al massacro israeliano, e trasformando il territorio occupato in un grande resort, guadagnando molti quattrini prima attraverso l’edilizia e poi con l’industria del turismo.

Dal punto di vista del cinismo è uno dei progetti più ributtanti che mai un paese occidentale abbia messo a punto. Non solo per l’evidente ferocia e dispregio per i diritti umani, ma per la sfacciataggine con la quale l’idea viene rivendicata ed esibita di fronte al mondo intero.
L’oscenità del progetto ha spinto finora tutti i grandi paesi europei a rispondere a Trump con un secco no. Ma ora l’Italia barcolla, e Giorgia Meloni, in nome della fedeltà a Washington, sembra decisamente orientata ad accogliere l’invito americano e ad entrare nella gang nel ruolo dell’osservatore. È uno stratagemma per evitare che la scelta italiana violi in modo troppo palese la Costituzione e costringa Mattarella a dire no.

Il cardinale Pizzaballa nei giorni scorsi ha già espresso l’indignazione della Chiesa. Ieri a bollare come infame il board of peace e la possibilità di una partecipazione italiana, è intervenuto un leader politico moderato e filoisraeleno come Carlo Calenda. Leggete qui la sua dichiarazione di fuoco: “Il board of peace è una congrega di dittatori, affaristi e approfittatori guidato a vita da Trump e affidato a Kushner, che ha presentato un progetto delirante di sviluppo immobiliare stile Palm Beach, sulle macerie di Gaza. I palestinesi non sono neppure contemplati. Il fatto che Giorgia Meloni abbia deciso di trascinarci, sia pure come osservatori, in questo obbrobrio, offende la dignità dell’Italia e degli italiani”.

17 Febbraio 2026

Condividi l'articolo