L'inchiesta Midas

Ucraina, arrestato l’ex ministro dell’Energia Galushchenko: indagato per corruzione, tentava la fuga dal Paese

Esteri - di Carmine Di Niro

16 Febbraio 2026 alle 10:55

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Ucraina, arrestato l’ex ministro dell’Energia Galushchenko: indagato per corruzione, tentava la fuga dal Paese

Stava cercando di lasciare il Paese, di sfuggire a quella inchiesta giudiziaria che ha terremotato il governo ucraino e la presidenza di Volodymyr Zelensky. L’ex ministro dell’Energia German Galushchenko è stato arrestato nel weekend mentre tentava la fuga dall’Ucraina.

Galushchenko, assieme alla ministra Svitlana Hrynchuk (suo successore al ministero dopo che Galushchenko era stato spostato alla Giustizia) e all’ex capo di gabinetto e “braccio destro” di Zelensky Andriy Yermak, si erano dimessi nel novembre scorso per il coinvolgimento nell’inchiesta “Midas” su un giro di mazzetta da 100 milioni di dollari legati ad Energoatom, l’agenzia nazionale per l’energia atomica che gestisce tre centrali atomiche fornendo all’Ucraina oltre metà del suo fabbisogno elettrico.

L’indagine condotta della Nabu e della Sapo, l’Ufficio nazionale anticorruzione e la Procura specializzata anticorruzione, aveva già spinto ad una repentina fuga all’estero, in Israele, di Tymur Mindich, stretto alleato di Zelensky e comproprietario dello studio di produzione Kvartal 95, fondato da Zelensky quando era un attore comico di successo prima della discesa in politica.

Secondo quanto riferito dalla Nabu, l’Ufficio nazionale anticorruzione, Galushchenko è stato fermato mentre “stava attraversando il confine di Stato”: il quotidiano Ukrainska Pravda, citando una propria fonte, aggiunge che il politico è stato fatto scendere da un treno e fermato dalla polizia. In particolare secondo la ricostruzione del giornale le guardie di frontiera avevano ricevuto una richiesta da Nabu e Sapo in merito a Galushchenko per ottenere informazioni nel caso in cui avesse tentato di attraversare il confine, cosa puntualmente verificatasi nel weekend scorso.

L’inchiesta “Midas” ha provocato negli scorsi mesi un polverone politico nel Paese, alle prese da quattro anni con gli effetti della guerra d’invasione russa. Le indagini hanno destato grande rabbia tra i cittadini perché coinvolgono un settore già in ginocchio per i fitti bombardamenti russi come quello energetico, martellato dai raid del Cremlino e paradossalmente “spolpato” dall’interno da politici e funzionari ucraini più interessati a sottrarre fondi da Energoatom che a far funzionare l’agenzia.

Di fronte all’inchiesta, Zelensky è stato costretto a spingere alle dimissioni i suoi ministri coinvolti e il suo “braccio destro” Yermak, ma anche a fare marcia indietro sulla discussa legge che avrebbe posto gli organi anticorruzione sotto il diretto controllo politico tramite il procuratore generale, nominato proprio dal presidente.

16 Febbraio 2026

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