Il feroce delitto

Femminicidio di Anguillara, confessa il marito di Federica Torzullo: a Carlomagno contestato anche l’occultamento di cadavere

Cronaca - di Redazione

21 Gennaio 2026 alle 17:15

Condividi l'articolo

Femminicidio di Anguillara, confessa il marito di Federica Torzullo: a Carlomagno contestato anche l’occultamento di cadavere

Claudio Agostino Carlomagno, l’uomo accusato del femminicidio della moglie Federica Torzullo ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma, ha ammesso le proprie responsabilità e fornito una confessione davanti al gip di Civitavecchia. Lo scrive l’agenzia Ansa, che sottolinea come nei confronti dell’uomo i pm della Procura di Civitavecchia contestano il nuovo reato di femminicidio e l’occultamento di cadavere.

Il corpo della 41enne di origini lucane era stato rinvenuto domenica 18 gennaio, al termine di giorni di ricerche da parte dei carabinieri del nucleo investigativo di Ostia, in una buca scavata nel canneto alle spalle dell’azienda di movimento terra del marito.

Secondo quanto riferisce il Corriere, al gip Carlomagno avrebbe riferito di aver ucciso la moglie “perché non volevo perdere l’affidamento di mio figlio”, dato che la coppia era in fase di separazione.

Federica Torzullo, scomparsa l’8 gennaio, era stata spogliata, nel tentativo di fare a pezzi il corpo e di incendiarlo, anche per “ostacolarne il riconoscimento”. Cruente le modalità dell’omicidio, secondo quanto emerso dall’autopsia eseguita all’Istituto di medicina legale della Sapienza di Roma: la 41enne è stata uccisa con 23 coltellate, con la prima, mortale, sferrata con precisione alla vena giugulare sul lato sinistro del collo.

Già quel colpo secondo i medici è stato letale, avendo provocato una rapidissima emorragia. Gli altri fendenti, violentissimi, sono stati scagliati tra addome, bacino e arti inferiori, la gamba sinistra è stata amputata, il torace schiacciato dalla benna-scavatrice

Sul corpo sono state riscontrate anche ustioni al volto, al collo, alle braccia e alla parte superiore del torace, compatibili con un tentativo di bruciare il cadavere dopo l’uccisione, forse con un bruciatore o dopo che il corpo è stato cosparso con del liquido infiammabile.

Con Claudio Carlomagno la vittima aveva avuto un bambino di dieci anni. La coppia era in fase di separazione, il movente è da accertare con precisione ma potrebbe essere legato proprio al contesto familiare in disfacimento.

Al momento non è stata rinvenuta l’arma del delitto, mentre l’abitazione della coppia è stata posta sotto sequestro. Il sindaco di Anguillara, Angelo Pizzagallo, ha invitato “tutti a rispettare la richiesta della famiglia di Federica in questo momento così difficile e a manifestare il proprio cordoglio con gesti di vicinanza discreti e rispettosi” e ha aggiunto che non si terranno “momenti pubblici di commemorazione spontanei”.

Carlomagno era accusato di omicidio aggravato e occultamento di cadavere, il primo è stato modificato dai pm in femminicidio, il reato introdotto nel codice penale a inizio dicembre. L’articolo 577 bis del codice penale prevede la condanna all’ergastolo per l’omicidio di una donna che viene commesso “per motivi di odio, discriminazione di genere, o per reprimere la sua libertà, i suoi diritti o la sua personalità, come il rifiuto di una relazione”. Prevede pene severe e specifiche, limitazioni alla possibilità di ottenere attenuanti, stabilisce che la pena minima non può scendere sotto i 24 anni, o in 15 anni in caso di più attenuanti prevalenti.

di: Redazione - 21 Gennaio 2026

Condividi l'articolo