Slitta la decisione

Consob, strappo in Consiglio dei ministri: Tajani stoppa la nomina del sottosegretario leghista Freni, scontro sulle banche

Politica - di Redazione

21 Gennaio 2026 alle 12:10

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Consob, strappo in Consiglio dei ministri: Tajani stoppa la nomina del sottosegretario leghista Freni, scontro sulle banche

Forza Italia da un lato, Fratelli d’Italia e soprattutto Lega dall’altra. La maggioranza torna ad essere una polveriera e al centro c’è un tema che nel governo da anni continua a far discutere: le banche.

Non siamo più al confronto interno sul “contributo” da chiedere agli istituti di credito in legge di bilancio per finanziare le misure da inserire in manovra, ma ad un tema legato alle nomine.

In ballo c’è infatti l’incarico alla Consob, la Commissione nazionale per le società e la borsa il cui presidente Paolo Savona vede scadere il mandato l’8 marzo. Il Consiglio dei ministri ha visto toni aspri e acque agitatissime, con Forza Italia sulle barricate.

Antonio Tajani ha infatti stoppato il tentativo di arrivare a incoronare come successore di Savona il leghista Federico Freni, oggi sottosegretario al Ministero delle Finanze dell’altro esponente del Carroccio Giancarlo Giorgetti. Secondo i retroscena il vicepremier sarebbe entrato a Palazzo Chigi pensando che per Freni era pronta una poltrona da commissario, e che invece in CdM Freni sarebbe “salito” a presidente della Consob.

Forza Italia, tramite il portavoce nazionale Raffaele Nevi, ne fa una questione di metodo e opportunità: “Non ci ha mai convinto la designazione di un politico alla Consob”. Dalla Lega, che voleva piazzare un suo uomo alla Consob, fanno notare che Giuseppe Vegas è stato a capo della Consob dal 2010 al 2017, arrivando a sedere sulla poltrona di presidente della Commissione direttamente dal ruolo di viceministro dell’Economia nel quarto governo Berlusconi con Forza Italia.

Il problema di fondo in realtà è la posizione distante tra Lega e Forza Italia proprio con le banche, col contributo richiesto dalla Lega agli istituti di credito in nome degli “extraprofitti” che ha sempre visto i forzisti fortemente contrari, anche per gli evidenti interessi della famiglia Berlusconi nel settore bancario, dove detiene il 30 per cento delle quote in Banca Mediolanum tramite Fininvest.

Alla fine, per evitare uno strappo, la nomina del nuovo presidente della Consob slitta. Sullo sfondo resta invece, evidente, un rapporto tra Forza Italia e Lega ormai logoro, dalla politica estera all’economia. Non aiuta inoltre la “campagna acquisti” di Tajani nel Carroccio, formalizzata proprio martedì col passaggio in FI dei due ex leghisti Attilio Pierro e Davide Bergamini, entrati nel partito dopo un breve ed interlocutorio transito nel Gruppo Misto.

Scorie che all’indomani del Consiglio dei ministri sono ancora evidenti. “C’era un accordo di massima in Cdm. È sottosegretario al Mef e ha le competenze per ricoprire quel ruolo, riteniamo che sia la persona adatta. Forza Italia ha messo un freno e se ne discuterà. Quella era una nomina che partiva già con un accordo di massima che Forza Italia ieri ha messo in discussione. Noi continueremo a portare avanti quel nome”, le parole del capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari a Skytg24, dove rivendica che il Carroccio “ha rinunciato ad altre nomine su altri enti”.

A Molinari replica a muso duro Raffaele Nevi, il portavoce degli Azzurri_ “Non bisogna dire bugie, non c’era alcun accordo” su Freni, “nemmeno di massima. Recuperiamo spirito di leale collaborazione e andiamo avanti altrimenti le cose non funzionano”.

di: Redazione - 21 Gennaio 2026

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