La sentenza a Nara

Attentato a Shinzo Abe, condannato all’ergastolo l’uomo che ha ucciso l’ex premier del Giappone: invocati gli “abusi religiosi”

Gli spari a un comizio nell'estate del 2022. L'ex premier più longevo nella storia del Paese del Sol Levante ucciso per i suoi legami con la "Chiesa di Moon"

Cronaca - di Redazione Web

21 Gennaio 2026 alle 13:42

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People watch the images of Japan’s former Prime Minister Shinzo Abe before offering prayer at Zojoji temple in Tokyo Saturday, July 8, 2023. Japan marked the first anniversary of the death of Abe who was shot while giving an outdoor campaign speech. (AP Photo/Shuji Kajiyama)
People watch the images of Japan’s former Prime Minister Shinzo Abe before offering prayer at Zojoji temple in Tokyo Saturday, July 8, 2023. Japan marked the first anniversary of the death of Abe who was shot while giving an outdoor campaign speech. (AP Photo/Shuji Kajiyama)

Condannato all’ergastolo l’uomo che nel 2022 uccise l’ex primo ministro del Giappone, Shinzo Abe. Si chiama Tetsuya Yamagami, individuato e arrestato sul posto subito dopo l’attentato. Processo che aveva spaccato il Paese tra chi pensava dovesse essere inflitto il carcere a vita per un “crimine senza eguali” e chi invece invocava clemenza per un profilo vittima di “abusi religiosi” che a causa di ragioni sociali e politiche si era progressivamente isolato e convinto di voler “smascherare le pratiche predatorie” tra politica e la cosiddetta “Chiesa di Moon”.

Era l’8 luglio del 2022. Abe è stato il premier più longevo nella storia del Giappone, al momento dell’assassinio ricopriva la carica di deputato dopo aver lasciato l’incarico di primo ministro. Stava tenendo un discorso elettorale a Nara, città occidentale vicino Kyoto. Due colpi esplosi da una pistola raggiunsero l’ex premier. Aveva 67 anni. L’omicidio sconvolse il Giappone, dove i reati con arma da fuoco sono molto rari. La sentenza del tribunale di Nara ha accolto la richiesta della procura.

Yamagami ha 45 anni. Si era costruito da solo l’arma artigianalmente. Aveva subito ammesso l’omicidio e nel corso del processo aveva rimandato alle relazioni di Abe con la Chiesa dell’unificazione, un gruppo religioso con milioni di membri diffusi soprattutto negli Stati Uniti e in Asia orientale nota anche come “Chiesa di Moon” fondata dal predicatore sudcoreano Sun Myung Moon. La madre di Yamagami aveva fatto grosse donazioni alla Chiesa dell’Unificazione – stimate in circa 100 milioni di yen, circa 600mila euro – il figlio pensava che così avesse provocato l’impoverimento della famiglia. Il fratello era morto e il padre si era ucciso. L’attacco e il processo avevano tra l’altro avviato inchieste sui rapporti tra politica e l’organizzazione religiosa, nel 2024 è stato ritirato lo status legale della Chiesa come ente religioso e revocata l’esenzione fiscale.

21 Gennaio 2026

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