Lo scontro a distanza
Trump pronto alla “guerra dello champagne” con la Francia per Groenlandia e ‘Board of Peace’: la minaccia di dazi al 200%
Esteri - di Carmine Di Niro
Un troll alla Casa Bianca impegnato nel dichiarare guerra a quelli che storicamente sono da sempre i primi alleati degli Stati Uniti. Donald Trump non ha freni e per rivendicare a sé la Groenlandia è ormai pronto a tutto, anche a rompere con l’Europa.
Il leader Usa tra immagini ritoccate con l’intelligenza artificiale e dichiarazioni al veleno colpisce i principali leader europei e soprattutto il presidente francese Emmanuel Macron, colui che più di tutti si sta muovendo con la voce più forte contro Washington. Era stato infatti l’Eliseo a chiedere l’utilizzo dello “Strumento anti-coercizione”, l’arma più radicale a disposizione della Commissione Ue nelle contese commerciali e per questo soprannominato “bazooka”, dopo che lo stesso Trump aveva annunciato dazi nei confronti di otto Paesi (Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia) “colpevoli” di aver inviato alcune decine di soldati in Groenlandia, l’isola semi-autonoma che fa parte del Regno di Danimarca e che la Casa Bianca reclama per sé per questioni di “sicurezza nazionale”.
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La durezza di Parigi non è piaciuta a Trump, abituato in questo primo anno di secondo mandato alla Casa Bianca ad avere a che fare con leader ben disposti a subire i voleri del tycoon. Da qui l’ennesima raffica di minacce e commenti al veleno.
Parlando con i giornalisti americani in Florida prima della partenza per il Forum di Davos, Trump ha sottolineato che i leader europei “non opporranno troppa resistenza” al suo tentativo di acquistare la Groenlandia, minacciando poi dazi del 200 per cento sui vini e gli champagne francesi, in risposta alle parole di Macron che ha detto che la Francia non entrerà nel “Board of Peace” per Gaza, l’iniziativa simil-Onu messa in piedi dal presidente Usa, che chiede ai Paesi invitati una “tassa di ingresso” pari a un miliardo di dollari.
Una decisione, quella di non aderire, che Trump ha respinto, pur aggiungendo in merito a Macron che “nessuno lo vuole perché lascerà l’incarico molto presto”.
Quindi, via Truth, il suo social, Trump ha rincarato la dose. Il presidente ha infatti pubblicato un fotomontaggio in cui tiene il vessillo americano sul suolo della Groenlandia, con alle sue spalle il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. Chiarissimo il suo messaggio in un cartello: “Groenlandia, territorio Usa dal 2026”.
E sempre su Truth, nella sua guerra a Macron, Trump ha inoltre pubblicato un messaggio privato inviatogli dal presidente francese. “Amico mio, siamo totalmente allineati sulla Siria. Possiamo fare grandi cose sull’Iran”, si legge nel testo attribuito al presidente francese. Ma “non capisco cosa stai facendo sulla Groenlandia”, aggiunge Macron. Quindi la proposta di Parigi: “Cerchiamo di fare grandi cose. 1) Posso organizzare un incontro del G7 a Parigi giovedì pomeriggio e invitare gli ucraini, i siriani e i russi a margine. 2) Ceniamo insieme a Parigi giovedì prima che rientri negli Usa”, chiede il presidente francese a Trump.
Alle ripetute minacce di Trump, in particolare sui dazi, è arrivata a stretto giro la risposta dell’Eliseo. Dichiarazioni che la presidenza francese giudica “inaccettabili e inefficaci”.
E per una volta pare che dall’Unione Europea ci sia comunione di intenti. Il presidente del gruppo del Ppe Manfred Weber, i popolari azionisti di maggioranza della coalizione che sostiene la commissione von der Leyene, ha annunciato che il Parlamento europeo ha deciso, insieme ai tre grandi gruppi, di sospendere l’accordo commerciale con gli Stati Uniti, rinviando dunque l’ok dell’Eurocamera all’intesa sui dazi firmata in Scozia.