Smontate le accuse

Il caso Hannoun fa crac, il Riesame libera tre palestinesi: si apre una breccia alle accuse degli 007 israeliani

Il Tribunale conferma che i materiali dell’intelligence di Bibi non possono essere usati. L’avvocato Canestrini: “Il diritto non si piega alla guerra”

Cronaca - di Frank Cimini

20 Gennaio 2026 alle 10:00

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Photo credits: Sergio Oliverio/Imagoeconomica
Photo credits: Sergio Oliverio/Imagoeconomica

Una breccia si apre. Il Riesame di Genova ha scarcerato tre dei sette palestinesi arrestati il 27 dicembre scorso con l’accusa di aver finanziato Hamas. Resta dentro Homammad Hannoun considerato l’indagato più importante. “Non siamo ovviamente soddisfatti del mancato annullamento della misura nei confronti di Hannoun ma notiamo che già in questa fase l’impianto accusatorio ha ceduto in modo importante a partire dal piano dell’utilizzabilità del materiale israeliano visto che con questa decisione i giudici sembrano aver operato una separazione tra il finanziamento e la partecipazione all’associazione”, dice l’avvocato Fabio Sommovigo.

Il Tribunale ha accolto la richiesta di scarcerazione di Adel Ibrahim Salsmeh Abu Rawwa, Raed Al Salahat e KhalilAbu Deiah che sono stati liberati. Restano in carcere Mohammed Hannoun presidente dell’associazione palestinesi in Italia, Yaser Mohamed Elsaly, Riyad Jabber e Hara Ed Hussny. Le motivazioni della decisione saranno depositate tra un mese. Secondo una nota diffusa dall’avvocato Nicola Canestriniemerge una chiara vittoria sul piano dei principi. Sembra che il Tribunale abbia escluso l’utilizzabilita della cosiddetta ‘battlefield evidence’ di provenienza israeliana, segnando una netta presa di distanza dalla strumentalizzazione giudiziaria di materiali di intelligence militare. Per i profili residui il Tribunale avrebbe ritenuto di poter valutare separatamente la sussistenza di indizi sulla base di fonti diverse”.

“È un risultato importante– aggiunge Canestrini – viene affermato che la giustizia non può essere usata come strumento di guerra. La lotta al terrorismo va combattuta con le regole non con le scorciatoie. La difesa continuerà a vigilare con rigorosa attenzione critica su ogni tentativo di piegare il diritto a logiche militari riservandosi ogni ulteriore valutazione dopo aver letto le motivazioni”. Insomma, la partita sembra ancora aperta. Ci sarà il ricorso per Cassazione che però sarà discusso non prima di due mesi e mezzo perché prima ci sarà il deposito delle motivazioni del Riesame. “Si aprono prospettive interessanti – conclude l’avvocato Fabio Sommovigonoi puntiamo al processo”.

20 Gennaio 2026

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