Cresce la repressione in Iran

Orrore in Iran, è la Tienanmen di Teheran: migliaia di ragazzi uccisi, in Italia la piazza del Pd al fianco della rivolta

L’Occidente ieri ha avuto un sussulto. Finalmente l’Italia, la Germania e la Gran Bretagna hanno convocato gli ambasciatori iraniani.

Esteri - di Piero Sansonetti

14 Gennaio 2026 alle 07:00

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AP Photo/Jose Luis Magana
AP Photo/Jose Luis Magana

È un massacro senza precedenti. Tornano alla mente le giornate crudeli di piazza Tienanmen, quando migliaia di giovani cinesi si ribellarono al regime e furono massacrati dalle truppe di Deng Tsiao Ping. In Iran, in tutto l’Iran, sta succedendo lo stesso. Funzionari del governo di Teheran parlano di circa 2000 morti. Cioè, 2000 è la cifra ufficiosa fornita dal regime di Khamenei. L’opposizione fornisce cifre molto più alte. “Iran International”, media dell’opposizione con sede a Londra, dice che i morti sono 12 mila. In pochi giorni.

Tra i morti ci sono molte donne, che in questa rivolta hanno un ruolo speciale. E tantissimi ragazzi. Le vittime sono i manifestanti abbattuti a fucilate in strada, e manifestanti messi in manette e portati al plotone d’esecuzione. Per stamattina è annunciata l’impiccagione di un giovane di 26 anni. Il regime degli Ayatollah proclama che non cederà alla protesta. Chiama i manifestanti “terroristi”. Ormai in tutto il mondo, anche da noi in Occidente, si è affermato questo linguaggio: i dissidenti, chi combatte contro il potere, è definito terrorista, e l’uso di questa parola per gli avversari autorizza e rende legittima ed eticamente giustificabile qualunque ferocia e qualunque infamia repressiva.
L’Occidente ieri ha avuto un sussulto. Avrebbe potuto averlo anche prima, perché era chiarissima anche nei giorni scorsi la gravità della repressione in Iran. Finalmente l’Italia, la Germania e la Gran Bretagna hanno convocato gli ambasciatori iraniani.

Donald Trump è andato oltre. Tornando a minacciare l’intervento militare americano. Ha pubblicato un post molto appassionato. Ha scritto: “Patrioti iraniani, continuate a protestare. Prendetevi le vostre istituzioni. Annotatevi i nomi degli assassini e di chi si macchia di abusi. Pagheranno un prezzo elevato. Ho annullato tutti gli incontri con i funzionari iraniani fino a quando l’insensata uccisione dei manifestanti non si fermerà. L’aiuto per voi sta arrivando”. Difficile capire cosa voglia dire “l’aiuto”. Fonti vicine alla Casa Bianca e al partito repubblicano dicono che non ci sarà invio di truppe ma saranno colpiti obiettivi militari o luoghi strategici del potere. Bombardamenti.

La politica italiana, come spesso succede, ancora non ha capito cosa sta succedendo in Iran. L’unico partito che si è mosso è il Pd. Ieri ha parlato alla Camera Peppe Provenzano, che è il responsabile esteri dei democratici. È stato nettissimo ed ha annunciato una manifestazione di piazza contro il regime di Teheran per dopodomani (venerdì). Ha detto Provenzano: “ Noi vi diciamo che non si può assistere inermi ai massacri, serve la politica, serve farsi voce del popolo, come in tutti i nostri atti parlamentari di questi anni e come nelle piazze. Siamo accanto al movimento “Donna Vita e Libertà”, come siamo sempre stati, e venerdì scendiamo in piazza e vi aspettiamo”.

14 Gennaio 2026

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