L'influencer alla sbarra

Chiara Ferragni assolta per il Pandorogate”: il proscioglimento per truffa grazie all’aggravante non riconosciuta

Cronaca - di Redazione

14 Gennaio 2026 alle 16:24

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Chiara Ferragni assolta per il Pandorogate”: il proscioglimento per truffa grazie all’aggravante non riconosciuta

Imputata per truffa aggravata in relazione al discusso caso del pandoro Balocco e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi, caso ribattezzato dalla stampa “Pandorogate”, Chiara Ferragni è stata prosciolta dal Tribunale di Milano dall’accusa che aveva terremotato la sua immagine.

Per l’imprenditrice digitale e la più nota tra le influencer italiane la Procura di Milano aveva chiesto una condanna a un anno e 8 mesi di reclusione: stessa pena anche per l’altro imputato Fabio Damato, ex collaboratore di Ferragni, e un anno per Francesco Cannillo, presidente del gruppo a cui fa capo Dolci Preziosi, entrambi a loro volta assolti. Con loro era accusata anche Alessandra Balocco, presidente e amministratrice delegata dell’omonima azienda, che è morta lo scorso agosto.

Ferragni era stata rinviata a giudizio a fine gennaio e il processo si è svolto con rito abbreviato. Secondo l’accusa Ferragni, 38 anni, aveva truffato i consumatori tramite le due campagne promozionali relative al “Pandoro Pink Christmas” e all’uovo pasquale di Dolci Preziosi, lasciando intendere che parte del ricavato sarebbe andato a finanziare progetti di beneficenza, ottenendo un profitto complessivo di 2,2 milioni di euro.

Ilio Mannucci Pacini, giudice della terza sezione penale di Milano, ha prosciolto invece l’influencer perché non ha riconosciuto l’aggravante della “minorata difesa” degli utenti online contestata dai pm nell’imputazione: aggravante che avrebbe reso la presunta truffa procedibile d’ufficio, ovvero senza una denuncia.

Ferragni infatti nel 2025 aveva chiuso un accordo col Codacons, la nota associazione a difesa dei consumatori, che aveva così ritirato la propria querela. Da qui la richiesta della difesa di assoluzione con formula piena, avanzata anche per gli altri imputati e accolta dal Tribunale che ha disposto il proscioglimento per estinzione del reato riqualificato in truffa semplice.

Nel 2023 Ferragni e Balocco erano stati già multati per 1,4 milioni di euro dall’Antitrust. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato per le stesse ragioni aveva aperto un’istruttoria anche sulla vicenda delle uova di Dolci Preziosi, chiusa con una donazione in beneficenza di 1,3 milioni di euro da parte di Ferragni e dell’azienda.

“Sono molto felice, è finito un incubo”, ha detto l’imprenditrice dopo il proscioglimento stabilito dal Tribunale. “Ringrazio i miei avvocati e i miei follower che, per due anni, mi hanno sostenuta fino a qui. Siamo tutti commossi, grazie ai miei avvocati e ai miei followers”, ha concluso Ferragni, difesa dai legali Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana.

di: Redazione - 14 Gennaio 2026

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