Alta tensione
Sequestrata petroliera nell’Atlantico dopo due settimane di inseguimento: l’operazione USA nella guerra del petrolio con Russia e Venezuela
Trump ha chiesto a Caracas di interrompere i legami con Russia, Cina, Iran e Cuba. Mosca voleva scortare la nave, aveva chiesto formalmente di interrompere l'inseguimento
Esteri - di Redazione Web
Ancora alta tensione dopo l’operazione degli Stati Uniti che hanno catturato a Caracas e trasferito a New York il Presidente Nicolás Maduro. Abbordata e sequestrata una petroliera, la M7V Bella 1 nota come Marinera e registrata in Guyana, nell’Atlantico. L’operazione è stata confermata dal Comando europeo degli USA. Proprio nella conferenza stampa dopo la cattura di Maduro, nella residenza di Mar-a-Lago in Florida, Trump aveva confermato che anche l’industria petrolifera era una delle questioni al centro dell’interesse verso il Venezuela.
Già da mesi era in corso una pressione di Washington al largo del Venezuela. Prima con gli attacchi alle imbarcazioni accusate di essere coinvolte nel narcotraffico, successivamente con il blocco totale annunciato dal Presidente Trump. La petroliera era in navigazione nel centro dell’oceano Atlantico, verso nordest, forse verso Islanda e Gran Bretagna. È stato lo stesso Comando Europeo delle forze armate statunitensi a pubblicare sui suoi canali social una fotografia che confermava il successo dell’operazione.
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La petroliera sarebbe partita dall’Iran e avrebbe navigato al largo del Venezuela. Era già stata fermata nel mar dei Caraibi lo scorso 21 dicembre, la petroliera non si era fermata e aveva continuato la sua navigazione verso l’oceano Atlantico. Così era cominciato l’inseguimento, durato più di due settimane. L’operazione è scattata dopo il mandato di un tribunale americano, a circa 200 chilometri dall’Islanda, è stata guidata dal Dipartimento di Sicurezza Interna con l’appoggio dell’esercito. Coinvolti elicotteri e forze speciali. Gli USA accusano la petroliera di aver violato le sanzioni nei confronti di Caracas e di trasportare petrolio iraniano.
The @TheJusticeDept & @DHSgov, in coordination with the @DeptofWar today announced the seizure of
the M/V Bella 1 for violations of U.S. sanctions. The vessel was seized in the North Atlantic pursuant to a warrant issued by a U.S. federal court after being tracked by USCGC Munro. pic.twitter.com/bm5KcCK30X— U.S. European Command (@US_EUCOM) January 7, 2026
Non è chiaro se battesse bandiera russa ma Mosca avrebbe mandato in soccorso un sottomarino e altre imbarcazioni militari per proteggerla e aveva anche elaborato una richiesta diplomatica formale per interrompere l’inseguimento. Secondo quanto riferito da funzionari statunitensi al New York Times, l’equipaggio non ha opposto resistenza al momento dell’operazione. Gli USA hanno sequestrato un’altra petroliera al largo dei Caraibi, la M Sophia, battente bandiera panamense.
Secondo ABC News, la Casa Bianca avrebbe sollecitato alla presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, una partnership esclusiva con gli Stati Uniti e lo stop alle relazioni con Cina, Russia, Iran e Cuba. Pechino ha commentato la notizia come un “tipico atto di bullismo”, nei confronti del suo alleato. “Il Venezuela è un Paese sovrano e gode di piena e permanente autorità sulle sue risorse naturali e su tutte le attività economiche. L’uso sconsiderato della forza contro il Venezuela da parte degli Stati Uniti e la richiesta che Caracas disponga delle proprie risorse petrolifere secondo il principio dell”America First‘ costituiscono un comportamento di bullismo, violano gravemente la sovranità internazionale e minano seriamente i diritti del popolo venezuelano”, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning.