La tragedia di Capodanno

Strage di Crans Montana, il locale trasformato in trappola mortale per giovanissimi: oltre 40 morti, 13 italiani feriti e 6 dispersi

Cronaca - di Redazione

2 Gennaio 2026 alle 09:22

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Security stands in front of the sealed off Le Constellation bar, where a devastating fire left dead and injured during the New Year’s celebrations in Crans-Montana, Swiss Alps, Switzerland, Friday morning, Jan. 2, 2026. (AP Photo/ Antonio Calanni) 


Associated Press / LaPresse
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Security stands in front of the sealed off Le Constellation bar, where a devastating fire left dead and injured during the New Year’s celebrations in Crans-Montana, Swiss Alps, Switzerland, Friday morning, Jan. 2, 2026. (AP Photo/ Antonio Calanni) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Almeno 47 morti e oltre un centinaio di feriti di cui “80-100 in condizioni di estrema emergenza”, come chiarito dal consigliere di Stato responsabile della sicurezza locale Stéphane Ganzer. È questo il bilancio, provvisorio ed in continuo aggiornamento, della strage di Capodanno al Le Constellation, locale della rinomata località sciistica di Crans Montana in Svizzera.

Qui, secondo le prime ricostruzione di indagini ancora nella fase iniziale, sarebbe stata una candela scintillante, uno “sparkler” acceso dai camerieri su una bottiglie di champagne e avvicinata al soffitto in poliuretano del piano seminterrato, ad aver innestato l’incendio.

Fiamme che si sono propagate velocemente in quello che le autorità svizzere hanno indicato come “flashover”, ovvero un “fenomeno pericolosissimo, che vede il fuoco propagarsi all’improvviso e con violenza in ambienti chiusi, provocando una o più esplosioni”.

Nel disco-pub si è scatenato il panico, affollato da centinaia di giovanissimi, alcuni addirittura 13enni: la sala è stata invasa da fiamme e fumo e qualcuno, nella calca, ha spaccato qualche finestra. Si è generato così un effetto ancora peggiore: con l’ingresso dell’ossigeno in uno spazio ristretto, l’incendio si è intensificato.

Sotto accusa anche la sicurezza del locale: per arrivare al piano seminterrato bisogna scendere una stretta e ripida scala di una quindicina di gradini, che avrebbe giocato un ruolo chiave nella tragedia. Dietro a “Le Costellation” c’è una coppia corsa, Jessica e Jacques Moretti, che lo hanno rilevato nel 2015. Secondo quanto riportato da siti francesi e confermato da un amico alla testata Corse-Matin, entrambi sono vivi. La sera di Capodanno solo Jessica si trovava nel locale ed è rimasta ustionata a un braccio, mentre Jacques era in un altro loro esercizio. I Moretti gestiscono infatti anche il Senso, bar-ristorante specializzato in hamburger, e Le Vieux-Chalet a Lens

Quindi il capitolo, drammatico, dei morti e feriti. Perché a distanza di quasi due giorni dalla tragedia molte famiglie rimangono incerte sulla sorte delle vittime. L’identificazione dei cadaveri è ancora in corso e il lavoro potrebbe richiedere diversi giorni per lo stato delle salme, in larga parte irriconoscibili.

Dalla località svizzera arriva la testimonianza di Michela Ris, vicesindaca di Ascona e deputata nel Gran Consiglio svizzero, che si trovava a Crans Montana quando è avvenuta la tragedia nel bar pieno di turisti la notte di Capodanno. “Alcuni conoscenti mi hanno parlato di ragazzi usciti dal locale insanguinati, alcuni senza vestiti. Una vera carneficina”, ha dichiarato ai media svizzeri. La politica ticinese ha spiegato al Corriere del Ticino di essere in ansia per diverse persone che non rispondono ai messaggi: “È tutto nero. Ci sono amici che non rispondono. Magari stanno soltanto dormendo, ma non sappiamo se, dopo essere stati a casa nostra, siano rientrati direttamente o si siano concessi un ultimo drink, magari proprio nel locale dove è successa la tragedia”.

Quanto agli italiani, al momento il bilancio parla di 13 feriti, di cui cinque con ustioni gravi, e sei “dispersi”, numero sceso rispetto ad una prima “conta” che riportava 16 dispersi . Sono ovviamente ore di angoscia per le famiglie, in contatto costante con la Farnesina, l’ambasciata ed il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che si recherà personalmente sul posto. Una ventina le famiglie italiane che si sono rivolte alla Farnesina, molte delle quali hanno trascorso ore intere negli ospedali svizzeri alla ricerca dei propri cari: l’identificazione dei feriti è difficile perché molte persone ricoverate in gravi condizioni in terapia intensiva non avevano documenti e non erano in grado di parlare.

Come spiegato all’AdnKronos da Fabio Ciciliano, capo della Protezione Civile, dei 13 italiani feriti “tre sono stati portati via ieri, cinque sono stati portati via oggi mentre gli altri cinque saranno trasferiti nei prossimi giorni, appena le condizioni consentiranno il loro trasporto. Alcuni sono talmente critici che non possono essere spostati al momento”. “In più l’Italia ha dato la disponibilità a livello internazionale per trasferire anche pazienti che non siano italiani verso i paesi di provenienza”, ha aggiunto.

di: Redazione - 2 Gennaio 2026

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