Il provvedimento

Riforma dei condomini, per i morosi pagano tutti: il ddl di Fratelli d’Italia che punisce gli onesti e aumenta i costi

Economia - di Redazione

18 Dicembre 2025 alle 11:14

Condividi l'articolo

Riforma dei condomini, per i morosi pagano tutti: il ddl di Fratelli d’Italia che punisce gli onesti e aumenta i costi

Siamo dalle parti di un disastro annunciato che, paradosso per un governo “law and order”, finirà per tutelare furbetti e morosi, non proteggendo al contrario chi anche con difficoltà paga con regolarità.

È il succo della controversa riforma dei condomini, disegno di legge a firma della meloniana Elisabetta Gardini (con un lunghissimo trascorso in Forza Italia) e altri dieci deputati.

Cosa c’è nella riforma sui condomini

A 13 anni dall’entrata in vigore dell’attuale disciplina, il disegno di legge formato da 17 articoli e fortemente sostenuto da Fratelli d’Italia introduce diverse novità. Tra queste l’obbligo per gli amministratori condominiali di aver conseguito una laurea, anche solo triennale, in materie economiche, giuridiche, scientifiche o tecnologiche: attualmente infatti non esiste un percorso di studi universitario dedicato al condominio. Un dovere che non è valido per chi è attualmente iscritto ad albi, ordini o collegi dell’area economica, giuridica o tecnica: periti, geometri e ragionieri. Verrà creato un elenco presso il Mimit dove dovranno iscriversi tutti coloro che vogliono esercitare la professione, dimostrando i relativi requisiti. Per i professionisti poi è previsto il rinnovo automatico della nomina annuale a meno che l’assemblea (che comunque deve decidere sul punto) non stabilisca diversamente.

Con la riforma vengono poi introdotte nuove figure, come il revisore dei conti: nei condomìni con più di venti proprietari, la certificazione dei rendiconti sarà obbligatoria. Nel testo si legge che “il 35 per cento del contenzioso civile in Italia è rappresentato da controversie condominiali e, tra queste, le impugnazioni dei rendiconti e i procedimenti per la riscossione forzosa dei contributi condominiali rappresentano una parte sempre più significativa”.

Col disegno di legge spariranno i pagamenti condominiali in contanti: tutti i trasferimenti di denaro dovranno essere fatti sul conto corrente, bancario o postale.

Un ddl che favorisce i morosi

Ma è qui che spunta l’aspetto più controverso del disegno di legge, che paradossalmente strizza l’occhio ai morosi: l’amministratore sarà tenuto a fare i decreti ingiuntivi non entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio contabile ma solo dopo l’approvazione del rendiconto (che si può fare entro 180 giorni).

Ma soprattutto per favorire i fornitori e creditori dei condomini viene tartassato chi paga regolarmente le proprie quote: se il Ddl diventasse legge, potranno attingere direttamente al conto corrente condominiale e anche rivolgersi ai condòmini in regola con i pagamenti, che a loro volta manterranno un diritto di regresso nei confronti dei morosi.

Un insieme di nuove normative che, eufemismo, non hanno trovato supporto tra gli alleati di governo. E’ in particola la Lega, che già si era messa di traverso rispetto al maxiemendamento alla legge di bilancio che andava a colpire sulle pensioni, a critica la proposta di legge: una riforma che “presenta evidenti criticità e non è condivisa dalla Lega”, filtra dal Carroccio

di: Redazione - 18 Dicembre 2025

Condividi l'articolo