La sentenza della Cassazione
Altro che Open Arms: ecco i crimini veri dei quali il governo è responsabile
Decreti e politiche dei prefetti per ostacolare o bloccare i soccorsi in mare, e per aiutare i pirati libici, sono favoreggiamento, omissione di soccorso, forse omicidio
Politica - di Piero Sansonetti
La Cassazione ha assolto definitivamente Matteo Salvini che era stato accusato dalla Procura di Palermo di reati gravissimi, tra i quali il sequestro di persona. Credo che sia una decisione giusta. Dal primo momento ho pensato che la decisione di Salvini di bloccare la nave “Open Arms” piena di migranti – erano in 147, stremati dallo stress, dalla paura, dalla fatica – e di impedire loro di sbarcare, fosse una decisione assolutamente sciagurata. Che mi indignava e mi indigna.
Ma non tutte le decisioni sciagurate (e che mi indignano) costituiscono reato. Quella di Salvini fu una scelta politica difficilmente contestabile se non sul piano politico. E imputargli un reato grave come il sequestro di persona, paragonando Salvini ai banditi e ai gangster che rapiscono la gente, a me era sembrata e sembra una iniziativa giudiziaria sconsiderata. Se la magistratura in quei giorni del blocco della nave, nell’agosto del 2019, avesse pensato davvero che si trattava di un sequestro di persona, avrebbe avuto l’obbligo di mandare la polizia o le teste di cuoio a liberare i sequestrati.
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Mi sembra invece, al contrario, che gli estremi del reato ci siano tutti in altre iniziative del governo Meloni, e del ministro Piantedosi (ma anche dei governi precedenti) tese a impedire il regolare svolgimento dei soccorsi in mare, bloccando le navi delle Ong a terra, costringendole dopo un soccorso a percorrere migliaia di miglia per sbarcare in posti lontanissimi, multando i soccorritori, non muovendo la guardia costiera, facilitando le operazione di intercettazione dei libici che catturano i migranti e li trasferiscono nei campi di concentramento dove spesso li torturano, talvolta li violentano, talvolta addirittura li uccidono.
Di che reato si tratta?
Non so, decidano i giuristi: certamente c’è l’omissione di soccorso e l’ostacolo ai soccorsi. Certamente c’è il favoreggiamento della criminalità libica. Forse, data l’intenzionalità del boicottaggio governativo alle Ong, c’è anche omicidio, colposo, o preterintenzionale o addirittura volontario. Così come mi sembra difficile non intravedere gli estremi di un reato nella decisione dei ministri Nordio e Piantedosi, con l’avallo della presidente del Consiglio, di liberare dal carcere il tagliagole libico Osama Almasri, destinatario di un mandato di cattura di validità internazionale emesso dalla Corte Penale dell’Aja, e di accompagnare questo killer, dopo la liberazione, con una aereo di Stato italiano in Libia dove ancora oggi si aggira in libertà, nonostante le notizie false diffuse dal governo italiano, secondo le quali sarebbe stato arrestato.
Vedete bene, non c’è nessuno scontro tra governo e magistratura. Non è questo il problema. Casomai il problema è l’esatto opposto: il grado di impunità di questo governo, e anche dei precedenti, nelle azioni di sopraffazione e di annientamento dei profughi che cercano di sbarcare in Italia provenienti dall’Africa. Una azione che non può non essere definita quantomeno illegale, e che negli ultimi anni ha prodotto tra i 10 e i 40 mila morti.