Farsa Qatargate, nuovo atto

Alessandra Moretti è innocente, quindi va processata…

Politica - di Giovanni M Jacobazzi

17 Dicembre 2025 alle 14:30

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Alessandra Moretti è innocente, quindi va processata…

Il Parlamento europeo rompe l’equilibrio e sceglie di “distinguere”. L’aula di Strasburgo ha votato ieri la revoca dell’immunità parlamentare all’eurodeputata del Partito democratico Alessandra Moretti, nell’ambito dell’inchiesta Qatargate, confermando invece quella della collega di partito Elisabetta Gualmini. Una doppia decisione – inspiegabile sotto il profilo giuridico – che pesa moltissimo sul piano politico e che riaccende lo scontro, mai sopito, tra l’istituzione parlamentare e la magistratura belga. La revoca dell’immunità di Moretti è passata con 497 voti favorevoli, 139 contrari e 15 astenuti. Pochi minuti dopo l’aula ha invece respinto la richiesta di rimozione per Gualmini, con 382 voti a favore del mantenimento dell’immunità, 254 contrari e 19 astenuti. Una spaccatura netta su posizioni giudiziarie perfettamente simili per “consistenza” degli elementi d’accusa. Essendo quest’ultimi sovrapponibili, non può quindi che trattarsi di una decisione esclusivamente politica. Le prove consegnate dai magistrati belgi, va ricordato, sono quanto di più evanescente ci possa essere. Nel caso di Moretti si fa riferimento a contatti con l’ex eurodeputato Antonio Panzeri, il grande accusatore, e a un presunto viaggio in Qatar con il ricevimento di un Rolex, circostanze sempre smentite con forza dall’europarlamentare, che ha affermato di non aver mai effettuato quel viaggio, passaporto alla mano, né di aver ricevuto alcun regalo. I rapporti con Panzeri erano comuni a molti eurodeputati e rientravano nella normale attività politica, anche su dossier sensibili come quello dei visti per i cittadini del Qatar nel novembre 2022.

A rendere esplicito il fatto che di giuridico non c’è mai stato nulla in questa vicenda, erano stati gli stessi eurodeputati di Fratelli d’Italia già in Commissione, annunciando che avrebbero sostenuto la revoca “per valutazioni esclusivamente politiche”, dopo che “la sinistra aveva svuotato l’istituto dell’immunità di significato, come nel caso Salis”. Una sorta di “rappresaglia” per interposta persona. Ancora più evidente però lo strappo nel campo largo. Il Movimento 5 Stelle si conferma sempre succube dei pm, senza il minino di cultura garantista. I pentastellati avevano annunciato il voto favorevole alla revoca per entrambe le parlamentari Pd, ma in aula hanno contribuito solo alla fine dell’immunità di Moretti. Il capo delegazione Pd all’Eurocamera Nicola Zingaretti ha espresso fiducia a Moretti, rammaricandosi per una tutela giudicata insufficiente delle prerogative parlamentari. Durissimo invece il commento del professor Vittorio Manes, legale di Gualmini. Pur salutando positivamente la decisione del Parlamento, per Manes siamo di fronte ad “un procedimento che non avrebbe mai dovuto nascere”, fondato su basi “inconsistenti”, capace di colpire potenzialmente qualsiasi eurodeputato per il semplice esercizio della propria funzione politica. Un meccanismo ha avvertito, che rischia di trasformare l’azione giudiziaria in una “gogna mediatica” senza adeguate garanzie.

Moretti, sospettata di associazione criminale finalizzata alla corruzione, ha ribadito anche ieri che non le viene contestato alcun passaggio di denaro: “Non ho mai ricevuto benefici, regali o vantaggi da nessuno”. Davanti alla Commissione Juri aveva spiegato che nel periodo oggetto d’indagine era stata impegnata in iniziative per la tutela dei diritti umani, in particolare per salvare donne afghane, e che le contestazioni riguardavano attività rientranti pienamente nelle prerogative parlamentari. “Viaggi in Marocco dove non sono mai stata, una partita ai Mondiali in Qatar mai vista, dichiarazioni mai fatte: accuse smaccatamente false”, ha precisato. Il voto di ieri si inserisce comunque in un quadro più ampio. Ad oltre trenta mesi dagli arresti che sconvolsero l’Eurocamera — da Eva Kaili al compagno Francesco Giorgi, da Panzeri all’allora collega di partito Andrea Cozzolino, fino al politico vallone Marc Tarabella — il Parlamento europeo rimane sempre in balia della magistratura belga che persevera in una inchiesta, il “Qatargate”, senza riscontri e che si fonda solo sulle dichiarazioni di Panzeri. Non certo per un bel viatico per una Istituzione che ha l’obiettivo di tutelare i diritti e le garanzie dei cittadini europei. Senza lo scudo dell’immunità, Moretti portrà essere interrogata, perquisita e, soprattutto, portata in prigione. Il sistema giudiziario belga, per chi lo avesse dimenticato, utilizza la custodia cautelare in carcere anche “a fini investigativi”. Un punto che pone interrogativi serissimi sulla tutela della funzione politica.

17 Dicembre 2025

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