La legge di bilancio

Tassa sui pacchi da due euro, così il governo Meloni fa cassa sugli acquisti online (anche spediti dall’Italia)

Economia - di Redazione

12 Dicembre 2025 alle 10:26

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Tassa sui pacchi da due euro, così il governo Meloni fa cassa sugli acquisti online (anche spediti dall’Italia)

Se la proposta europea ha come dichiarato obiettivo quello di ostacolare gli acquisti di prodotti dalla Cina, un problema sia per la concorrenza a basso costo rispetto alla merce prodotta in Europa, sia per il loro impatto sociale e ambientale, il governo Meloni in Italia punta più semplicemente a fare cassa.

È questo infatti l’obiettivo dell’emendamento presentato dalla maggioranza alla legge di bilancio in discussione in Parlamento che prevede l’introduzione di una tassa di due euro su qualsiasi pacco spedito dal valore inferiore ai 150 euro che arriva in Italia, indipendentemente dalla provenienza.

La tassa dunque colpirebbe sia i pacchi provenienti dall’estero che quello che partono già dall’Italia. Il governo, tra l’altro, per legge non può imporre una tassa sulle sole importazioni perché equivalente ad un dazio, materie di competenza esclusiva dell’Unione Europea.

Da qui la scelta di colpire tutte le spedizioni, anche quelle interne, con l’obiettivo piuttosto evidente di fare cassa: l’obiettivo sarebbe quello di recuperare circa 200 milioni di euro, denaro che dovrebbe coprire almeno parzialmente la cancellazione di un altro balzello, quello sui dividendi finanziari delle aziende, che era stata prevista nella prima versione della legge di bilancio e poi eliminato.

Nei giorni scorsi era stato il ministro delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso a comunicare, in un messaggio inviato all’assemblea di Confesercenti, l’introduzione della tassa sui pacchi: “Un contributo di 2 euro per pacchi con prezzo sotto i 150 euro provenienti da Paesi extra-Ue, destinato a potenziare i controlli doganali”, lo aveva definito, un balzelloparte di “un pacchetto di misure specifiche a tutela degli esercenti che operano nella moda, oggi minacciata dal fenomeno dell’Ultra Fast Fashion, per scongiurare l’invasione di prodotti di scarsa qualità che danneggiano i consumatori, le imprese e l’ambiente”.

Quindi la modifica alla misura, col contributo di due euro arrivato a coinvolgere tutti i pacchi, anche quelli che partono e arrivano in Italia. Un provvedimento che si aggiungerebbe, colpendo però in altro modo, all’iniziativa della Commissione europea che a partire dal 2028 toglierà l’esenzione dai dazi a tutta la merce sotto i 150 euro.

Al momento non è chiaro chi dovrà pagarla, se il consumatore finale, l’azienda che vende, o lo spedizioniere.

di: Redazione - 12 Dicembre 2025

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