Al Sant'Eugenio
Smistava i pazienti in cambio di mazzette, arrestato il primario Roberto Palumbo: “Corruzione nel business dei dializzati”
Le indagini scattate dalla denuncia di un imprenditore. "Controllo della destinazione dei pazienti verso i centri privati, li indirizzava in modo da raggiungere il massimale". L'arresto in flagranza
Cronaca - di Redazione Web
Secondo il gip avrebbe fatto parziali ammissioni il responsabile del reparto Nefrologia dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, Roberto Palumbo, il primario accusato di aver intascato una mazzetta da tremila euro dall’imprenditore nel settore delle cliniche private convenzionate con il Ssn per i servizi di dialisi Maurizio Terra. Al centro dell’inchiesta la gestione dei pazienti dializzati, sono indagate complessivamente 12 persone. Per l’imprenditore sono stati disposti gli arresti domiciliari dal gip di Roma. È indagato per corruzione invece il primario, portato in carcere nei giorni scorsi.
Le indagini dei pm di piazzale Clodio erano scattate da un annetto circa, riguardavano un presunto giro di mazzette per la gestione dei pazienti in dialisi dimessi che venivano “dirottati” in strutture private. Sarebbero partite dopo la denuncia di un imprenditore secondo il quale “Palumbo mi fece chiaramente intendere che avrei dovuto sborsare la somma di 3.000 euro per paziente, facendomi intendere che questa fosse la prassi che egli adoperava anche con altre strutture”.
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Episodi che si sarebbero verificati nel 2016. Secondo lo sesso denunciante il primario avrebbe spesso consigliato ai pazienti in dimissione di recarsi presso i centri accreditati dove avrebbe potuto seguirli lui stesso. E con il passare del tempo le richieste di “elargizioni di somme di denaro” sarebbero diventate sempre più “pressanti esorbitanti”.
Primario e imprenditore sono stati fermato in strada dagli agenti della Mobile – Sezione Anticorruzione, dopo essersi incontrati nei pressi della Regione Lazio. Riporta l’ANSA che nell’automobile sarebbe stata trovata una mazzetta di banconote da 100 e 50 euro. Sequestrati ai due i telefoni cellulari, che saranno analizzati. Il procedimento si concentra sulla gestione dei pazienti con necessità di dialisi e che venivano assegnati a cliniche private convenzionate con il Sistema Sanitario Nazionale. Strutture che operavano nel territorio dell’Asl Roma 2, del quale l’ospedale Sant’Eugenio è centro di riferimento nel settore delle patologie renali.
Si legge nell’ordinanza con cui il gip ha disposto i domiciliari che il primario “aveva un controllo della destinazione dei pazienti verso i vari centri e li indirizzasse in modo da raggiungere il massimale consentito verso la Dilaeur, struttura del quale egli ha, di fatto il 60% delle quote”. Palumbo avrebbe smistato i pazienti, in virtù del proprio ruolo e della propria posizione nell’Unità operativa complessa del Sant’Eugenio. Secondo gli inquirenti alcuni pagamenti sarebbero avvenuti tramite false fatturazioni compiute da una società “schermo” che aveva come oggetto attività di consulenze.
Anche alcune intercettazioni nel provvedimento, in un dialogo ci sarebbe secondo il giudice la prova del passaggio in denaro. Il primario afferma “è urgente a questo punto, uno come deve fare e basta …” a cui Terra replica “l’unica è cambiare sistema e finisce la storia, sennò ogni mese è così”. Secondo chi accusa le mazzette sarebbero state incassate “a carattere mensile”. Per il pm si stratta di “gravi fatti contestati” ha dichiarato che “Terra ha, sostanzialmente, ammesso i fatti e anche Palumbo, che nel corso dell’interrogatorio reso dinanzi al pm era parso più reticente ha, infine, operato ammissioni di responsabilità nel corso dell’udienza di convalida”.