La "sentenza" del tycoon

Trump e la nuova “Strategia per la sicurezza” Usa: botte all’Europa e alla Nato, nessuna critica alla Russia

Per il presidente americano la civiltà europea è a rischio di “cancellazione” a causa di decenni di declino economico, censura politica e immigrazione. Nel documento pubblicato ieri, e firmato da Donald, anche l’obiettivo di impedire l’espansione della Nato. Nessuna critica a Mosca

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

6 Dicembre 2025 alle 11:00

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AP Photo/Evan Vucci – Associate Press/ LaPresse
AP Photo/Evan Vucci – Associate Press/ LaPresse

L’Europa non è solo un fastidio. L’Europa va cancellata. E Donald Trump lo fa con una sentenza epocale senza appello. La civiltà europea è a rischio di “cancellazione” a causa di decenni di declino economico, censura politica e immigrazione. È quanto si legge nella Strategia per la Sicurezza Nazionale, un documento di 29 pagine pubblicato ieri e firmato dal presidente statunitense, Donald Trump.

Secondo Washington, i fallimenti culturali e politici dell’Europa rappresentano una minaccia maggiore per lo stile di vita del continente rispetto alle sue scarse performance economiche. “Questo declino economico è eclissato dalla prospettiva reale e più netta della cancellazione della civiltà”, si legge nel rapporto. “Se le tendenze attuali dovessero continuare, il continente sarà irriconoscibile tra 20 anni o meno”. Il rapporto, si legge su Bloomberg, attribuisce all’Unione europea la responsabilità di molti dei problemi europei, affermando che il blocco ha minato le libertà politiche e non è riuscito a reprimere l’immigrazione che, secondo gli Stati Uniti, sta alimentando le tensioni sociali. Il rapporto attacca anche la censura dei movimenti politici di opposizione. Gli obiettivi principali degli Stati Uniti in Europa, si legge nel rapporto, saranno garantire una rapida fine della guerra in Ucraina, coltivare “resistenza all’attuale traiettoria dell’Europa all’interno delle nazioni europee”, aprire i mercati del continente alle aziende statunitensi e impedire l’ulteriore espansione della Nato. “L’Europa rimane strategicamente e culturalmente vitale per gli Stati Uniti”, afferma il rapporto. “Non solo non possiamo permetterci di escluderla, ma farlo sarebbe controproducente per gli obiettivi che questa strategia si propone di raggiungere”.

Il documento non critica Mosca. Invece riserva alcuni dei suoi commenti più duri ad alcuni alleati in Europa. «L’amministrazione Trump si trova in disaccordo con i funzionari europei che mantengono aspettative irrealistiche per la guerra, arroccati in governi instabili di minoranza, molti dei quali calpestano i principi basilari della democrazia per sopprimere l’opposizione. Una ampia maggioranza in Europa vuole la pace, ma questo desiderio non si traduce in politica in gran parte per via del sovvertimento dei processi democratici da parte di questi governi».

L’amorevole afflato tra il tycoon e lo zar è confermato dal consigliere del Cremlino Yury Ushakov, che in un’intervista all’emittente televisiva russa Zvezda, ha ribadito che Mosca sta proseguendo i propri colloqui di pace con Washington, mentre ha sottolineato che, al contrario, non c’è dialogo con la parte europea. «Loro (i Paesi europei, ndr) avanzano costantemente richieste inaccettabili per Mosca… Direi che gli europei, per usare un eufemismo, non stanno contribuendo a un accordo tra Washington e Mosca sugli affari ucraini», ha detto Ushakov, aggiungendo che i colloqui con gli americani continuano e un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente Usa Donald Trump «potrebbe succedere, naturalmente» nel prossimo futuro. «Dopotutto, nei negoziati principali, a cui partecipa il nostro presidente, a mio parere, stiamo andando avanti. Questo ci incoraggia e siamo pronti a continuare a lavorare con questo team americano», ha proseguito Ushakov. Nel recente incontro con i rappresentanti degli Stati Uniti al Cremlino, tutte le questioni sono state discusse sulla base degli accordi raggiunti ad Anchorage, ha ribadito.

Gli Usa hanno esercitato pressioni su diversi paesi dell’Unione Europea nel tentativo di bloccare i piani di utilizzare gli asset russi congelati per sostenere un massiccio prestito all’Ucraina. Lo riporta Bloomberg. I funzionari statunitensi hanno sostenuto davanti agli Stati membri che tali beni sono necessari per garantire un accordo di pace tra Kiev e Mosca e non dovrebbero essere utilizzati per prolungare la guerra, hanno affermato i diplomatici, che hanno parlato a condizione di rimanere anonimi. In questo scenario, gli Usa starebbero proseguendo il loro processo di disimpegno dalla Nato: secondo quanto riportato in esclusiva dalla Reuters, gli Stati Uniti vorrebbero che l’Europa prendesse il controllo della maggior parte delle capacità di difesa convenzionali dell’Alleanza, dall’intelligence ai missili, entro il 2027. La volontà statunitense sarebbe stata trasmessa durante una riunione questa settimana a Washington tra il personale del Pentagono che supervisiona la politica della Nato e diverse delegazioni europee.

Analisti politici a Washington e a Bruxelles, concordano nel ritenere che il governo americano – fortemente orientato dal pensiero del Vicepresidente J.D. Vance – lavorerà con i partiti sovranisti per disarticolare l’Unione europea. La «National Security Strategy» ci consegna il quadro ideologico-operativo entro cui si muoveranno nei prossimi mesi il presidente e la ristretta cerchia dei suoi consiglieri. Tra le priorità della politica estera statunitense sotto la seconda amministrazione di Donald Trump spicca “porre fine alla percezione, e prevenire la realtà, della Nato come alleanza in perpetua espansione”. Secondo il rapporto “a lungo termine è più che plausibile che, nel giro di pochi decenni al massimo, alcuni membri della Nato diventino a maggioranza non europea” a causa del declino del continente e delle politiche europee. “Di conseguenza, resta aperta la questione se questi Paesi vedranno il loro ruolo nel mondo, o la loro alleanza con gli Stati Uniti, nello stesso modo di coloro che firmarono la Carta della Nato”.

Nel frattempo, cinque droni hanno sorvolato giovedì sera la base sottomarina francese situata all’Ile Longue, nel dipartimento di Finisterre, dove sono posizionati i sottomarini nucleari Snle. Lo ha reso noto la gendarmeria, spiegando che un battaglione di fucilieri ha aperto il fuoco sui droni. Già nella notte tra il 17 e il 18 novembre alcuni droni avevano sorvolato la zona. La base dell’ile Longue è protetta a 120 gendarmi marittimi che agiscono in coordinamento con i fucilieri. Quanto a Putin, lo zar è impegnato a rinsaldare le relazioni con l’India. È durato circa due ore e mezzo l’incontro privato tra il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente russo, giunto giovedì a Nuova Delhi per una visita di Stato di due giorni. Modi ha detto a Putin: «L’India non è neutrale, è dalla parte della pace».

Putin ha espresso la sua gratitudine al primo ministro indiano per l’attenzione che l’India sta prestando agli sforzi di pace in Ucraina. Russia e India hanno relazioni in ambito militare, nello sviluppo spaziale, nell’intelligenza artificiale e in altri settori, ha affermato il leader del Cremlino. “Abbiamo intenzione di progredire in tutti questi ambiti”, ha aggiunto. La visita di Putin, concordano gli analisti, ha come obiettivo principale sbloccare le importazioni di petrolio russo. Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, e la chiusura dei mercati occidentali, Modi ha aumentato le importazioni di petrolio russo del 35%. Ma dopo le sanzioni imposte da Trump all’India, le aziende di New Dehli hanno smesso di importare il greggio, facendo crollare gli introiti russi, fondamentali per poter proseguire la guerra in Ucraina.

6 Dicembre 2025

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