Lo scontro

Meloni incontra Mattarella dopo l’attacco al Quirinale di Bignami: la premier non arretra nell’offensiva contro Garofani

Politica - di Redazione

19 Novembre 2025 alle 16:13

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Meloni incontra Mattarella dopo l’attacco al Quirinale di Bignami: la premier non arretra nell’offensiva contro Garofani

Venti minuti di colloquio in cui, al di là delle parole di circostanza nella nota fatta filtrare alla stampa da Palazzo Chigi, resta evidente un rapporto a dir poco deteriorato. Tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il capo dello Stato Sergio Mattarella è una convivenza sempre più complicata dopo l’ultimo episodio che ha posto Palazzo Chigi e Quirinale su fronti opposti.

Il caso di Francesco Saverio Garofani, il consigliere di Matterella che secondo un articolo-retroscena del quotidiano La Verità avrebbe espresso valutazioni critiche sull’attuale maggioranza ipotizzando un listone con tutti dentro, inclusi i centristi della destra, per impedire alla premier di vincere le prossime elezioni ed eleggere il prossimo capo dello Stato. Con tanto di auspicio in “un provvidenziale scossone” anche prima del voto. Ma, ancor più paradossale viste le reazioni scomposte in Fratelli d’Italia, erano state ancor più forti le critiche alle opposizioni definite “non adeguate”.

Articolo passato sotto silenzio fino all’intervento del capogruppo meloniano alla Camera Galeazzo Bignami, insorto chiedendo una smentita dal Colle, provocando la reazione stizzita dello stesso Quirinale che con parole inedite in cui si parlava di “stupore per la dichiarazione del capogruppo alla Camera del partito di maggioranza relativa che sembra dar credito a un ennesimo attacco alla Presidenza della Repubblica costruito sconfinando nel ridicolo”. Lo stesso Bignami deve correre ai ripari: “Nessuno ha chiesto una smentita del Quirinale, non mi sarei potuto permettere. La richiesta di smentita era rivolta a Garofani la cui smentita continuiamo ad attendere”.

Uno scontro gravissimo tra le due istituzioni più importanti del Paese, col tentativo di ricucire lo strappo con un breve incontro oggi al Quirinale tra lo stesso Mattarella e Meloni. Vertice arrivato per iniziativa della premier che ha prima telefonato a Mattarella per programmare una visita: telefonata che al Quirinale ci si attendeva anche prima, subito dopo l’uscita di Bignami sugli articoli di La Verità. Summit d’urgenza terminato con una nota di “fonti di Palazzo Chigi” in cui si rimarca la “sintonia istituzionale che esiste tra Palazzo Chigi e il Quirinale, mai venuta meno fin dall’insediamento di questo Governo e della quale nessuno ha mai dubitato”.

Frase facilmente smentibile dalle ripetute frizioni avvenute in questi tre anni tra premier e presidente della Repubblica: dalle questioni di politica internazionale al noto abuso della decretazione d’urgenza da parte del governo, dai rapporti con Elon Musk e il suo sistema Starlink al revisionismo storico della premier e dei suoi fedelissimi sul manifesto di Ventotene, fino alle questioni riguardanti ordine pubblico e carceri.

Ma nella nota fatta filtrare alla stampa si ribadisce la difesa di Bignami e dunque l’attacco al consigliere Garofani, ex parlamentare Pd e fedelissimo di Mattarella che l’ha voluto personalmente nel 2022 come consigliere per gli Affari del Consiglio supremo di difesa.

“Il Presidente Meloni ha espresso al Capo dello Stato il suo rammarico per le parole istituzionalmente e politicamente inopportune pronunciate in un contesto pubblico dal Consigliere Francesco Saverio Garofani e riportate ieri da un noto quotidiano italiano. Il Presidente del Consiglio ha reputato che la richiesta di smentita formulata dall’onorevole Bignami non fosse un attacco al Quirinale, ma al contrario un modo per circoscrivere al suo ambito reale la vicenda, anche a tutela del Quirinale”, si legge nella ‘velina’ diffusa da Palazzo Chigi.

Che rilancia ancora su Garofani e sottolinea che spettava allo stesso consigliere “chiarire per chiudere immediatamente la questione”. Garofani ha parlato oggi, dichiarazioni riferite in un articolo del Corriere della Sera, in cui rivela di esser stato rassicurato dallo stesso Mattarella. Ha spiegato che certe dichiarazioni erano “una chiacchierata in libertà tra amici”, di aver “letto e riletto Belpietro, senza capire in cosa consisterebbe il complotto” e di “non aver mai fatto dichiarazioni fuori posto, mai esibizioni di protagonismo”.

di: Redazione - 19 Novembre 2025

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